MasterChef Italia: nella puntata di Capodanno, tra green mistery box e insalate liquide, eliminati Eros e Piponzio

La prima esterna nei territori del parmigiano reggiano porta al pressure test fatale per Piponzio

La competizione nella cucina più chiacchierata d’Italia inizia a entrare nel vivo.
La chef Chiara Pavan, volto noto anche durante i live cooking e cuoca stellata con il pollice verde, con grande personalità guida gli aspiranti chef di MatserChef Italia attraverso la green mistery box, dedicata alla sostenibilità in cucina.

Green Mistery Box

L’obiettivo è contenere gli sprechi utilizzando scarti, cucinando specie invasive e approvvigionandosi da fornitori a km 0. In palio la “green pin”, che permette a chi se la aggiudica di avere 10 minuti in più nelle prove ad eliminazione.
Tra gli ingredienti ci sono scarti nobili, come le frattaglie di seppia e la parte esterna del carciofo, le carcasse di piccione e il pane raffermo, nonché specie invasive come boccalone o persico trota, dei molluschi specie aliena infestante e il filetto di cinghiale.

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Alessandro si butta sul boccalone e gli scarti di seppia, Eros, Iolanda e Matteo C invece prediligono il cinghiale.
Matteo Lì ha ottime idee ma secondo Cannavacciuolo troppe preparazioni, Irene trova le uova nel pesce, che potrebbero darle un vantaggio. Antonio brucia tutto, Carlotta ci dà dentro con Il piccione e il cinghiale. Dunia è molto in ritardo con i tempi.
All’assaggio viene chiamato per primo Matteo (Teo) con “Ascolta”, dedicato alla nonna Egidia che lo esortava a utilizzare gli scarti. Il piatto è apprezzato nel complesso da Cannavacciuolo.
Alessandro procede con l’assaggio per secondo con “il mio paziente ideale”: il filetto di Boccalone e la seppia sono spadellati e con gli scarfi fanno la salsa. Locatelli annota l’impiattamento, i colori e loda la cottura del pesce. Anche Barbieri apprezza molto i contrasti di gusto.
Infine è chiamato Matteo Lì, sempre con una realizzazione a base di Boccalone. Il piatto è molto verde. Chiara Pavan è entusiasta tranne che per l’utilizzo del burro, Antonino esalta il croccante. Giorgio Locatelli apprezza l’uso di quasi tutti gli scarti di verdura: Matteo Lì invece ottiene la green pin. L’ex dentista Alessandro vince la golden pin.

Invention Test

Sarà a base di insalata: lattuga di tutti i tipi, radicchio, tarassaco, cicoria, indivia. Si deve creare un’insalata gourmand liquida, avendo come traccia la realizzazione di Cannavacciuolo con stracciatella, scarola, trucioli di pane, uova di trota.
L’obiettivo sarà realizzare un’insalata liquida utilizzando uno o più ingredienti. Il consiglio stellato è di frullare con il ghiaccio, per non far ossidare e poi asciugarla.
Alessandro, vincitore della golden pin della mistery box, come vantaggio assaggia il piatto di Cannavacciuolo, oltre a poter scegliere due concorrenti che dovranno realizzare un’insalata liquida e solida con gli stessi ingredienti. I prescelti saranno Matteo Lì e Teo.
Tanti usano il radicchio, Teo si avventa anche sulla feta per le due realizzazioni che dovrà effettuare. Carlotta usa lattughino, taralli e crumble alla liquirizia. Iolanda parte da una base di radicchio liquido, avocado, salmone, polipo. Dunia fa alici marinate, pane con mirtilli, pinoli e burro. La base sarà una crema di scarola. Vittoria farà una caprese liquida, ma manca alla base l’insalata. Matteo Lì nonostante i due piatti da preparare non usa la green pin.
Alessandro, vincitore della green mistery box, è il primo all’assaggio con “liquida e quasi greca”. Piatto ben bilanciato, manca solo la feta.
Teo presenta due preparazioni, “Filo d’Arianna”. L’insalata solida è ben impiattata, a parte il pane carasau. Nell’insalata liquida invece ci sono problemi, perché sa troppo di lime e con i pinoli dentro. Anche Locatelli nota i limiti del piatto.
Il terzo a presentarsi è Matteo Lì, con “insalata reattiva” a base di lime, cocco, yogurt e pollo. Locatelli è molto critico per l’uso del lime.
Carlotta secondo Cannavacciuolo fa un ottimo lavoro, Antonio con “Tony salad” realizza un brodino insipido e Barbieri lo massacra. Vittoria rivisita la caprese con base di lattuga, ma non è molto verde.

Dounia si gioca la golden pin, teme di aver fatto errori nella realizzazione della sua insalata e così si salva.
Matteo Rinaldi porta un’“insalata dalle due identità”, molto lodata da Giorgio Locatelli.
Franco con “un sogno a metà”, cerca di riscattarsi dalla mistery. Il piatto è piacevole ma non rispetta l’idea di insalata, dando preponderanza alla tartare di gamberi.
Iolanda si presenta con insalata mista, non ha realizzato la consistenza liquida ma una gelatina.
Irene ha un mood molto purple, con insalata viola. Il piatto non è setacciato, ma l’idea è ottima secondo il protagonista di cucine da incubo. L’architetto Gaetano porta una parte di insalata liquida, Dorella presenta “Brasiliana al cucchiaio”, con impiattamento lodato da Barbieri. La consistenza è quella di un brodino, ma rintuzza le critiche. Piponzio si riscatta con un ottimo lavoro, Nicolò porta “il tonno si è pisciato a letto”, dato che il tarassaco è diuretico. Il piatto è buono ma secondo Locatelli è più di un secondo. Georgina con insalata liquida iceberg convince in pieno Barbieri. Jonny, ultimo all’assaggio, fa una grande insalata, vince la prova e sarà a capo della brigata.
Antonio è chiamato tra i peggiori, per il brodo insipido insieme ad Eros che osa abbinare gorgonzola e nero di seppia, e Iolanda. Eros ci rimette la ghirba e deve abbandonare la cucina.

Prova in esterna
La masterclass si trasferisce a Rivalta, in Emilia Romagna, presso uno dei caseifici del consorzio Parmigiano Reggiano. Un formaggio famoso in tutto il mondo presentato dal rappresentante dei casari Davide. La prova sarà cucinare per 50 tra casari e battitori.

Menù rosso: prevede antipasto creativo con parmigiano e passatelli con salsa a piacere. La brigata rossa sarà composta da Jonni (capitano), Vittoria, Gaetano, Matteo Lì, Piponzio, Teo, Alessandro, Irene. Si divide in tre sottogruppi: antipasto, brodo e passatelli.
La salsa dei passatelli sarà ai funghi porcini, Matteo Lì crea un antipasto artistico con parmigiano e mortadella. In generale il clima della brigata rossa è buono e il gruppo lavora coeso, ma qualche errore tecnico viene commesso, soprattutto da Antonio. Per gli antipasti non ci sono abbastanza piatti nella linea. L’entrée risulta ben realizzata, ma l’idea di aggiungere la ciliegia non è compresa dai casari. I passatelli hanno qualche difficoltà di impiattamento, ma conditi con fonduta di parmigiano reggiano e funghi porcini sembrano decisamente un ottimo primo.

Menù Blu: Antipasto creativo e secondo cotoletta alla bolognese, con contorno. Il capitano della squadra blu, scelto sempre da Jonny, sarà Iolanda che decide di cedere Antonio alla squadra rossa. La presenza della carioca è abbastanza destabilizzante, anche a causa del suo metodo di leadership dispersivo e dei contrasti con Dorella. Cannavacciulo coglie dei problemi nella gestione, l’antipasto sarà sformato di porro con una guarnizione di ciliegie e mele. Dunia dà segni di grandissimo nervosismo, Carlotta cerca di sostituirsi a Iolanda e di dirigere la brigata.
Iolanda porta lo sformato e lo descrive con enfasi. Sembra che quest’antipasto sia molto apprezzato sia nella realizzazione che nella presentazione. Il secondo, la cotoletta alla bolognese con biete, pepe rosso e zest di limone viene presentata ma la panatura, la cottura e l’insieme non convicono quanto l’antipasto. L’assaggio dei casari premia per 40 a 10 il menù dei blu.

Pressure test
Vanno all’esterna i concorrenti della squadra perdente, in particolare i favoriti rossi. I giudici decidono di salvare e premiare chi ha realizzato i passatelli, in particolare Vittoria.

primo step:
Sui formaggi. Si deve individuare la regione di provenienza del formaggio. Iolanda può assegnare ad ognuno un formaggio.
Alessandro decide di non usare il Pin, gli tocca il bitto e si salva.
A Irene tocca lo slattato. Sbaglia la provenienza. Ci sarà poi il maiorchino, toccato a Jonny. Anche lui sbaglia. Alla fine del test sono inviati Irene, Teo, Matteo Lì, Jonni e Piponzio.

secondo step
Sotto la cloche gnocchi di patate ripieni. I concorrenti dovranno usare almeno un formaggio tra quelli presentati e altri ingredienti a piacere per la loro versione di gnocchi ripieni.
Teo decide di usare come base il castelmagno, Lì farà ripieno con pere e noci, Jonni userà bitto, salsiccia e radicchio rosso. Anche Piponzio prende la salsiccia, da abbinare con burrata e pancetta.
All’assaggio per primo va Lì, che porta gnocchi con pere e noci con fonduta di castelmagno. il dottor Lì gioca la golden pin perché non convinto del suo lavoro e si salva. In effetti Cannavacciuolo riscontra diversi difetti nel piatto.
Irene presenta “gnocchi imbuttunati”, ripieni di ricotta, salsiccia e datteri. Antonino Cannavacciuolo le fa i complimenti e lei si esalta.
Piponzio presenta “gnocconzio, il grande gnocco di piponzio”. Il ripieno è con salsiccia, pancetta, dattero e burrata ma non si ricorda l’ultimo formaggio, facendo infuriare Locatelli. Anche la cottura è sbagliata.
Teo porta “ne ho pieni gli gnocchi”, ripieno con guanciale, datteri e ricotta più fonduta di Castelmagno e radicchio per dare l’amaro. La realizzazione è ottima.
Per ultimo c’è lo “gnoccone di Jonni”. Radicchio, bitto e noce moscata vanno nella fonduta di contorno. La consistenza della fonduta è sbagliata ma il ripieno è buono.
Gli gnocchi di Irene e Teo valgono la balconata, si giocano l’eliminazione Piponzio e Jonni. Alla fine a lasciare MasterChef Italia è Piponzio.

di Nicolò Canziani

credit foto ufficio stampa Sky

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