“Questa manifestazione è come una sorta di concerto, con tanti strumenti che suonano all’unisono per regalare alla città e ai visitatori amore nel senso più profondo del termine perché il pubblico ha bisogno di sentirsi accarezzare, accogliere, abbracciare”. Apprezzato attore, regista e produttore cinematografico, nonché Direttore dei Teatri di Siena, Vincenzo Bocciarelli cura la direzione artistica di “Siena Incanta. Il Natale tra cultura e meraviglia” che prevede un programma ricco di interessanti eventi: dal Coro Gospel del gruppo Washington Gospel Singers, che si esibirà il 17 dicembre sotto le Logge del Papa, agli spettacoli di danza al Teatro dei Rinnovati con la compagnia del Balletto di Roma ne Lo Schiaccianoci di Cajkovskij il 12, 13 e 14 dicembre, dall’omaggio al grande danzatore russo Nurejev al The Golden Night Christmas Musical in Piazza del Campo per culminare il 31 dicembre con il grande concerto di Capodanno con Irama, introdotto dalla modella e showgirl Samira Lui.
Il Villaggio di Natale, allestito nella limonaia di Villa Rubini Manenti in Via degli Umiliati, sarà aperto dal 13 dicembre al 5 gennaio. Oltre all’incontro con Babbo Natale, i più piccoli potranno partecipare a laboratori creativi e attività ludiche.
“Siena Incanta”, che vede nelle vesti di madrina Ofelia Passaponti, continua nel nuovo anno con grandi appuntamenti da non perdere al Teatro dei rinnovati come l’esibizione della compagnia Royal National Ballet of Georgia nello straordinario spettacolo FIRE OF Georgia il 4 gennaio e il musical Alice nel Paese delle Meraviglie della Compagnia delle Formiche il 16, 17 e 18 gennaio.

Vincenzo, è il Direttore Artistico della manifestazione “Siena Incanta. Il Natale tra cultura e meraviglia”, che prevede un programma ricchissimo e variegato, dal Coro Gospel al Villaggio di Natale, dal teatro al Mercato in Piazza del Campo ….
“Siena Incanta nasce dall’incontro di menti, di cuori, sotto il soffio d’ispirazione del sindaco Nicoletta Fabio, una donna molto profonda, sensibile, che ama la bellezza e si è contornata di persone che condividono l’armonia, l’accoglienza, la percezione che si possa raggiungere un senso di unità oltre ogni confine. Questo elemento portante caratterizza fin dall’inizio il mio incarico in qualità di direttore dei Teatri di Siena, infatti ho sempre cercato di creare una sorta di eterogenità, di rendere l’arte accessibile e comprensibile a tutti, perché non c’è cosa peggiore di cadere in quella sorta di elitarismo intellettuale che per me è devastante. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi maestri che sono stati di ispirazione per me, uno su tutti Giorgio Strehler che resta nella mia memoria perché il suo teatro arrivava a tutti, dalle persone colte a quelle più semplici. Mi sono formato artisticamente a Siena all’Istituto d’arte “Duccio di Buoninsegna” che sarà protagonista di questo incanto senese con gli ologrammi, le proiezioni alle logge di Piazza Indipendenza, quindi c’è una sorta di sinestesia totale dal mondo della pittura con le mostre allestite nei musei, ai teatri con lo spettacolo Il birraio di Preston, un testo esilarante e bellissimo per il centenario della nascita di Andrea Camilleri, e lo Schiaccianoci, dal mercato in Piazza del campo al Villaggio di Babbo Natale per i più piccoli voluto fortemente dall’assessore alle pari opportunità Micaela Papi. E’ un programma che coinvolge le risorse della città. C’è stato un grande impegno da parte di tutti, dall’amministrazione del Comune di Siena all’agenzia che ha curato la comunicazione a livello nazionale, dai vari assessorati al team dei Teatri di Siena. Fin dal primo istante ho ritrovato quella sensazione che ho provato quando ho partecipato all’allestimento a tavolino di un film, di uno spettacolo e il confronto è stato veramente stimolante. E’ come una sorta di concerto, con tanti strumenti che suonano all’unisono per regalare alla città e ai visitatori amore nel senso più profondo del termine perché il pubblico ha bisogno di sentirsi accarezzare, accogliere, abbracciare, anche se ha culture, pensieri e ideologie differenti. Oggi prevalgono le divisioni, la rabbia, lo vediamo anche sui social dove i leoni da tastiera si sfogano nascondendosi dietro ad uno schermo e scrivono cattiverie gratuite e insulti. Io credo che sia la disperazione, il disagio che portano ad essere cattivi, altrimenti non si spiega come una persona possa avere certi comportamenti. Grazie a Dio esiste la legge che dovrebbe tutelarci però penso sia importante sciogliere questo divisionismo attraverso il dialogo, attraverso la proposta ed è quello che è accaduto con Siena Incanta, che è il frutto di un lavoro corale in cui tutti hanno messo in campo la propria passione, la propria voglia di fare”.


Tra i vari eventi in programma, il 21 dicembre si terrà “The Golden Nigh–Christmas Musical” …
“Il 21 dicembre in Piazza del Campo, dopo il debutto di La Notte Incantata, uno spettacolo straordinario di magia e illusionismo che per la prima volta arriva a Siena, ci sarà “The Golden Night–Christmas Musical“ con l’apparizione di due magnifiche donne, Valeria Marini e Ofelia Passaponti che è la nostra madrina, la nostra ambassadora di bellezza e di armonia. Se chiudo gli occhi e immagino Siena vedo una ragazza come Ofelia, fresca, sorridente, eternamente giovane, con quella carnagione leggermente ambrata che ricorda il calore rosso mattone della terra di Siena. Ci sarà poi il lancio delle sfere luminose verso l’alto. Con il Dirigente alla Cultura Roberto Barbetti volevamo rappresentare una sorta di preghiera di luce, quella che ognuno di noi porta dentro e che viene lanciata verso l’alto in segno di speranza, di gioia e di fede, perché comunque Natale, sia per un credente cattolico sia per un laico, è un momento simbolico di rinascita, di vita e di luce, che unisce tutti sotto la perfezione. La sfera è da sempre il simbolo del divino”.
L’arrivo del nuovo anno invece sarà salutato con il concerto di Irama …
“Ho immaginato Irama in Piazza del Campo in quanto mi sembra un po’ un angelo guerriero del ventunesimo secolo, sia per le parole dei suoi testi sia per l’approccio con il pubblico, per la sua riservatezza e il suo essere in un certo senso anche puro. Ho studiato i suoi ultimi concerti, le parole che dice ed è fondamentale che i giovani si foraggino o vengano nutriti con valori sani attraverso la musica, i testi, con messaggi importanti. Sono semi che poi fruttano nella mente e nel cuore delle persone. Irama è molto amato dai ragazzi e anche dagli stessi genitori che accompagnano i figli ai concerti, è trasversale come personaggio. La serata sarà condotta da Samira Lui e ci sarà poi il dj set del dj Comollo di Radio 105 che farà ballare la gente fino a tarda notte”.
Natale porta con sé l’idea del sogno, dell’incanto, ed è importante continuare a sognare soprattutto in un mondo un po’ disilluso come quello odierno …
“Anche la mia prima stagione da direttore dei Teatri di Siena era dedicata al sogno shakesperiano, “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, quindi non costa niente sognare, non devi emettere fattura, avere la partite iva, i soldi, puoi sognare di volare dall’altra parte del mondo attraverso un libro, uno spettacolo, un testo. Oggi viene data poca importanza alla creatività, all’immaginazione, che invece ha un grande potere perchè ci permette di arrivare dove vogliamo. SienaIncanta è un prodigio che nasce dall’incontro tra la mente e il cuore”.
Lei è nato a Bozzolo, in provincia di Mantova, ma ha vissuto a Siena per diverso tempo e ha debuttato a teatro con “Gli Innamorati” di Goldoni proprio in questa città. Che ricordo conserva del suo esordio?
“Avevo tre mesi quando la mia famiglia si è trasferita da Bozzolo a Siena. Da buoni lombardi mio padre e mia madre erano innamorati delle colline senesi, della città del Palio. A Siena ho frequentato le scuole, quindi a 17 anni sono andato a Milano e mi sono formato al Piccolo Teatro con Strehler e poi ho iniziato a vagare in tournée in giro per l’Italia e per il mondo con grandi registi, da Glauco Mauri a Krzysztof Zanussi, da Theodoros Terzopoulos a Lorenzo Salveti, interpretando tanti personaggi diversi. Ora vivo a Roma da trentacinque anni anche se gli ultimi due li ho trascorsi quasi totalmente a Siena dove ho ritrovato gli amici di un tempo, grazie alla sindaca Nicoletta Fabio che mi ha proposto di diventare direttore dei Teatri di Siena intuendo, senza voler peccare di presunzione, il mio potenziale creativo, che ho sempre avuto e che posso incanalare e potenziare quotidianamente attraverso questa nuova avventura. Tornando al mio esordio, ricordo con tenerezza quando ho calcato per la prima volta, a 14 anni, le tavole di quel gioiellino del Piccolo Teatro di Siena voluto dalla baronessa Sergardi, vestendo i panni di Fulgenzio con le scarpine modificate in stile ‘700. Tutto è partito da quel teatro in via Montanini. In questa stagione, tra l’altro, abbiamo in cartellone due spettacoli di Goldoni, “La vedova scaltra” con Caterina Murino e proprio “Gli innamorati” in occasione di San Valentino”.

Nella sua carriera ha interpretato tanti ruoli diversi a teatro, al cinema, in serie tv come La squadra, Il bello delle donne, Orgoglio, solo per citare alcuni titoli, e ha lavorato con grandi maestri come Strehler, Albertazzi, Mauri. Quali sono stati i progetti che hanno segnato per lei dei punti di svolta a livello artistico?
“Ho avuto la fortuna di trovarmi al posto giusto nel momento giusto, ad esempio il mio debutto televisivo è avvenuto quando c’era l’exploit delle fiction. Orgoglio mi ha dato una grandissima popolarità, a quei tempi non potevo camminare per strada senza essere riconosciuto, per cui vivevo una sorta di contrasto, nel senso che amo sentire l’approvazione della gente però al tempo stesso ho bisogno di silenzio, di concentrarmi, di solitudine. Al cinema ho lavorato con maestri quali Florestano Vancini, ho realizzato il sogno di recitare in produzioni americane e indiane e grazie a queste esperienze con persone open-minded ho capito quanto in Italia sia invece presente il provincialismo, inteso come pregiudizio, come mancanza di coraggio nello scommettere su un giovane attore, nel rischiare, nello scegliere anche uno spettacolo con protagonisti non ancora famosi, mettendo in primo piano la qualità e il messaggio che quel testo vuole mandare. Per quanto riguarda il teatro, infine, negli anni Novanta c’è stato un momento topico per le produzioni, con Ronconi che aleggiava, Massimo Castri che faceva degli spettacoli pazzeschi, Peter Stein, Strehler, c’era quel flusso di grande respiro teatrale. Tutti questi elementi mi portano a capire che a volte non è la quantità ma la qualità del progetto che lascia un segno, che permette di trasmettere emozioni”.
Ha avuto modo anche di fare delle letture davanti a Papa Benedetto XVI e a San Giovanni Paolo II, che emozione è stata?
“Sono stati dei momenti che mi hanno profondamente toccato. Ho sempre avuto un’attitudine alla spiritualità. Da giovane però sei distratto, fai una vita caotica, disordinata, poi crescendo mi sono fatto aiutare anche da un padre spirituale, perché siamo esseri umani con tutti i nostri limiti. Anche quello è un percorso arricchente e stimolante. Grazie a grandi figure come San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI ho avuto modo di sfiorare il sublime. Quando ho stretto la mano per la prima volta a San Giovanni Paolo II ho sentito un passaggio di forza, di spirito santo. Ho incontrato Papa Benedetto XVI, invece, a Loreto. C’erano migliaia di giovani e la scorta che ci separava da lui. Io gli sono corso incontro e stringendo la sua mano, che sembrava quasi impalpabile, ho capito che era una persona timida, emotiva, sensibile. La mano è per me una sorta di carta di identità e da una stretta comprendo determinate cose di chi ho di fronte”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnato?
“In quel piccolo ritaglio di tempo che mi rimane, cerco di non abbandonare la recitazione perché è fonte di ispirazione per me. Del resto ho passato la maggior parte della mia vita sul palcoscenico. Sarò in scena il 17 dicembre all’Auditorium della Conciliazione di Roma con uno spettacolo con il quale ho debuttato quest’estate a Taormina, “Astor, un secolo di tango”, in cui darò voce al personaggio di Astor. Si tratta di una coproduzione TaoArte, Teatro Vittorio Emanuele di Messina e Balletto di Roma, realtà che stimo e conosco da tanti anni, con le quali sono felice di lavorare. Questo spettacolo sarà portato in tournée non solo in Italia ma anche all’estero, ovviamente andremo anche in Argentina paese di cui è originario il regista Carlos Branca. Mi rivedo in tanti aspetti di Astor, ovviamente con grande umiltà. Mi sento vicino a lui nel suo essere combattuto, nella ricerca continua, nelle notti insonni, nel mettersi in discussione”.
Qual è il suo ricordo più bello legato al Natale?
“Il ricordo più bello legato al Natale mi riporta all’infanzia, a Siena, quando la nonna Rosina e lo zio Sandro ci venivano a trovare e portavano dei regali fantastici. Mio zio era una persona meravigliosa, era un ingegnere nucleare e mi aveva trasmesso la passione per l’ingegneria elettronica, lo studio dell’atomo. C’era un’atmosfera di grande gioia. Un Natale, con Duccio, mio fratello maggiore, siamo andati a cercare dell’argilla nelle crete senesi. Una volta trovata, l’abbiamo messa dentro una tinozza creando un presepe scolpito nell’argilla che ha preso quindi forma dalla terra. E’ un esempio di come la natura ispira continuamente la creatività”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Simona Pedroli
