Intervista con Matilde che ha pubblicato l’Ep “Rehab”: “Essere se stessi è la cosa più importante”

Si intitola “Rehab” il nuovo Ep della cantautrice ticinese Matilde, in uscita venerdì 19 dicembre per Columbia Records/ Sony Music Italy. Composto da sei brani, nasce come un percorso di reset e ritorno alle origini, un invito ad alleggerirsi e a recuperare una connessione più autentica con sé stessi e con la natura, liberandosi dal superfluo.

Il titolo richiama l’idea di recovery, un recupero simbolico dalla dimensione materiale per ritornare a quella essenziale. Nei brani compaiono scenari legati alla Pachamama, alla madre terra, e a una vita più semplice, in cui si vive giorno per giorno concentrandosi solo su ciò che conta davvero. Un invito a seguire l’istinto, riconnettersi alle proprie origini e cercare leggerezza, sia nel sound che nel modo di stare al mondo.

Tra i brani dell’EP, la focus track “Unica”, in radio dal 19 dicembre, rappresenta al meglio il colore sonoro del progetto: un pop fresco che guarda all’amapiano e alle contaminazioni global, con melodie morbide e una vocalità luminosa. La voce di MATILDE e quella di Germo67 si intrecciano con naturalezza, dando vita a un equilibrio musicale delicato ma pieno di carattere.

Matilde, il 19 dicembre esce Rehab, come hai lavorato a questo Ep?

“Ho iniziato il percorso quasi un anno fa. Mi sono trovata in studio per la prima volta con Alessandro Faffa, uno dei produttori dell’EP che mi ha fatto avvicinare a questo sound un po’ più afro-pop e molto naturale. Io mi sono sentita super bene nel fare questo genere e da lì è nato tutto”.

“Rehab” è anche un invito a seguire l’istinto, a riconnettersi alle proprie origini. Quanto è importante il legame con la dimensione naturale nella musica e nella vita?

“Per me è molto importante. Con lo sviluppo della società è andato un po’ a perdersi il legame con la natura, ma dobbiamo ricordarci che noi veniamo da lì e che ciò che mangiamo molto spesso proviene dalla natura, a meno che non sia cibo processato. Quindi dovremmo ringraziarla e apprezzarla di più perché comunque è viva come noi”.

In “Fuori posto” canti “certe parole spaccano il cuore a metà, le faccio scivolare tutte come pioggia perchè io non ho niente che non va”. Un messaggio importante contro i pregiudizi, a ricordarci che l’essere se stessi è un valore aggiunto …

“E’ vero, essere se stessi è la cosa più importante perché poi alla fine della giornata rimani veramente solo con te stesso e quindi devi stare bene, devi seguire ciò che pensi, ciò in cui credi e calibrare quello che ti viene detto, quindi non attaccarsi troppo alle voci esterne ma seguire l’istinto”.

Nel disco c’è un feat con Germo67 in “Unica”, come si è sviluppata questa collaborazione?

“La collaborazione con Ste nasce in realtà diversi anni fa. Quando sono arrivata per la prima volta a Milano e ho iniziato a fare musica, mi è stato subito presentato Stefano, in arte Germo, e ho iniziato a lavorare con lui in studio, all’inizio per la scrittura di testi per le mie canzoni e poi con il tempo siamo arrivati a collaborare. Ci tengo sempre ad inserirlo nei miei progetti perché nel mio percorso musicale è stato importante”.

L’EP è stato presentato in anteprima live il 12 dicembre a Comete, che emozione è stata? Nel 2026 ci sarà un tour?

“È stata una grande emozione, per la prima volta la gente ha sentito ciò su cui ho lavorato in questi mesi, in anteprima. E’ stato un momento unico. Per il 2026 ci sono diversi progetti, tra cui l’uscita dell’EP in versione acustica, una dimensione a cui teniamo sempre molto, perché è un po’ più intima, più introspettiva, più bella ancora”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Alessia D’Orsi

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