Si è tenuto a Chieti il 18 luglio il live di Antonella Bucci, che ha da poco pubblicato il singolo “Sogni Ribelli”, scritto e composto assieme a Raf e Mauro Mengali. L’opening del live è stato affidato al giovane Davide Settevendemie, allievo di Onde Radio Academy della stessa Antonella Bucci e di Mauro Mengali.
Antonella, vorrei farti fare un piccolissimo viaggio in tre puntate. Il primo è il “viaggio geografico” e ti porto a Vitebsk, allo Slavianski Bazaar, ove sei stata di recente. Come è andata?
“Benissimo! E’ stata un’esperienza pazzesca. L’Italia e la musica italiana sono veramente molto amate. Per me è stato un evento meraviglioso in mezzo a tanti paesi del mondo, sia come giudice che come ospite d’onore. È stata un’emozione cantare davanti a un pubblico così vasto, ma soprattutto con un’atmosfera e una scenografia molto suggestiva”.
Tu hai viaggiato tantissimo: in Ecuador, in Brasile, in Bielorussia. Dalla visuale del palco, la musica è veramente un linguaggio universale? Che reazione ha il pubblico nelle varie parti del mondo quando canti?
“La musica non è un linguaggio, è l’unione di tutti i popoli, è l’unione dell’amore, di tutto ciò che può essere un filo conduttore, e anche del linguaggio”.
Hai viaggiato anche con Eros Ramazzotti. Iniziamo il “viaggio temporale” mostrandoti l’LP “In Ogni Senso” di Eros, datato 1990. Ti ricorda qualcosa?
“Mi ricorda i miei esordi! Sulla copertina ci sono tanti amici: Gianni che era fra l’altro il fattorino della nostra etichetta ed anche tutti gli altri che hanno contribuito alla cover di questo meraviglioso disco”.

Nell’album è inclusa “Amarti è l’immenso” che ti vede duettare con Eros: perché è diventato un evergreen?
“Forse perché è cantato ed è stato proprio costruito per restare un evergreen. La composizione di Piero Cassano, che è uno degli autori più importanti che abbiamo nella musica italiana, è stata fatta veramente ad hoc”.
Lo stesso Eros dice “ali per volare e radici per restare saldi”, radici per affermare la nostra identità. Quanto è importante l’identità per te e per noi tutti nella vita di tutti i giorni?
“Lo dico sempre anche ai nostri allievi che l’identità è la propria voce, l’impronta che abbiamo, ma le radici sono fondamentali. Si può volare solo se si hanno le radici, se sai da dove vieni, quello che hai costruito nella tua vita e ti ricordi ogni volta tutto quello che hai vissuto, da dove sei partito, allora potrai andare sempre avanti. Dimenticare le proprie radici, la propria provenienza a un certo punto ti farà smarrire”.

E arriviamo al “viaggio introspettivo”: la valorizzazione della propria unicità è anche il messaggio di “Sogni Ribelli”, il tuo ultimo singolo?
“Assolutamente, mai omologarsi a quello che è la società di oggi. Ogni artista deve mantenere la propria identità per poter affermare se stesso, tirar fuori dal cassetto il proprio sogno, essere coerente e non conformarsi a ciò che c’è in giro. Quando sei te stesso arrivi al cuore delle persone. Sogniamo per essere ciò che siamo, sempre”.
Qui l’intervista con il giovane cantante Davide Settevendemie:
di Domenico Carriero
credit foto Giovanni Santarelli
