SANREMO 2026 – Intervista con Ditonellapiaga, in gara con “Che fastidio!”: “Vorrei che attraverso questa canzone arrivasse una sensazione di sfogo divertito e di ironia”

Ditonellapiaga è pronta a tornare sul palco dell’Ariston in occasione della 76° edizione del Festival di Sanremo con “Che fastidio!”, un brano energico, diretto e pungente, scritto e composto dalla stessa Margherita insieme a Edoardo Castroni, Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni, che regala uno spaccato sincero delle piccole e grandi inconvenienze della vita quotidiana e di quella strana sensazione di sentirsi fuori posto, raccontata in modo ironico, pungente e mai giudicante: “È un pezzo che nasce da uno sfogo personale, dopo una discussione con i miei discografici riguardo al mio futuro, che ha avuto un epilogo positivo. Questa canzone parla di un senso di alienazione, di costrizione verso rituali sociali e formalità che ci stanno strette ed è autoironico perché racconta il mondo che mi circonda. E’ un po’ come quel parente a cui vuoi comunque bene ma che a volte fa domande fastidiose. Carolina Bubbico ha trasformato “Che fastidio!” in una partitura per orchestra esaltandone l’energia e ha fatto un lavoro egregio. Sono grata di tornare a Sanremo con questa canzone. Sono consapevole delle aspettative che si creano, ho un po’ di ansia, ma ho fatto tutto il possibile per curare la performance e l’arrangiamento”.

Riguardo le cose che le danno maggiormente fastidio Ditonellapiaga ha detto: “Penso che ognuno debba rispettare la propria natura quindi non capisco perché bisogna definirsi in modo diverso. Il corso di Pilates o il pranzo salutare che cito nel testo sono cose che tutti facciamo per star meglio, ma mentre li affronti pensi “perché non sto a casa a guardarmi una puntata di Ballando con le stelle?”.

In occasione della serata delle cover in programma venerdì 27 febbraio, Ditonellapiaga si esibirà sulle note The Lady Is a Tramp in duetto con Tony Pitony: “Il mio percorso a Sanremo è all’insegna della follia, della teatralità, dell’originalità e Tony è un maestro in questo, perchè è ironico, teatrale, è un attore incredibile, ha una vocalità eccezionale e volevo un performer che potesse mettermi in difficoltà artisticamente. Abbiamo lavorato con grande complicità e il risultato sarà performativo e in contrasto con il brano dance che porto in gara”.

Che fastidio! si fa brano-manifesto di Miss Italia, il nuovo progetto discografico in uscita venerdì 10 aprile per BMG/Dischi Belli. L’album nasce come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in discussione per ritrovarsi. Motore creativo è il desiderio di restare fedele a se stessa pur vivendo all’interno di un sistema che spesso chiede il contrario. Interamente scritto e composto dalla stessa Margherita, insieme ad Alessandro Casagni che ne ha anche curato la produzione, indaga il rapporto con i canoni, con la percezione degli altri e con l’idea di essere “giusti”.

L’artista, attraverso Miss Italia, ritrova la sua voce sbarazzina e volutamente fuori dal coro, proprio come il suo nome: “E’ un disco molto energico, non educato ma autentico, nasce da un momento di crisi rispetto alle aspettative altrui, e racconta il  rapporto con me stessa, i miei fallimenti e i miei desideri. Ditonellapiaga già presuppone un dare fastidio. All’inizio la mia immagine solare e carina non si sposava con un nome percepito come respingente, ma ho scelto di non addolcirmi, di non snaturarmi”.

La nuova fase artistica di Ditonellapiaga troverà la sua espressione più diretta anche dal vivo, con il ritorno nei club, il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre 2026 al Fabrique di Milano: “I live saranno concepiti come uno spettacolo teatrale, voglio costruire qualcosa di speciale, regalare un’esperienza diversa al pubblico”.

Margherita, quattro anni dopo la partecipazione con “Chimica” in coppia con Rettore, torni in gara da sola al Festival di Sanremo 2026 con “Che fastidio!”, una canzone che con ironia parla dei fastidi della vita quotidiana e anche della sensazione di sentirsi fuori posto, in cui tutti possiamo ritrovarci. Che cosa vorresti arrivasse al pubblico attraverso questo brano?

“Al pubblico vorrei che arrivasse una sensazione di sfogo divertito e di ironia. È un pezzo molto autoironico, in cui ironizzo su alcune mie abitudini. Anche la performance vorrei che trasmettesse energia e grinta”.

Nel testo della canzone dici “io non so più cosa è normale” e “non è che voglia litigare ma ho come l’impressione di non potermi controllare”. Quanto è difficile oggi essere se stessi a fronte di una società che tende a incanalarci in modelli prestabiliti, in canoni prefissati?

“È difficile. Nel corso dell’ultimo anno ho avuto grandi difficoltà con le etichette, è stato un periodo di riflessione proprio sul mio percorso, quindi sull’essere sempre troppo underground per essere pop e viceversa. Questo mio non avere una “casa” e non essere troppo catalogabile è stato un problema che ho considerato però sempre come una virtù. La sensazione di fastidio verso la forma che diventa una costrizione la affronto anche nel brano”.

Il 10 aprile esce il tuo nuovo disco Miss Italia, vorrei chiederti qualcosa in più sulla cover, con questi scarabocchi sulla tua immagine con la fascia di Miss Italia …

“Quegli scarabocchi sono stati disegnati per ironizzare con me stessa e l’immagine patinata, perfetta, plastica, quasi da Barbie che a volte uno vuole dare di sé. Rovinarla mi faceva molto ridere perché creava quel contrasto giusto che secondo me caratterizza i miei pezzi e le mie proposte creative. Mi piaceva questa lettura a strati della cover con Margherita normale, davanti a questo poster di me stessa con la fascia di Miss Italia che a sua volta è anche imbrattato”.

Hai detto di ispirarti nel make up a Virna Lisi, grandissima attrice e donna anticonformista, libera, autentica. E’ per te un modello anche come artista e persona?

“Sicuramente tra le tante donne che mi hanno ispirata c’è Virna Lisi che rappresenta un modello di forza. Ha rinunciato a una carriera in America, ha fatto delle scelte molto forti e non scontate, che non tutti avrebbero fatto, ancora di più in quell’epoca. Mi rendo conto che ad ispirarmi sono sempre figure femminili, forse per un processo di identificazione. Anche nella musica mi ritrovo ad ascoltare più donne che uomini mentre in passato il mio ascolto era più bilanciato. Oggi invece ho bisogno di identificarmi in quello che ascolto più che di ascoltare e basta”.

Hai avuto modo di cantare con Ornella Vanoni nel brano “Ti voglio” (insieme anche ad Elodie), un’artista che è stata da esempio per tante generazioni di cantanti. Che eredità artistica e umana secondo te ci ha lasciato?

“È difficile riassumere l’eredità che ci lascia Ornella, penso che in generale lasci un vuoto culturale enorme. Quello che ho sempre apprezzato di lei, oltre ai dischi che sono stupendi, è questo essere un’intellettuale. Non è consueto oggi vedere un artista, donna o uomo, con quel tipo di peso culturale. E’ anche vero che ne nasce uno su un milione. Ornella non è rimasta nel mito ma ha accompagnato tante generazioni fino alla fine dei suoi giorni in un racconto quotidiano, ha saputo adattarsi a tutte le epoche che ha vissuto e questo è sinonimo di profonda intelligenza. Conoscerla è stato uno dei più grandi privilegi che ho avuto nella vita”.

Il 13 febbraio per la prima volta tutti i big in gara a Sanremo sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. Che emozione è stata?

“E’ un’altra di quelle cose che mai avrei pensato potesse accadere. Conoscere Donatella, Ornella e Mattarella, che fanno tutti rima tra l’altro, è incredibile … Il Presidente è gentilissimo, mi ha infuso grandissima serenità. Si è ritagliato del tempo tra i suoi mille impegni per parlare con noi e ha fatto un discorso molto bello sulla musica pop e sul suo valore culturale che spesso viene sminuito o un po’ bistrattato. E’ stato veramente un onore poterlo conoscere”.

di Francesca Monti

credit foto Ilaria Ieie

Si ringraziano Eleonora D’Anna e l’ufficio stampa Goigest

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