Dopo i successi di “Giuseppe” e “Napoli Melancholia”, Labasco torna con un nuovo singolo, “VELENO”, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Questo brano anticipa il suo primo progetto discografico, in uscita prossimamente.
“VELENO” è una ballad intensa e malinconica che esplora la fragilità di un amore impossibile, un sentimento che si consuma lentamente, lasciando spazio alla consapevolezza senza perdere la delicatezza dello sguardo. Il brano rappresenta un ulteriore passo nella definizione dell’identità artistica di Labasco, confermando un’estetica sonora personale e coerente, che si muove tra passato e presente, emotività e ricerca.
Il singolo è frutto di un lavoro corale, dove i legami tra gli artisti del roster di INRI Records diventano linfa creativa. La produzione è firmata da GRND e Diora Madama, con il contributo di THAEO ai violini, che aggiungono profondità e respiro alla composizione. Il suono del brano è un dialogo costante tra elementi tradizionali e moderni: la matrice napoletana convive con una scrittura contemporanea, sobria ma potente.
“VELENO” arriva dopo “Napoli Melancholia” e “Giuseppe”, i primi due singoli che hanno segnato l’inizio della collaborazione di Labasco con INRI Records. “Napoli Melancholia” dipinge una città lontana dagli stereotipi, mentre “Giuseppe” esplora il conflitto tra identità e aspettative sociali, con un sound che fonde tradizione partenopea ed elettronica contemporanea.
Labasco è il frutto di una tensione tra sacro e profano, tra l’infanzia nella provincia campana e la ricerca di un proprio spazio a Milano. La scelta del nome d’arte deriva dal suo cognome, Basco, con una femminilizzazione che, durante l’adolescenza, veniva usata per etichettarlo come diverso. Con l’adozione di “Labasco”, l’artista ha compiuto un atto di rivalsa, restituendo al nome una nuova dignità. In latino, “labasco” significa “vacillare”, un richiamo all’incertezza e alla vulnerabilità di chi è in cerca della propria strada, ma anche alla forza di non cedere nonostante le difficoltà.
Intervista a cura di Domenico Carriero
