Intervista con Sergio Caputo: il live a Pescara e il documentario “Un sabato italiano”

C’è grande attesa per il live di Sergio Caputo in Trio a Pescara il 13 dicembre e per il documentario “Un sabato italiano” in onda in seconda serata il 19 dicembre su Rai3.

“Il trio propone uno show che va a 360 gradi sul mio repertorio, a volte anche a richiesta dove possiamo farlo, e questo è quello che succederà appunto a Pescara, città dalla quale manco dal trentennale di “Un Sabato Italiano” e dove non vedo l’ora di tornare perché il pubblico mi è molto caro”.

Sergio, questo è un periodo in cui sei impegnato in almeno due live…

“Diciamo pure tre! C’è stato il quarantennale di “Un Sabato Italiano”, il quale ha toccato come tour alcune grosse città, ma non ha toccato delle altre grandi a cui tenevamo molto, perché i teatri erano occupati. Nel frattempo il tempo è passato, quindi dovevamo tornare negli stessi teatri dove eravamo già stati e non potevo riproporre lo stesso show perché comunque era giusto cambiarlo, ed è nato il live “Ne approfitto per fare un po’ di musica”, che vede la stessa formazione di “Un Sabato Italiano Show” ma dal quale ho tolto dei pezzi e inserito degli altri brani che il pubblico mi chiede da un sacco di tempo ma che non avevo la possibilità di fare.
Quindi nelle città dove noi non siamo riusciti a portare “Un Sabato Italiano Show” andiamo a proporre “Ne approfitto per fare un po’ di musica” mentre in quelle che non hanno la possibilità di ospitare uno show di una band di queste dimensioni, e vogliono comunque sentirmi, c’è sempre il trio che è il nocciolo centrale della big band con la quale io mi diverto moltissimo.
Il trio propone uno show che va a 360 gradi sul mio repertorio, a volte anche a richiesta dove possiamo farlo, e questo è quello che succederà appunto a Pescara, città dalla quale manco dal trentennale di “Un Sabato Italiano” e dove non vedo l’ora di tornare perché il pubblico mi è molto caro. Anche la città mi è molto cara essendo un posto dove mi sento sempre molto bene”.

Dopo il quarantennale di “Un sabato italiano” sono usciti diversi singoli molto interessanti: “Sono uno spirito libero”, “Mai dire mai”, “Inquietudine” e “Plastic mambo”. Mi vorrei concentrare sul primo ove canti “sono sempre fuori moda, fuori tema, fuori schema, fuori tutto, ma una vita ce l’ho, io sono uno spirito libero”. Cosa significa oggi essere musicalmente uno spirito libero?

“Essere svincolato un po’ da tutti gli schemi che vengono ormai imposti dal mercato. C’è da premettere che in questo io mi sono adeguato, cioè nel tirar fuori un singolo ogni paio di mesi o poco più adeguandomi alla regola del mercato perché gli album non hanno più senso. Un album è un insieme di canzoni che sono in qualche modo collegate stilisticamente fra di loro e con un filo conduttore di storie. E’ quindi un lavoro compiuto, come un quadro. Invece i singoli sono dei dettagli di questo quadro che si mettono insieme. Non fare questo vuol dire scomparire completamente dalla visibilità del pubblico sui social, quindi mi sono adattato a fare dei singoli che comunque hanno un collegamento e quindi il pubblico più accorto è in grado di ricostruirsi l’album da questi singoli quando saranno abbastanza da poterli mettere insieme. Questo è il mio modo di essere anche uno spirito libero nel campo della canzone.
Come dice Rick Rubin, uno dei più grandi produttori del mondo, non devi scrivere per il pubblico perché se scrivi cercando il suo favore non scriverai delle cose che sono vere ma quello che tu credi che il pubblico apprezzerà. Devi invece scrivere per te stesso, quando sei fiero e contento di averlo fatto e di esserti espresso sicuramente ci sarà il pubblico che si immedesimerà nelle tue parole. E tutto questo è molto importante per gli autori”.

A proposito di spirito libero. Proprio con un altro spirito libero, Francesco Baccini, hai inciso “Chewing Gum Blues” (2017) non ponendovi barriere creative e stilistiche ma creando un sound nuovo…

“Ti racconto una storia buffa. Io e Francesco Baccini abbiamo vissuto nella stessa città, avevamo la stessa casa discografica nello stesso periodo, ma non era mai accaduto che ci incontrassimo. Nel 2017 io, mentre dormivo, sognai che stavo facendo un concerto con Francesco Baccini. Svegliai mia moglie di notte e le chiesi se fosse stato carino fare una collaborazione con Francesco Baccini. Lei mi ha detto subito sì, poi si è rimessa a dormire. Quindi il giorno dopo ho cercato Francesco Baccini, abbiamo iniziato a parlare, inizialmente doveva essere un singolo, e poi è diventato un album di pezzi molto belli che purtroppo non essendo spinto da una major, perché in quel momento eravamo indipendenti ambedue, la maggior parte della gente non conosce. Io so che questo sarà un album che farà storia prima o poi, e poi le nostre voci si intrecciano in una maniera perfetta. Abbiamo fatto anche molti concerti insieme, in questo senso, e ci palleggiavamo i successi.

Tra poco uscirà anche un documentario su di te, “E’ sempre un sabato italiano”.

“Andrà in onda il 19 dicembre su Rai3 in seconda serata ed è un grande onore per me, perché avere un documentario in vita non è da tutti. Questo documentario ripercorre i luoghi e i momenti in cui stavo maturando la mia natura di musicista, e quindi c’è questo percorso romano in cui mi accompagnano separatamente Valerio Lundini, Ubaldo Pantani e Carlo Massarini. Torniamo proprio nei posti che sono stati importanti per me, dove ho abitato, dove ho suonato, dove mi sono ubriacato, dove ho vissuto tutte queste fasi della mia vita.
Normalmente i documentari si mettono insieme con immagini di repertorio, ricordi di persone che non ci sono più, e questo è molto bello, anche perché io ho potuto partecipare attivamente al documentario, e questi tre amici che mi accompagnano hanno proprio lo scopo di farmi chiacchierare, di tirarmi fuori cose che non avevo mai raccontato”.

Queste le prossime date del SERGIO CAPUTO LIVE 2025
12 dicembre – SPOLETO, Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
Sergio Caputo Trio
13 dicembre – PESCARA, Teatro Massimo
Sergio Caputo Trio
27 dicembre – NUORO, Teatro Eliseo
Sergio Caputo Trio
22 gennaio 2026 – MILANO, Teatro Lirico Giorgio Gaber
Ne approfitto per fare un po’ di musica
31 gennaio 2026 – LECCE, Teatro Apollo
Sergio Caputo Trio
26 febbraio 2026 – FIRENZE, Teatro Cartiere Carrara
Ne approfitto per fare un po’ di musica
6 marzo 2026 – AVEZZANO, Teatro dei Marsi
Sergio Caputo con la Big Band
14 marzo 2026 – PALERMO, Teatro Golden
Sergio Caputo Trio

Intervista a cura di Domenico Carriero

credit foto Laura Salvinelli

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