Ermal Meta prenderà parte per la sesta volta al Festival di Sanremo presentando in gara il brano “Stella stellina”, un canto fragile e potente allo stesso tempo che ha per protagonista una bambina senza nome di Gaza.
“Sarà il mio primo Festival da quando sono diventato papà ed è una sensazione diversa, è come se ci fosse un grado maggiore di responsabilità. Avendo tre figlie il livello di sensibilità è aumentato, forse la mia pelle si è assottigliata ancora di più. La canzone che porto in gara parla di una bambina di Gaza senza nome che appartiene a un popolo senza voce ed è strano perché è sulla bocca di tutti ma dimenticato. Una sera stavo suonando la chitarra e cantando con mia figlia Fortuna Marie, come faccio sempre. Ogni volta invento delle filastrocche. In quel caso stavo intonando qualcosa che avesse a che fare con stella stellina solo che qualche ora prima mi ero trovato a guardare uno di quei video che compaiono su Instagram con immagini forti relative alla guerra e lo sguardo di questa bimba di Gaza mi ha trafitto il cuore. Quando mia figlia si è addormentata sono sceso al piano di sotto dove ho lo studio e mi sono ritrovato a cantare quella melodia per lei ma con un’intenzione diversa perché davanti agli occhi avevo quell’immagine. Ho scritto immediatamente il testo e mi sono messo nei panni di un adulto che deve spiegare a un bambino quello che sta accadendo. Mi è sembrata una canzone che avesse un peso specifico diverso rispetto alle altre e quando sono andato da Carlo Conti e gli ho fatto ascoltare “Stella Stellina” insieme ad altri brani abbiamo convenuto che fosse giusta per Sanremo”.
Nella serata delle cover Ermal Meta duetterà sulle note di Golden Hour di JVKE con Dardust, che è anche produttore e co-autore di “Stella Stellina”: “Io e Dario abbiamo iniziato a fare musica insieme. Avevo scritto la canzone inserendo dei fiati ma volevo che apparisse moderna quindi l’ho chiamato e gli ho chiesto un aiuto per l’arrangiamento e infatti ha fatto un level up pazzesco. Quando mi ha rimandato la versione che aveva arrangiato sono cascato dalla sedia … Pur mantenendo l’originale era completamente diversa ed era esattamente come la desideravo. Ho poi chiesto a Dario se volesse partecipare con me alla serata cover e insieme abbiamo deciso di portare Golden Hour di JVKE ma in una versione originale”.

“Stella Stellina” fa parte di “Funzioni Vitali”, il sesto album di inediti di Ermal Meta, in uscita il 27 febbraio 2026 per Columbia Records/Sony Music Italy. Il progetto, anticipato dal singolo “DeLorean” segna un’importante evoluzione creativa per l’artista, che amplia il proprio universo con sonorità nuove, ricerca musicale e un approccio narrativo più profondo. Un viaggio che è allo stesso tempo personale e collettivo, un mosaico di ricordi (dai Levi’s 501 ai braccialetti colorati della fortuna), emozioni e riflessioni sul tempo e sulle relazioni umane.
Tra le tracce ci sono “Droni” e “Funzioni vitali”: “Nella prima canzone ho immaginato una sorta di futuro distopico con il cielo oscurato dai droni e i bambini incapaci di decifrare, di capire se portano bombe oppure no. Quando dipingi un futuro possibile probabilmente tende a non realizzarsi e per scongiurarlo ne ho fatto un brano che vuole anche essere una sorta di preludio. In “Funzioni vitali” parlo invece con una versione di me del passato, probabilmente negli ultimi due anni ho reciso dei lacci che mi legavano ad alcune cose e ho lasciato spazio alle novità e a quello che dovrà arrivare. Per un cantautore il compito principale è raccontare quello che sente e non filtrarlo. Quando salgo su un palco importante sono pronto a tutto per difendere ciò che vedo e ciò in cui credo e voglio utilizzare questo diritto di parola”.
Capitolo Eurovision: “Premesso che non credo di avvicinarmi alla vittoria, penso che ci siano tanti modi per protestare, per esprimere il proprio dissenso, ad esempio andare all’Eurovision e cantare ancora più da vicino Stella Stellina. Quando è scoppiata la rivoluzione in Albania ero lì e se la gente non fosse scesa in piazza nulla sarebbe cambiato. E’ lecito boicottare ma con questa canzone sarebbe un errore non andarci”.
Il 13 febbraio per la prima volta nella storia del Festival di Sanremo i Big in gara, insieme a Carlo Conti e Laura Pausini, saranno ricevuti al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella: “Sono felice e onorato di incontrare il Presidente Mattarella perché è stato una figura centrale in questi anni e ha dato al paese una dignità e una spina dorsale, anche all’estero. In generale ho paura di avvicinarmi alle alte cariche, a quelle che per definizione sono l’immagine del potere. Anche quando ho avuto l’onore di incontrare Papa Francesco ho provato un po’ di ansia”.
Dopo Sanremo, l’artista porterà in tour il nuovo repertorio insieme ad altri brani del suo catalogo nei club italiani con il tour “Live 2026 – Club” prodotto e organizzato da Friends & Partners: “Adoro i club, mi ricordano i tempi con La fame di Camilla in cui giravamo l’Italia a bordo di un van scassatissimo. Quando entro in un club mi sembra di appartenere ancora a quella band con cui ho vissuto esperienze straordinarie”.
Ermal Meta sarà inoltre il Maestro Concertatore dell’edizione 2026 della Notte della Taranta, il Festival di musica popolare tra i più importanti d’Europa che avrà quest’anno come tema il Mediterraneo: “E’ un evento fortemente identitario, lo scorso anno alle prove c’erano ottantamila persone. Vorrei cercare di mantenere inalterate le radici della tradizione dando però una lettura personale”.
A margine della conferenza abbiamo realizzato un’intervista con Ermal Meta:

Ermal, torna al Festival di Sanremo con Stella Stellina, un brano poetico, bellissimo, di grande impatto emotivo e con tante immagini potenti, raccontando la storia di una bambina senza nome che potrebbe essere tante bambine e tanti bambini del mondo…
“Nasce dalla tragedia di Gaza fondamentalmente, da tutte quelle storie che passivamente abbiamo guardato ogni giorno da due anni a questa parte, da tutte quelle notizie di cui i notiziari hanno parlato rapidamente, da quelle immagini che troppo velocemente abbiamo schippato per paura di trovarci davanti a noi stessi. È la canzone di una bambina senza nome ma anche di un popolo senza voce che sicuramente e inevitabilmente spera in una primavera della vita e di restare a casa propria. E’ qualcosa per cui non ci si può voltare dall’altra parte”.
A proposito di storie, di memoria, di cose per cui non ci si può voltare dall’altra parte, c’è un brano nel suo nuovo disco “Funzioni Vitali” che si chiama Ti verranno a chiedere di me, che è inserito nel film Elena del ghetto con Micaela Ramazzotti e racconta la storia di Elena Di Porto. Cosa l’ha più colpita di questa donna coraggiosa e anticonformista?
“E’ una storia vera, bellissima. Mi ha colpito la resilienza di questa donna, la sua capacità di resistere allo sguardo impietoso degli eventi della storia e al morso di quell’epoca che ha fatto vittime praticamente ovunque, nonché la sua capacità di sacrificarsi per salvare non soltanto i suoi figli ma anche il figlio di qualcun altro. E alla fine sceglie quasi da sola il suo destino, in quanto poteva andare via e salvarsi ma decide di rimanere e salire su quel camion andando incontro alla sua fine”.

credit foto Edward
In Ti verranno a chiedere di me canta “sono i più fragili a diventare eroi” …
“Siamo abituati a pensare agli eroi americanamente parlando, in realtà sono le persone più fragili quelle che, come nel caso di Elena Di Porto, nonostante le brutture che la vita poi alla fine le ha riservato, hanno avuto il coraggio di difendere comunque la vita altrui e non la propria. E’ un esempio bellissimo di altezza morale”.
Tra le varie tracce del nuovo disco c’è Levis 501, com’è nato questo brano?
“Levis 501 è un sogno, è un salto nell’adolescenza. Io poi ero un grande timidone … Un paio di settimane prima di scrivere quella strofa lì avevo trovato i miei vecchi jeans in questo armadio dove c’è veramente di tutto. Li ho tirati fuori e mi sono detto “no, ma questi erano i jeans che indossavo…”, li ho provati ma non mi entravano. Comunque mi stavano malissimo anche allora e non credo che oggi mi sarebbero stati meglio (ride). Si è aperta una finestra spazio-temporale veramente incredibile. Poi il resto è stata una conseguenza. Ho utilizzato il ritornello della canzone di un mio amico cantautore e musicista, Domingo, che aveva scritto questo pezzo che si chiama Matematica dieci anni fa. Con lui ho lavorato anche a Spaghetti in bianco, a Droni. Quando gli ho fatto sentire “Levis 501” ha detto che gli ho fatto fare un viaggio nel passato perchè erano cose che aveva completamente rimosso. Però rimane un sogno, infatti la canzone si chiude dicendo “questa notte ho fatto un sogno, che bello””.
di Francesca Monti
Si ringrazia Mary Cavallaro
