TENNIS – AUSTRALIAN OPEN: UN PROBLEMA FISICO COSTRINGE MUSETTI AL RITIRO MENTRE ERA AVANTI DUE SET A ZERO CONTRO NOVAK DJOKOVIC. SINNER SUPERA BEN SHELTON IN TRE SET (6-3, 6-4, 6-4) E SI QUALIFICA PER LA SEMIFINALE

Ancora una volta i tifosi italiani vedono sfumare una semifinale tutta azzurra in un torneo dello Slam, ma in questa occasione Lorenzo Musetti non è stato battuto da un avversario più forte, ma ha dovuto arrendersi ad un dolore inguinale che gli ha impedito di portare al termine la sfida contro Novak Djokovic mentre era in vantaggio di due set vinti per 6-3 e 6-4.
Accede invece al penultimo atto del torneo Jannik Sinner (alla sua sedicesima vittoria consecutiva a Melbourne) che ha sconfitto 6-3, 6-4, 6-4 Ben Shelton e ora affronterà proprio il campione serbo per cercare la sua sesta finale slam consecutiva.

Il tennis è lo sport del diavolo, lo abbiamo già scritto tante volte ed in questa occasione la ruota della Sfortuna si è fermata sulla casella di Lorenzo Musetti. Il carrarino stava disputando uno dei migliori match della sua carriera, di fronte ad un “mostro sacro” come Novak Djokovic. Dopo una partenza in salita, frutto di un normale nervosismo iniziale, il tennista toscano trova subito il contro-break e vola sul 3-2 in suo favore, strappando per due volte il turno di battuta all’ex numero uno. Concretizzato il vantaggio Musetti vola verso il 6-4 sull’ennesimo errore gratuito del serbo.Djokovic prova ad essere più aggressivo, ma le discese a rete non lo premiano e dall’altra parte della rete Lorenzo “il magnifico” continua a gestire gli scambi con continue variazioni e recuperi difensivi impressionanti. Novak è costretto a tirare sempre “un colpo in più” e spesso commette errori sugli attacchi da fondo campo.

Musetti scatta anche nel secondo set con il break nel terzo gioco e resta on-serve agevolmente dando la sensazione di avere ancora margini di crescita in caso di necessità. Nel nono game arriva un secondo break per il 6-3 che sembra ipoticare la semifinale.Djokovic è riuscito a recuperare una situazione di 0-2 come set in sole otto occasioni e mai in Australia, dove ha dominato in dieci edizioni e non sembra in grado di ribaltare l’esito di questo incontro. Purtroppo, la dea bendata gira le spalle a Musetti proprio sul più bello. Nel terzo game il dolore all’inguine che lo aveva già messo in agitazione nella parte centrale della seconda frazione, diventa insostenibile e lo condiziona pesantemente. Un doppio fallo e due errori gratuiti regalano a Djokovic il prima break della giornata e a nulla serve il medical time-out e le cure del fisioterapista.
Dopo il cambio di campo Lorenzo prova a resistere, inventa due “diritti vincenti” praticamente da fermo, ma sul punteggio di 1-3 e 15-40 alza bandiera bianca, ricevendo l’abbraccio e le parole di conforto del campione serbo che nell’intervista di fine partita conferma a tutti che l’azzurro è il vero vincitore morale di quasto quarto di finale.
Resta una amarezza infinita, ma Musetti ha dimostrato che il suo gioco è ormai a un livello tale da poter seriamente competere per un successo nei tornei dello Slam.

A distanza di un’ora dalla delusione patita dal tennista carrarino, scende in campo Jannik Sinner contro Ben Shelton per l’ultimo quarto di finale.

La tensione è alta e anche la responsabilità per l’alto-atesino di confermare la condizione fisica mostrata con Darderi e regalare all’Italia l’ennesima semifinale in un torneo Slam. Jannik salva con la prima vincente una palla break nel gioco di apertura e poi inizia progressivamente a colpire ai fianchi il giovane statunitense con cambi di ritmo e attacchi profondi. Già il secondo game è lunghissimo e Shelton si salva dopo quattro vantaggi. Il break comunque è nell’aria e si concretizza nel quarto game quando l’alto-atesino sale 15-40 con due attacchi lungolinea per poi concretizzare la quarta palla break con una precisa risposta nei piedi di Shelton seguita da un errore gratuito dell’americano.
Sul 4-1 per l’azzurro Shelton annulla con il servizio tre palle del doppio break e resta in scia, ma il campione trentino mantiene facilmente il servizio e si impone 6-3 con un game a zero.

La seconda frazione segue lo stesso andamento della prima. Lo statunitense rischia sul primo turno in battuta e si consegna a Sinner nel secondo commettendo due errori gratuiti con il diritto. Dal canto suo Jannik è praticamente perfetto nel palleggio da fondo campo, impone il suo ritmo alla partita e sembra in costante controllo della situazione.
Shelton avrebbe subito due occasioni per l’immediato contro-break ma risponde male e non affonda con il diritto, consentendo a Jannik di restare on-serve. Il match prosegue senza ulteriori sussulti con l’americano che resta in partita solo grazie al servizio, ma deve arrendersi 6-4 commettendo un errore sulla risposta di rovescio.

Come era successo negli ottavi contro Darderi, anche in questo match il terzo set è il più equilibrato. Questa volta Shelton riesce a mantenersi avanti nel punteggio fino al 4-3, annullando un pericoloso 15-40 nel quinto game, ma nel nono gioco accusa un momento di black-out commettendo tre incredibili errori di diritto dettati forse dalla frenesia di voler conquistare rapidamente il punto. Jannik sbaglia sulla prima palla break ma sulla seconda l’americano commette un incredibile doppio fallo e manda l’azzurro a servire per il match.
Un campione come Sinner non può tremare in queste situazioni ed infatti si porta sul 40-0 e chiude la pratica con un diritto in avanzamento su una palla corta troppo velleitaria di Shelton.

Nella consueta intervista di fine gara, Jannik esprime le sue senzazioni: “E’ sempre difficile affrontare un atleta come Ben che può disporre di un ottimo servizio, per rispondere al quale cerco anche di usare l’istinto e di gestire al meglio le palle che mi arrivano al corpo. Oggi penso di aver fatto una buona prestazione e sono sempre felice di giocare su questo campo, davanti a tanti  tifosi.
Sto recuperando bene dal punto di vista fisico, la vittoria contro Darderi mi ha dato molta fiducia e sto recuperando le energie giuste per affrontare Novak nella prima semifinale dell’anno.
Le partite contro di lui hanno sempre un sapore particolare e per batterlo devo stare al meglio, perché il suo tennis è sempre eccezionale ed affrontarlo è una emozione unica.
Anche la partita fra Carlos e Alexander sarà molto interessante; in semifinale ci sono le quattro prime teste di serie e dunque tutto può succedere”.

di Fulvio Saracco

credit foto X Federtennis

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