Al Teatro Sociale di Brescia in scena Franco Branciaroli con “Sior Todero Brontolon”

Il mondo di Goldoni e quello delle marionette, due universi che si incontrano in un microcosmo che mescola realtà e immaginazione. Arriva a Brescia Sior Todero Brontolòn, una rilettura della commedia di Goldoni che vede Franco Branciaroli nel ruolo del protagonista, per la regia di Paolo Valerio.

Produzione del Centro Teatrale Bresciano che inaugura il cartellone della sua cinquantaduesima Stagione intitolata L’equilibrio degli opposti, lo spettacolo sarà in scena al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) dal 21 al 26 ottobre 2025, tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30.

Di Carlo Goldoni, lo spettacolo vede la drammaturgia di Piermario Vescovo; l’interpretazione è affidata a Franco Branciaroli nel ruolo di Todero, sul palcoscenico insieme a Piergiorgio Fasolo (Pellegrin), Stefania Felicioli (Marcolina), Alessandro Albertin (Gregorio), Ester Galazzi (Fortunata), Riccardo Maranzana (Desiderio), Valentina Violo (Cecilia), Emanuele Fortunati (Meneghetto), Davide Falbo (Nicoletto), Federica Di Cesare (Zanetta). Realizzato in

collaborazione con I Piccoli di Podrecca, per la regia di Paolo Valerio, lo spettacolo presenta le scene di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Stefano Nicolao, le luci di Gigi Saccomandi, le musiche di Antonio Di Pofi, i movimenti di scena di Monica Codena, per una produzione firmata Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de gli Incamminati.

Sior Todero Brontolòn è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

Una rilettura di una commedia della maturità goldoniana, condotta con rigoroso rispetto filologico per il testo e per la straordinaria bellezza di una lingua unica che è già poesia, ma anche con una originale intuizione che vede le marionette in scena accanto agli attori, come loro alter ego. “Il mondo di Goldoni, il mondo delle marionette, due universi che si incontrano – scrive il regista Paolo Valerio –. […] Un doppio dei personaggi, l’anima e l’inconscio che muove le azioni e il corpo, talvolta in sintonia, talvolta in contrasto con il pensiero dell’attore. Il corpo dell’attore come marionetta e talvolta come macchina corporea che cerca una soluzione al mistero del personaggio. La marionetta come lato oscuro, per sopportare e reagire all’orrore domestico della famiglia di Sior Todero, per sopportare e superare un personaggio odioso ed egoista, rappresentazione, nel peggiore dei casi, del genere maschile”.

Sior Todero, infatti, risponde come carattere al modello dei rusteghi, ma dei quattro burberi veneziani è quello che perde qualsiasi accento bonario. La trama lo vuole avaro, imperioso, irritante con la servitù, opprimente con il figlio e la nipote, diffidente e permaloso verso il mondo. Sembrerebbe impossibile amare una simile figura, eppure, il capolavoro di Goldoni – e la figura di Todero, scritta in modo magistrale – sono stati molto ambiti dai teatri e dai più grandi attori, da Cesco Baseggio, a Giulio Bosetti, a Gastone Moschin.

Si cimenta oggi in questa sfida una colonna del teatro italiano, Franco Branciaroli, che torna sul palcoscenico bresciano per offrirne una nuova e inaspettata interpretazione. Dopo l’originale e dissacrante Shylock nel Mercante di Venezia shakespeariano, Paolo Valerio e Franco Branciaroli tornano a collaborare nella rilettura di questo classico del teatro, che molto ancora può suggerire alla sensibilità contemporanea.

credit foto Simone Di Luca

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