A Militello Val di Catania i funerali di Pippo Baudo. Monsignor Peri: “Possa splendere come una stella anche nel firmamento di Dio”

Si sono svolti a Militello Val di Catania nel Santuario di Santa Maria della Stella i funerali di Pippo Baudo, scomparso lo scorso sabato all’età di 89 anni.

Migliaia di persone e di suoi concittadini si sono strette a parenti ed amici per dare l’ultimo saluto al re dei presentatori.

“Carissimo Pippo, noi ti auguriamo di splendere come una stella non soltanto nel firmamento degli uomini, come già avvenne, ma tanto luminoso anche e soprattutto in quello di Dio. E nel firmamento di Dio, ce lo vogliamo ricordare, si splende solo per l’amore operoso e concreto che abbiamo vissuto. Tutto il resto passa e si dissolve come pula al vento, perché solo l’amore resta ed è per sempre”, con queste parole il vescovo della Diocesi di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, ha aperto la celebrazione.

Nel corso dell’omelia don Giulio Albanese, padre spirituale di Pippo Baudo, ha ricordato quando il celebre conduttore sia stato innanzitutto un uomo generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, e il suo coraggio manifestato contro la mafia.

“Poco prima di morire Pippo mi ha confidato che il successo non basta a riempire il cuore. Il successo non basta a rendere felici. Questa è una parola di verità che risuona in sintonia con il Vangelo. Pippo ha sì conosciuto il favore del pubblico e la gioia di entrare, con garbo e competenza, nelle case di milioni di italiani. Ma al di là dei programmi e degli applausi, ciò che resta è la sua capacità di comunicare vicinanza, di dare spazio a tanti artisti e di custodire rapporti sinceri. Molti lo ricordano come uomo generoso, discreto, pronto ad aiutare senza clamore. Il senso della giustizia è stato forte e sempre impresso nell’animo di Pippo. Soprattutto nel coraggio manifestato in più circostanze contro la mafia, un male da estirpare secondo lui, ricercando sempre e comunque la legalità. Preghiamo in modo particolare per la figlia Tiziana, per il figlio Alessandro, per i nipoti Nicholas e Nicole. Il dolore del distacco pesa su di loro in modo più diretto e profondo: a loro chiediamo al Signore di donare consolazione, perché possano sentire che la morte non è l’ultima parola, ma che il legame d’amore che li unisce a Pippo, padre e nonno, trova compimento in Dio, dove nulla va perduto. Ricordiamo anche coloro che gli sono stati accanto con dedizione e fedeltà: in particolare la sua assistente Dina che in questi anni di malattia è stata il suo vero angelo custode. Ricordiamo poi anche i tanti amici, concittadini di Militello, colleghi, artisti e persone del mondo dello spettacolo che oggi ne piangono la scomparsa. Possano custodire non solo il ricordo dei successi, ma soprattutto la testimonianza di umanità, generosità e passione che Pippo ha lasciato in loro”.

Sul finire delle esequie ha preso la parola il sindaco di Militello in Val di Catania, Giovanni Burtone: “La scelta di Pippo di fare i funerali a Militello ha confermato questo suo legame con la nostra realtà, un legame profondo. Anche in quest’occasione non ha voluto tagliare il cordone ombelicale con la sua città. Pippo era un faticatore: era un uomo che studiava ogni giorno e non si è mai fermato. È andato avanti sempre su un piano culturale. Ecco perché non è diventato soltanto un grande presentatore, ma un uomo di cultura, un intellettuale: perché è stato capace di leggere il paese e di realizzare trasmissioni che dessero qualcosa alla nostra comunità. Era l’Enrico Mattei della Rai. Pippo ha cercato di far passare il messaggio di un Mezzogiorno che non si deve vergognare ma che deve lottare. E’ stato l’Enrico Mattei della Rai. Mancherà ai suoi familiari, agli amici, a Militello, a tutta l’Italia”.

Al termine della Messa il corteo funebre ha raggiunto il cimitero comunale di Militello Val di Catania, dove Pippo Baudo è stato tumulato nella cappella di famiglia.

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