“Mi sono accorto che non avevo mai chiesto scusa a mia mamma, così ho pensato di dedicarle una canzone”. Seltsam è in gara a Sanremo Giovani 2025 con “Scusa Mamma”, il nuovo singolo pubblicato su etichetta Honiro Label e distribuito da Ada Music Italy /Warner Music Italy.
L’artista racconta la vita di tutti i giorni, quella vera, fatta di piccole sfide, sogni semplici e momenti in cui ci si riscopre fragili.
Le canzoni di Seltsam (nome d’arte di Lorenzo Giovanniello) sono un invito a difendere quel fanciullo che è in noi e a ricordarci che vivere davvero significa non smettere mai di sentire.
“Scusa Mamma” nasce proprio da questa consapevolezza. È una carezza in forma di musica, un abbraccio, una richiesta di perdono e un modo per dire grazie, con la voce di chi non ha paura nel mostrarsi umano, un gesto d’amore semplice e sincero verso chi ci ha insegnato cosa vuol dire sentirsi al sicuro.
Lorenzo, quali sono le tue sensazioni, le emozioni e anche le aspettative in vista di Sanremo Giovani 2025?
“Inizialmente ho provato tanta euforia, poiché non mi aspettavo di partecipare a Sanremo Giovani. Adesso sento la pressione, perché comunque, purtroppo o per fortuna, ho uno storico di tante esperienze e vorrei che le cose andassero bene. Al contempo sono molto felice. Fino a pochi giorni fa avevo difficoltà a dormire e mal di testa ricorrenti, ora sto cominciando a gestire la situazione non guardando il cellulare”.
Sei in gara con Scusa mamma, una bellissima lettera alla tua mamma. Ci racconti come è nato questo brano?
“Ho scritto questa canzone a Milano, io non ho un gran rapporto con questa città, anche perchè la seconda volta che ci sono andato mi hanno rapinato, e poi da buon romano mi piace stare a Roma. Inoltre sono meteoropatico, ho bisogno del sole, se dovessi trasferirmi da qualche parte andrei a vivere a Napoli, perché sono per metà napoletano. Quando siamo partiti per Milano, essendo io un ritardatario cronico, mi ero svegliato tardi per prendere il treno e ho lasciato il caos nella mia stanza. Il mio cane Ettore aveva dormito sul letto, ho preso le prime due cose che ho trovato e sono salito sul taxi. Mi è arrivato poi un messaggio passivo-aggressivo da parte di mia madre con le foto di camera mia. Mamma è solita chiamarmi tra le 300 e le 600 volte al giorno, invece in quei quattro giorni che sono stato a Milano solamente 20 volte quindi ho capito che forse c’era un problema. Dovevamo scrivere una canzone e io tendenzialmente lavoro sempre con le stesse persone perché per me non è solamente importante quanto un autore sia bravo, ma il legame che ho con lui, dato che racconto attraverso la musica delle vicende personali. Con Gabriel Gugliemini ho un rapporto splendido. In quel momento ho pensato che stavano succedendo delle cose importanti a livello artistico, anche un po’ difficili da gestire e a me mancava la mamma, avevo proprio bisogno di lei, così gli ho proposto di scrivere una canzone che parlasse del fatto che non le avessi mai chiesto scusa. Dopo quaranta minuti avevamo già la prima strofa del ritornello”.
“Scusa mamma” è accompagnata da un video emozionante dove ci sono diverse coppie di mamme e figli, tra cui anche tua mamma e tua sorella, che si guardano negli occhi senza parlare. Com’è nata l’idea?
“Su TikTok e su Instagram sono io che decido quali post mettere perché mi piace avere un rapporto diretto col pubblico, mentre la comunicazione editoriale è gestita dall’agenzia 6ix Floor. Quando dovevamo scegliere come realizzare il video, Valerio, che è il fondatore dell’agenzia, ha pensato di fare una reaction e mi è piaciuta come idea. Sono stati bravissimi, hanno fatto veramente un capolavoro”.
Che cosa vorresti arrivasse di te, della tua musica, del tuo modo di scrivere le canzoni, al pubblico che magari ti vedrà per la prima volta in occasione di Sanremo Giovani?
“Vorrei arrivasse la realtà, senza costruzioni. Io vorrei rappresentare le persone “normali”, che vanno a lavorare tutti i giorni alle sette della mattina, che tornano a casa la sera distrutte, che hanno difficoltà, non una vita sopra le righe o esperienze che fanno in pochi. Voglio dare una voce vera a chi è come me. Non mi piace pensare che possa arrivare ad esempio la distanza. Quando i ragazzi mi fermano per strada e sono emozionati, a parte che mi tremano le mani, perché non sono ancora abituato a fare gli autografi, dico sempre che io sono come loro”.
Con “Canteremo un ritornello” che è diventato un inno degli studenti universitari, sei arrivato anche su un palco molto importante, a Londra per i Live TikTok Europa e TikTok Global. Che esperienza è stata?
“È stata un’esperienza bellissima. Quando abbiamo fatto TikTok Europe c’erano 50 milioni di persone collegate, con TikTok Mondo erano 2 miliardi, era organizzato tutto al minimo dettaglio. Eravamo ospiti in un hotel cinque stelle a Londra, nel quartiere di Mayfair, dove c’erano Lamborghini, Ferrari in ogni angolo, dove l’acqua costa 8 pounds. Vi racconto un aneddoto che non avevo ancora svelato. In hotel non era compresa la cena e dovevamo ordinare quello che desideravamo. Io non vado a dormire senza latte al cioccolato, quindi me l’hanno portato e non mi sono accorto che era rovesciato. Dalla hall al quarto piano ho fatto il percorso con la busta che gocciolava. Il problema è che in hotel c’era la moquette. Quando ero quasi arrivato in camera, ho alzato la busta e il contenuto è finito a terra. Ho fatto una figura terribile. A parte questo, è stato tutto bellissimo, ho aperto il live di Zara Larsson, di Jason Derulo. Era come stare in un’altra dimensione, per me che in Italia non ho avuto ancora la fortuna di fare da opening act ad un grande artista. Noi “piccoli” dobbiamo rubare con gli occhi ma vedendo Zara Larsson che provava, ballando e cantando, sono rimasto sbalordito dalla sua professionalità. C’era davvero tanto da imparare da lei”.

Quali saranno i prossimi step?
“In cantiere ci sono due “bambini”, dei quali non posso svelare i titoli. Uno di questi brani doveva essere proposto a Sanremo Giovani, poi abbiamo deciso di portare Scusa mamma. In questo periodo non sto scrivendo tanto, perchè non sto avendo esperienze di vita e sono molto concentrato su Sanremo, quindi ci sarà tempo. Da febbraio in poi inizieremo a lavorare sul futuro, anche perché spero di riuscire a pubblicare il mio primo album entro settembre 2026″.
Seltsam significa sia meraviglioso che strano. Come mai hai scelto questo nome d’arte?
“Avevamo 16 anni, c’era l’autogestione al liceo Righi e non eravamo proprio tranquilli a quell’età. Abbiamo letto Seltsam e abbiamo fatto letteralmente un grugnito di gruppo di approvazione. E’ andata così. Conoscevo bene il significato di quella poesia del romanticismo tedesco e mi sono affezionato a quel nome che vuol dire strano in quanto io sono, come mi hanno detto tante volte, la persona più normale che hanno visto. Per me è normale essere buoni col prossimo, essere genuini, di cuore, ma a volte questo è visto come strano. Per questo voglio dare voce alle persone normali, che hanno delle sofferenze, che fanno un lavoro pesante, che sono pronte ad aiutare chi ha bisogno”.
C’è una canzone tra tutte quelle che sono passate dal palco dell’Ariston nelle varie edizioni del Festival di Sanremo a cui sei più legato?
“Facciamo una top five. La prima è Il Bosco delle Fragole di Tricarico; la seconda è Ancora di Eduardo De Crescenzo, perché è una canzone di una bellezza infinita e poi questo artista ha una storia simile alla mia, si è laureato, lavorava, ha scelto di fare il cantante ed è arrivato a Sanremo. La terza è Il ballo delle incertezze di Ultimo, è un pezzo troppo bello, e poi abbiamo la stessa etichetta e condividiamo i rifiuti dagli stessi talent. La quarta è Unica dei Perturbazione e la quinta è Polvere di Olly, che seguivo già dal 2020, e che si merita il successo che sta avendo perchè è un ragazzo genuino, bravo. Sono proprio contento che il suo percorso sia arrivato a compimento”.
Ti piacerebbe fare un feat con Olly?
“Magari. Una volta una fan mi ha chiesto quale fosse la mia collaborazione internazionale dei sogni e io ho risposto con Luiz Federico da Silva Olivieri, postando una foto con Olly, che ha messo il like alla storia. Datemi un po’ di tempo per crescere ancora e poi magari proverò a chiedergli un feat”.
di Francesca Monti
credit foto 6ix Floor
Si ringrazia Daniela Turchetti
