Le campionesse e i campioni delle Nazionali di pallavolo femminile e maschile, vincitrici dei Campionati del Mondo 2025, sono state ricevute dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio, il Presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Giuseppe Manfredi, l’allenatore della Nazionale italiana femminile, Julio Velasco, l’allenatore della Nazionale italiana maschile, Ferdinando De Giorgi, il Capitano della squadra femminile, Anna Danesi, e il Vice Capitano della squadra maschile, Simone Anzani. Presente in platea anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.
“Signor Presidente è la terza volta che sono qui al Quirinale in cento giorni, ma l’emozione è sempre la stessa. Quello che hanno fatto le nazionali femminile e maschile di pallavolo è straordinario, per la prima volta hanno vinto nello stesso anno i mondiali. Sono un modello da studiare. Sento il dovere e il piacere di salutare i due coach perché il loro compito non è stato facile. Grazie Presidente Mattarella per l’attenzione e l’affetto, sappiamo che segue i principali eventi sportivi con emozione, la consideriamo uno di noi. Faremo in modo che l’inno d’Italia continui a suonare anche d’inverno ai Giochi Olimpici 2026″, ha esordito il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio.
Ha preso poi la parola il Presidente della FIPAV Giuseppe Manfredi: “Essere ricevuti al Quirinale è un onore immenso e quando questo accade significa che è stato fatto qualcosa di rilevante per l’Italia e per gli italiani, e lo è ancor di più quando sono invitate due Nazionali che hanno scritto una pagina indelebile nella storia dello sport italiano”.
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A seguire i due coach: “Per noi è un enorme orgoglio essere qui. Si tratta di un’importante giornata, soprattutto in un momento storico dove le divisioni vanno per la maggiore e dove l’individualismo sembra essere l’unica strada. Credo che però lo sport possa difendere una cultura democratica e convivere con la diversità. La squadra femminile credo sia un modello da seguire e ammirare. Abbiamo molte diversità all’interno della squadra ma riusciamo a lavorare bene insieme”, ha detto julio Velasco.
“Sono felice di essere di nuovo alla sua presenza, Presidente, insieme con la squadra, lo staff e i dirigenti dopo una breve pausa di riflessione post Olimpiadi. Devo dirle in piena sincerità che lei, caro Presidente è diventato il nostro motivatore. Prima di partire per le Filippine, durante il nostro percorso formativo di squadra, abbiamo visto il video con il discorso fatto dal nostro capitano Giannelli in occasione del mondiale vinto nel 2022 che finiva con l’auspicio di vederla ancora il prima possibile. Questa è stata la prima nostra spinta motivazionale. E’ stato un mondiale difficile ma abbiamo sempre cercato un equilibrio nella consapevolezza del percorso che stavamo facendo. Questi ragazzi sono speciali perchè hanno la capacità di includere e di non lasciare indietro nessuno”, ha dichiarato Ferdinando De Giorgi.
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E’ stata quindi la volta della Capitana Anna Danesi e del vice Capitano Simone Anzani: “Signor Presidente a nome di tutte le mie compagne di squadra intendo ringraziarla sinceramente per questo invito e per l’accoglienza che ci ha riservato oggi in una cornice straordinaria. Per noi non si tratta di una prima volta ma le emozioni che derivano dall’incontrarla oggi sono nuove e genuine, forse dettate dalla costante attenzione con cui guarda al mondo dello sport, e per la passione autentica che ha sempre dimostrato nei confronti della pallavolo. Siamo un gruppo vincente unito nelle diversità e capace di esaltare le individualità. Dietro ai successi ci sono dolori, sacrifici, rinunce, pianti, addii, eppure il gruppo ha saputo superare tutte le difficoltà e trasformarle in forza, anche grazie allo staff meraviglioso che ci supporta. Sono 281.349 le bambine e ragazze tesserate in Italia, un numero straordinario, a loro voglio dire “fate sport, non ascoltate chi dice che è nemico dello studio perchè invece vi darà la detrminazione necessaria anche tra i banchi di scuola, ha detto Anna Danesi”.
“Egregio Presidente Mattarella, la ringrazio per aver voluto celebrare e accogliere le nostre vittorie in questa sala, esaltando il nostro sport e il nostro movimento.
Oggi ho l’onore di essere qui davanti a lei a parlare anche in nome del Capitano Simone Gianelli che per impegni con il proprio club di appartenenza non è potuto essere presente, e portare i saluti anche di Roberto Russo e Yuri Romanò che per il medesimo motivo non sono qui. Questa Coppa appartiene all’Italia e siamo orgogliosi di aver portato in alto il tricolore”, ha dichiarato Simone Anzani.

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Danesi e Anzani hanno quindi donato al Presidente Mattarella le medaglie vinte ai Mondiali, i palloni firmati dalle campionesse e dai campioni e le maglie delle Nazionali.

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Il Capo dello Stato ha infine rivolto un saluto ai presenti: “Siete state e siete stati formidabili. Quindi, complimenti e grazie. È un ringraziamento molto grande: siete stati seguiti in maniera appassionata dal nostro Paese, dagli italiani, in quei giorni, e tutti vi sono riconoscenti.
Vorrei estendere il saluto, i complimenti e i ringraziamenti anche a chi non è potuto essere presente oggi: a Simone Giannelli, che mi ha mandato una lettera – di cui lo ringrazio – Alessia Orro, Myriam Sylla, Roberto Russo e Yuri Romanò.
Sono lietissimo che sia presente Daniele Lavia. Grazie di essere venuto. Ha partecipato anche lui ai Mondiali, con il cuore e con la mente. Davvero è stato un percorso, prima femminile, poi maschile, di straordinario fascino.
Vorrei adesso – con il permesso delle campionesse e dei campioni, e ringraziando gli staff, già ringraziati, per la grande opera che fanno, accompagnando, sorreggendo, sostenendo il loro impegno – ringraziare le due guide delle due squadre: Velasco e De Giorgi, per l’impegno, per quello che hanno messo in campo, fuori dal campo, prima del campo, per arrivare lì in condizioni ottimali.
Anche questa volta ho ammirato costantemente la serenità con cui, in qualunque time out o in qualunque momento possibile, vi trasmettevano suggerimenti preziosi ed efficaci. È stata un’azione, quella loro, di guida. E io gli esprimo molti ringraziamenti. Ho seguito, per quanto possibile, i vostri incontri.
Vorrei dire alle campionesse: fino alla Polonia è stato un percorso, sempre impegnativo e difficile, ma naturalmente sembrava agevole. Ma la semifinale e la finale sono state entusiasmanti, perché la qualità del Brasile e della Turchia è stata talmente alta che vi ha consentito di realizzare due incontri veramente di altissimo livello, con una soddisfazione, nel prevalere, particolarmente alta, ancor più alta.
Quindi, complimenti per quei due incontri così impegnativi e difficili, che hanno richiesto, credo, una gran quantità di energie fisiche e anche mentali. Complimenti davvero!
Ai campioni vorrei dire che vi ho seguito dai quarti. Sono stato fortunato: non ho visto la prima con il Belgio, ma i tre incontri, il primo con il Belgio, l’ultimo con la Bulgaria, sono stati – come dire – tranquilli, naturalmente sempre, anche quelli, impegnativi e difficili.
Ho avuto l’impressione che nel terzo set con la Bulgaria abbiate voluto immettere un po’ di vivacità nella finale, perché non fosse troppo piatta. Ma complimenti davvero: siete stati anche nella reazione, in quell’ultimo quarto set, straordinariamente padroni del campo.
Vorrei ringraziare molto Anna Danesi e Simone Anzani per quel che hanno detto. Hanno detto diverse cose interessanti che varrebbe la pena riprendere, ma ne riprendo una, che vorrei sottolineare.
In riferimento a un aspetto che, coloro che seguono anche con affetto, ogni tanto sottovalutano e cioè i sacrifici, le difficoltà, le rinunce, la pressione che si avverte, anche gli affetti personali a distanza.
Tutto questo complesso di elementi e condizioni, che rappresenta davvero un prezzo che si paga, un sacrificio alto, naturalmente viene affiancato dalla passione – come è stato detto poc’anzi – e questa è la base dei successi, ma trova una ricompensa nei successi e anche nell’affetto che vi circonda.
Però quell’aspetto – quello della preparazione, degli impegni faticosi per arrivare a questi livelli – non va mai dimenticato quando si apprezza il vostro impegno e i vostri successi.
Vorrei anche aggiungere che c’è un’altra ricompensa ai sacrifici, agli impegni che svolgete, accanto a quella dei successi e delle medaglie, che certamente, ripeto, è motivo di grande orgoglio: quella di aver spinto, sollecitato, esortato, incoraggiato tante bambine e tanti bambini, tante ragazze e tanti ragazzi a dedicarsi alla pallavolo, o comunque a uno sport.
Questo è un contributo grande per la vita del nostro Paese. Un contributo importante per i nostri giovani e i nostri ragazzi.
Il Presidente Manfredi, poc’anzi, ricordava i club, i circoli, le associazioni, le società di base, sparse in tante province, anche in luoghi apparentemente secondari – che poi spesso emergono come protagonisti della pallavolo – le scuole – è molto importante quanto deciso dal Parlamento, quanto è in corso di decisione del Parlamento sulle palestre scolastiche – ma tutto questo è un elemento che aggiunge valore al vostro successo: quello di esortare ragazze e ragazzi, bambine e bambini, a impegnarsi nello sport, a impegnarsi nella pallavolo, come tanti fanno.
Ho sentito, mi pare, oltre 280.000 tesserate, tanti sono anche per il volley maschile. Sono un patrimonio di impegno che contribuisce molto al benessere, a livello anche etico di comportamento, della nostra società.
Ed è qualcosa per cui vorrei ringraziarvi. Perché questo esprime una fiducia nei giovani.
Qualche giorno fa – non molti, due settimane fa – ero a Napoli, per la cerimonia di apertura dell’anno scolastico, quella che si fa ogni anno.
C’era, ospite graditissimo, Velasco, che ha fatto un intervento a difesa dei giovani, contro quelli della mia generazione – o di quella anche successiva – che sovente criticano o si lamentano dei giovani. L’ho applaudito molto, con molto calore e convinzione, perché sono convinto che stia crescendo, venendo su, una straordinaria, positiva generazione giovanile nel nostro Paese.
E questo incoraggiamento ai giovani si avvale anche del vostro esempio, del vostro trascinamento, della dimostrazione che si può avere dei sogni, che poi non tutti si traducono nel livello massimo agonistico, ma anche nella pratica dilettantistica dello sport.
Vorrei concludere dicendo a De Giorgi, che si è augurato di tornare presto per un’occasione simile: me lo auguro molto anch’io. Mi auguro che ci rivediamo presto, per lo stesso motivo, o per motivi consimili. Auguri. Vi aspetto!”.
di Francesca Monti
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