È online una puntata speciale di “Supernova”, il podcast di Alessandro Cattelan che, episodio dopo episodio, racconta in modo originale le vite, le passioni e gli aneddoti meno conosciuti dei protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura.
Ospite d’eccezione di questa nuova puntata è Jeff Goldblum, attore iconico noto per aver interpretato Seth Brundle nel cult La mosca (1986), Ian Malcolm nella saga di Jurassic Park, il Gran Maestro nel Marvel Cinematic Universe (2017) e che presto sarà nuovamente il Mago di Oz in Wicked – Parte 2.
Jeff Goldblum è stato anche protagonista di diverse pellicole dirette da Wes Anderson, come Grand Budapest Hotel e Asteroid City e l’attore ha raccontato ad Alessandro un ricordo legato all’amicizia con l’eclettico regista: “Ho fatto quattro film con lui. È fantastico, adesso vive principalmente in Europa, ma è originario del Texas. Era amico di infanzia di Owen Wilson. Ultimamente si è spostato in diversi posti, come Londra o Parigi. L’ho incontrato l’ultima volta a Bologna, ha un amico lì che gestisce un cinema, uno storico e cinefilo incredibile. In quel cinema davano “La mosca”, e io in effetti l’ho presentato e risposto a un po’ di domande. È stato bello comunque passare del tempo con Wes e Bologna è una città molto piacevole. Ci sono tutti quei portici. Poi siamo andati a cena insieme, non ricordo il ristorante ma era tutto molto buono. A Bologna non si sbaglia mai”.
Anche Jeff Goldblum e famiglia sono grandi appassionati di tennis, e di Sinner ovviamente e della cultura italiana legata a questo sport, che l’attore conosce bene in quanto i suoi figli vivono a Firenze: “Il tennis è molto seguito in Italia. Abbiamo visto tutti Sinner. Ma penso che a Firenze ci sia una grande tradizione. Io e mia moglie Emilie, che da nubile portava il cognome Livingston e che ha partecipato anche alle Olimpiadi, ci siamo iscritti a un paio di club lì. Lei è stata un’atleta mondiale ed è molto brava a giocare a tennis. Anche i miei figli sono piuttosto bravi. Ma loro dipingono, disegnano, perché a Firenze sono immersi nell’arte”.
Jurassic Park è un franchise che fa parte ormai della storia del cinema e Jeff Goldblum ha raccontato ad Alessandro cosa ha provato nel momento in cui il film ha avuto un enorme successo planetario e come è stato lavorare con Steven Spielberg: “Non mi aspettavo tutto questo successo. C’erano alcuni elementi che facevano pensare che sarebbe stato popolare, ma non puoi mai saperlo. Non importa se c’è un grande regista, grandi attori o un’ottima sceneggiatura. Qualcosa può sempre andare storto. C’erano Steven Spielberg è il migliore, il top e poi c’erano i dinosauri e un libro di Michael Crichton, un best seller. E poi c’era tecnologia di Dennis Murren, un pioniere, che si intrecciò con le esigenze del film: riportare in vita i dinosauri in un modo mai visto prima. Ma il vero merito è di Spielberg, come con Lo squalo, anche quello poteva andare storto in migliaia di modi ma lui è talmente bravo che l’ha reso un classico. E penso che il primo Jurassic Park racconti la storia in un modo che colpisce davvero le persone”.
