Nel giorno in cui Roma ricorda il rastrellamento degli ebrei da Roma del 16 ottobre 1943, una delle ferite più profonde della sua storia, la Fondazione Museo della Shoah, in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, ha organizzato una cerimonia commemorativa a cui hanno preso parte circa 200 studenti e studentesse di scuole secondarie di primo grado del territorio.
L’iniziativa si è aperta con alcune letture tratte dal libro di Ilaria Patamia “C’era ‘n ber sole” interpretate da Laura Maltoni e l’autrice Ilaria Patamia, dedicato a Settimia Spizzichino, unica donna romana sopravvissuta al rastrellamento.
Dopo la deportazione e la prigionia nei campi di sterminio, Settimia tornò a Roma, scegliendo di vivere nel quartiere della Garbatella, dove continuò a testimoniare per tutta la vita incontrando migliaia di giovani per raccontare la sua storia. Proprio nel cuore dell’VIII Municipio, oggi sorge il Ponte Settimia Spizzichino, luogo simbolico di memoria che porta il suo nome e che rappresenta un legame profondo tra la storia della città e la sua comunità.
Alla cerimonia sono intervenuti Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah, Amedeo Ciaccheri, Presidente dell’VIII Municipio, Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma in rappresentanza del Sindaco di Roma, e Carola Funaro, Vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma e delegata alla Memoria, che hanno sottolineato come il 16 ottobre sia una pagina della storia di Roma che riguarda, ancora oggi, ogni cittadino.

La commemorazione si è conclusa con una marcia silenziosa verso il Ponte Settimia Spizzichino, dove studenti e rappresentanti istituzionali hanno costruito una corona di fiori in ricordo delle vittime del rastrellamento.
Un gesto collettivo per ricordare che la memoria della Shoah vive anche nei luoghi quotidiani di Roma, nei quartieri dove i sopravvissuti hanno scelto di ricominciare, e che il 16 ottobre 1943 resta un capitolo indelebile della storia della città di Roma.
