Eddie Brock è in gara alla 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Avvoltoi”, che segna il suo debutto sul palco dell’Ariston e rappresenta un passaggio importante nel percorso dell’artista, oggi tra le voci più interessanti della nuova scena cantautorale italiana. Il brano racconta di un amore struggente e della capacità di saperlo riconoscere.
Durante la serata delle cover di venerdì 27 febbraio duetterà con Fabrizio Moro sulle note di “Portami via”: un incontro generazionale che mette al centro le parole, le emozioni e la forza della musica dal vivo.
Dal 26 marzo da Milano prenderà il via l’Amarsi Tour 2026, che porterà Eddie Brock sui palchi dei principali club, festival e piazze italiane, confermando la dimensione live come parte centrale del progetto artistico e come spazio privilegiato di incontro con il pubblico.
Edoardo, sei alla prima partecipazione al Festival di Sanremo, quali sono le tue sensazioni e come sono andate le prove?
“Le prove sono andate molto bene, sono contentissimo, è stata un’emozione enorme. Le mie sensazioni sono assolutamente di grande fermento, sono anche elettrizzato, ho un po’ d’ansia, ma penso sia normale, e non vedo l’ora di salire sul palco dell’Ariston”.
Porti in gara la canzone “Avvoltoi”, che parla di un amore struggente e della capacità di riconoscerlo, come è nata?
“Le mie canzoni nascono tutte molto spontaneamente, avevo sentito questa storia, ne volevo parlare e piano piano ho cercato le parole giuste. Non volevo che fossero né troppo banali, né troppo arzigogolate, e devo dire che ci sono riuscito”.

Nel brano c’è una parola chiave che ritorna diverse volte e che tu stesso hai usato per descriverlo: spogliare…
“E’ vero, con spogliare non intendo solamente togliersi i vestiti, che sicuramente è anche uno dei campi semantici di questa parola, ma spogliarsi anche dalle paure, dai sentimenti”.
Chi sono oggi per te gli avvoltoi?
“Gli avvoltoi per me sono le persone che approfittano delle debolezze altrui per poi trarne vantaggio”.
Nella serata cover canterai Portami via con Fabrizio Moro, come si è sviluppata questa collaborazione?
“Io ho sempre sognato di duettare con Fabrizio, cantavo le sue canzoni in macchina e speravo che prima o poi sarebbe successo. A quanto pare avevo ragione come sempre (sorride). Per me è un onore enorme. La prima volta che ci siamo visti in studio ero anche un po’ imbarazzato, io non sono timido per nulla, ma ero chiuso, stavo in un angolo aspettando che Fabrizio mi venisse a salutare. Poi siamo diventati amici perché lui è una persona buonissima, mi ha fatto sentire subito a mio agio, siamo andati anche a mangiare insieme a casa sua, quindi oltre ad essere un suo fan veramente sfegatato, ora gli voglio anche bene”.
Cosa vorresti arrivasse di te e della tua musica al pubblico che ancora non ti conosce?
“Vorrei far capire quanto sia importante la verità delle cose, che non vuol dire che deve essere per forza bella o spettacolarizzata, a volte è anche dolorosa. Mi piacerebbe far arrivare anche le verità dolorose attraverso la canzone”.
Il 13 febbraio per la prima volta nella storia i big in gara a Sanremo sono stati ricevuti al Quirinale, che emozione è stata per te incontrare il Presidente della Repubblica Mattarella?
“Per me incontrare il Presidente della Repubblica è stato un onore enorme, anche perché senza Sanremo non ci sarebbe stata l’occasione di andare al Quirinale. Ci ha dato un grande in bocca al lupo ed è stato un bellissimo momento”.

Dopo la partecipazione a Sanremo 2026 quali saranno i tuoi prossimi progetti?
“Dopo Sanremo ci sarà un bellissimo tour, con la prima data a Milano, mentre il 6 marzo esce la deluxe del mio disco “Amarsi è la rivoluzione”. E poi andate a vedere il mio profilo Instagram per restare aggiornati”.
di Francesca Monti
credit foto Antonio De Masi
Styling Carlo Valerio
Si ringrazia Elisabetta Cisterna
