VENEZIA82 – Presentato in Concorso alla Mostra del Cinema “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi: “Raccontare il silenzio è stata un’altra sfida”

E’ stato presentato in Concorso alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi.

Tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, la terra talvolta trema, le fumarole dei Campi Flegrei segnano l’aria. Le rovine sottostanti, le ville romane ormai subacquee, Pompei, Ercolano, raccontano un futuro che c’era, sepolto dal tempo. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, una Napoli meno conosciuta si popola di vite.
Sotto le nuvole c’è un territorio attraversato da abitanti, devoti, turisti, archeologi che scavano il passato; da chi, nei musei, cerca di dare ancora vita e senso a statue, frammenti, rovine.
La circumvesuviana attraversa il paesaggio, cavalli da trotto si allenano sulla battigia. Un maestro di strada dedica il suo tempo al doposcuola per bambini e adolescenti, i vigili del fuoco vincono le piccole e grandi paure degli abitanti, le forze dell’ordine inseguono i tombaroli, mentre, a Torre Annunziata, navi siriane scaricano grano ucraino.
Una squadra di archeologi giapponesi scava da vent’anni Villa Augustea: raccoglie semi, ossa, storie di sedimenti. I turisti vanno per le rovine di Pompei, i devoti strisciano nel santuario della Madonna dell’Arco, gli ex voto e le cripte raccontano il credo di un mondo che sopravvive.
La terra intorno al Golfo è un’immensa macchina del tempo.

“Il bianco e nero è stata una delle prime certezze che ho avuto. C’era un’idea iniziale vaga, non c’era ancora un piano preciso. Volevo allontanare l’immaginario di Napoli dal sole e dal colore. Raccontare il silenzio è stata un’altra sfida. Ho girato il film nel corso di tre anni nelle zone più nascoste di Napoli, dall’altra parte del Vesuvio, dove piove tantissimo e ci sono nuvole meravigliose”.

Il regista ha poi parlato di Gaza: “Uno dovrebbe vivere lì per capire davvero quello che sta succedendo. Sono totalmente d’accordo con ogni tipo di protesta, ma la mia paura è che è poi tutto finisca qui e che poi prevalga il solito egoismo quotidiano”.

credit foto X La Biennale

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