“Non vogliamo usare la forza per prendere la Groenlandia, ma questo pezzo di ghiaccio ci serve per mantenere la pace mondiale”. Dopo le prime dichiarazioni del Presidente americano a Davos è entrata in gioco la diplomazia e adesso si parla di “intesa” e “retromarcia”. “Tv7”, in onda venerdì 23 gennaio a mezzanotte su Rai 1, si apre con un viaggio tra i ghiacci della Greenland. “Non siamo in vendita”, avevano risposto i groenlandesi a Washington. Lo slogan su magliette, felpe e cappellini riempie la piazza di Nuuk nel giorno della protesta più imponente mai vista a queste latitudini. Le telecamere nell’Istituto di Geologia della Groenlandia, per capire i segreti del suo sottosuolo: terre rare, minerali, petrolio e gas. Mentre non cessa l’inquietudine di famiglie e pescatori che si preparano allo scenario peggiore facendo scorte di cibo e carburante.
A seguire, un anno di Trump, a partire dalle parole del Presidente americano nell’anniversario dell’inizio del suo secondo mandato: “L’America era morta e adesso è il più grande Paese del mondo.” Una frase questa che già basterebbe a racchiudere il “Trump-pensiero”, e alla quale sono seguite azioni mirate: dalla deposizione di Musk dal DOGE, alla politica dei dazi contro tutti, dall’offensiva sull’immigrazione, alla riduzione dell’inflazione che ancora stenta a realizzarsi. E poi la tregua in Medioriente, con Gaza ancora in sofferenza e i tentativi di mediazione, per ora al palo, per far cessare la guerra in Ucraina. Da ultimo, la questione Groenlandia pronta ad esplodere. L’analisi di Kevin McCarthy, ex speaker della Camera dei rappresentanti, di Nadia Urbinati della Columbia University e del politologo Andrew Spannaus.
E ancora, l’inchiesta sull’altra faccia di Internet, dove solo nel 2024 sono stati intercettati 383 miliardi di denaro sporco. Se si cercano armi, dalle pistole a quelle da guerra, ma anche droghe o carte di credito rubate, fino a voler riciclare denaro sporco non è poi così difficile attraverso il “nero” dei traffici illeciti che opera sulla rete Tor, meglio conosciuta come Dark Web. Un far west dove con le criptovalute tutto è possibile e l’illegalità non ha pressoché confini. Nel Dark Web c’è anche la possibilità di navigare in rete aggirando divieti in Paesi come l’Iran.
Spazio anche all’introduzione del limite di velocità a 30 all’ora in città, tra cittadini divisi tra favorevoli e contrari, tassisti interdetti, preoccupazione tra coloro che lavorano con le consegne. Una decisione che fa discutere. In cima alla lista delle priorità il tema dei controlli, sono in molti a pensare che servano autovelox mobili e contestazione immediata per chi guida. La soddisfazione pare essere soprattutto dei pedoni, secondo i quali gli incidenti stanno diminuendo. E mentre a Bologna il Tar annulla il provvedimento, Roma comincia a provare i suoi 30 all’ora.
Si va poi in Iran dove l’ondata di proteste in Iran sembra esaurita, ma non l’orrore della repressione. Le foto dei manifestanti uccisi filtrano dal blocco di Internet e lasciano il mondo attonito, mentre si teme che le migliaia di persone rinchiuse nelle carceri possano essere condannate alle pene più estreme. Oggi il regime si trova costretto a fare un bilancio di quanto accaduto e a trarne le necessarie conseguenze, mentre incombe la minaccia della reazione americana. Quale ruolo avranno le super potenze? E come si sta muovendo la Turchia che rivendica un ruolo chiave nella crisi in Iran e che sta giocando una partita anche in Siria? A colloquio con Oral Toga, analista del Centro Studi Iraniani.
Non manca un omaggio a Valentino Garavani, nel giorno in cui Roma e l’Italia lo salutano per l’ultima volta. A “Tv7” parla in esclusiva Pierpaolo Piccioli: del suo rapporto con lo stilista e imprenditore straordinario, della sua ironia, degli insegnamenti ricevuti. Piccioli ha affiancato Valentino prima come responsabile accessori, insieme a Maria Grazia Chiuri, poi ha preso il testimone alla guida della maison romana. Un legame forte, sentimento e rispetto dell’allievo verso il Maestro, uno dei grandi architetti dell’immaginario del Made in Italy. Oggi Piccioli, che è direttore creativo di Balenciaga, ricorda Valentino e dice: “per lui la bellezza era protezione e amore”.
In Danimarca il 30 dicembre scorso il servizio postale pubblico ha consegnato per l’ultima volta la corrispondenza. Dopo più di 400 anni la consegna delle lettere è stata affidata ad una società privata. Eliminati 1500 posti di lavoro e rimosse tutte le tradizionali cassette rosse della posta. È l’impatto della comunicazione digitale e del ridotto volume di lettere inviate che lì è diminuito del 90%. E in Italia? Come cambia il servizio postale nell’era digitale? Lettere e cartoline sono in declino o c’è un ritorno alla comunicazione analogica? Tv7 è andato nel Centro di Smistamento di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, nel più grande hub strategico di Poste Italiane, per la posta nazionale e internazionale per verificare se questa pratica, apparentemente anacronistica, appartenga a un passato lontano oppure se la realtà racconti un’altra storia!
Infine, come eravamo. Da “Tv7” del 1963 “Il Traffico”: già negli anni ‘60 a Roma, e non solo, si cerca di mettere in atto iniziative e monitoraggi che abbiano un unico obiettivo, quello di ridurre il caos di auto in centro. La situazione? Eccola! Semafori non sincronizzati, incroci trasformati in ingorghi e poi la “coppia antitesi” per eccellenza: pedoni contro automobilisti. E così passano gli anni ma la situazione non cambia: è sempre, ancora, traffico.
