La bravura di un artista risiede nella capacità di riuscire a passare dalla commedia al dramma risultando sempre credibile. Proprio come Luisa Amatucci, Miriam Candurro, Antonella Prisco, Gina Amarante e Peppe Romano, che il pubblico è abituato a vedere in una veste più leggera nei panni degli amatissimi protagonisti della serie “Un Posto al sole”, e che hanno incantato il Teatro Sociale Delia Cajelli di Busto Arsizio, completamente sold out, con la black comedy “Streghe da Marciapiede” su testo del drammaturgo Francesco Silvestri, diretta in modo brillante da Stefano Amatucci.
Ambientata negli anni Venti del Novecento, è la storia di quattro prostitute, Alba (Luisa Amatucci), Gina (Antonella Prisco), Morena (Gina Amarante) e Tuna (Miriam Candurro), che si trovano inquisite perché accusate dell’omicidio di un giovane avvenuto nella loro casa. Il ragazzo, dalla presenza enigmatica, irrompe nelle loro esistenze come un’entità extraterrestre, sconvolgendo l’equilibrio fragile delle quattro donne che vengono interrogate dall’ispettore (Peppe Romano). attraverso un intreccio di confessioni e flashback.
La scenografia è essenziale ed esalta ancora di più la potenza scenica e interpretativa dei protagonisti, l’atmosfera è quasi onirica, in perfetto equilibrio tra reale e immaginario.

Streghe da marciapiede è uno spettacolo che regala emozioni, sorrisi e soprattutto riflessioni, partendo dalle storie delle quattro protagoniste, con vissuti diversi ma accomunate da un passato difficile e da ferite e frustrazioni che rovesciano sul giovane sconosciuto, che non compare mai in scena. Il riaffiorare dei loro ricordi permette di affrontare tematiche importanti quali la maternità e il peso di un infanticidio attraverso Alba, la violenza subìta in passato da Morena, l’aggressività e la disillusione di Gina, cresciuta in una famiglia che la vessava, e la ricerca della propria identità e il desiderio di un riscatto affettivo da parte di Tuna. Ad accompagnare i loro racconti c’è l’ispettore che cerca di far luce nel mistero finendo per essere coinvolto in questa follia.
Luisa Amatucci, Miriam Candurro, Antonella Prisco, Gina Amarante e Peppe Romano riescono con talento e personalità a scavare nella profondità dell’animo umano, restituendo con vivida verità e naturalezza le emozioni e le infinite sfumature dei loro personaggi, tenendo il pubblico incollato alla scena dall’inizio alla fine dello spettacolo, ricordando l’importanza di essere se stessi e di non fermarsi all’apparenza, perchè ogni azione compiuta da una persona può essere il frutto di dinamiche sociali e culturali nascoste nel proprio vissuto.
Al termine gli spettatori hanno tributato grandi e calorosi applausi ai cinque protagonisti, che ora porteranno “Streghe da marciapiede” sul palco del Teatro Delfino di Milano, il 17 e il 18 gennaio.
di Francesca Monti
