Debutta al Kilowatt Festival, a Sansepolcro, il nuovo spettacolo di Andrea Adriatico, prodotto da Teatri di Vita, dopo le anteprime a Opera Prima Festival di Rovigo, Ipotesi d’amore a Bologna e Pergine Festival. Uno spettacolo che affronta in modo diretto, attraverso il testo di Caryl Churchill, la tragedia di questa epoca in Medio Oriente. Appuntamento con “Sette bambine ebree. Un’opera per Gaza”, con l’interpretazione di Anas Arqawi, Nicolò Collivignarelli, Olga Durano e Sofia Longhini, alle anteprime di Rovigo il 13 giugno, Bologna il 16-17 giugno, Pergine il 12 luglio, e infine alla prima nazionale a Sansepolcro il 16 luglio.
Nel 2009, impressionata dalla devastante campagna militare Piombo fuso lanciata da Israele su Gaza, Caryl Churchill scrive una breve composizione teatrale in 7 parti. Sono 7 dialoghi di persone adulte riferiti ad altrettante bambine nel corso della storia, dalle persecuzioni naziste alla creazione dello Stato di Israele fino ai bombardamenti su Gaza. Un testo poetico e spiazzante, un sussurro e un grido, che mette al centro l’infanzia come capro espiatorio, testimone innocente o pretesto per le decisioni dei grandi.
Dille che è un gioco
Dille che è una cosa seria
Ma non spaventarla
Non dirle che la uccideranno
Caryl Churchill, nata a Londra nel 1938, ha esordito all’inizio degli anni ’60 come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi ed è oggi considerata la più importante e più rappresentata autrice inglese vivente. La sua prima commedia Owners fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre. Tra le sue opere più significative, sempre portatrici di tematiche come il femminismo e le politiche sessuali, l’abuso di potere, il colonialismo e la guerra: Cloud nine, Top girls, A mouthful of birds, The Striker, Mad forest, A number, Far away.
Andrea Adriatico, fondatore di Teatri di Vita nel 1993, è regista teatrale e cinematografico, e docente di cinema all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Con i suoi spettacoli esplora le urgenze dei tempi contemporanei, confrontandosi con la politica, lo sradicamento, i diritti e i generi, affrontando autori come Pasolini, Beckett, Mishima, Copi. I suoi ultimi lavori sono a teatro Le amarezze di Koltès e Il piacere I di D’Annunzio, e al cinema Gli anni amari (biopic su Mario Mieli) e il docufilm La solitudine è questa dedicato a Tondelli.
