Dopo diciassette giorni di gare ed emozioni si sono conclusi i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con la Cerimonia di chiusura dal titolo Beauty in action, che si è tenuta nel magnifico scenario dell’Arena di Verona, con la direzione artistica di Alfredo Accatino e quella creativa di Adriano Martella. Uno show dal forte dna italiano che ha unito lirica, musica, danza, cinema, design e tecnologia in un unico racconto visivo che collega idealmente Verona, Milano, Cortina.
All’inizio un direttore di scena, interpretato da Francesco Pannofino, ha portato gli spettatori nel dietro le quinte dell’Arena, con Violetta, protagonista de La traviata, il tenore che interpreta Alfredo, intento nei vocalizzi, ma anche Deborah Compagnoni, con sci e abito da sera, Achille Lauro, in un elegantissimo frac, lo chef pluristellato Davide Oldani, Manuel Agnelli e Damiano Tommasi.
Violetta (la celebre soprano Carolina López Moreno), insoddisfatta di come le sta il copricapo, minaccia di non uscire in scena e rovescia un vaso di fiori con un gesto di stizza. Il suo urlo incuriosisce Giulietta, che si affaccia dal celebre balcone. Una goccia d’acqua del vaso scende nei depositi sotterranei dell’Arena, fino a risvegliare l’attenzione di Rigoletto (Stefano Scandaletti), mentre Figaro porta a Violetta un meraviglioso fermaglio e così si può cominciare.
I grandi personaggi dell’Opera raggiungono Piazza Bra per andare incontro alle atlete e agli atleti, entrando insieme in Arena. Accompagnati da Rigoletto e da una guida di eccezione, l’attrice Benedetta Porcaroli, ci si sposta nel Teatro Filarmonico di Verona dove sta suonando l’Orchestra della Fondazione Arena.
La bandiera italiana fa il suo ingresso nell’anfiteatro portata da persone comuni che fanno cose straordinarie, introdotta da una coreografia di danza contemporanea che dialoga con i volti della gente che compaiono sul pavimento LED e sugli schermi, immortalati dal fotografo Marco Delogu. Viene poi eseguito l’inno d’Italia dal Coro della Fondazione Arena di Verona con Paolo Fresu. A ricevere e issare la bandiera, il Picchetto d’Onore dell’Arma dei Carabinieri.
A seguire entra in Arena la bandiera olimpica portata dai leggendari campioni a cinque cerchi della staffetta azzurra di Lillehammer 1994: Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner.
Sugli schermi riecheggia il motto Olimpico Citius, Altius, Fortius – Communiter ad introdurre le delegazioni. Portabandiera per l’Italia due ori olimpici, la biathleta Lisa Vittozzi e il pattinatore Davide Ghiotto.
“Abbiamo vissuto un’esperienza emozionante. Siamo orgogliosi di aver rappresentato il nostro Paese nella Cerimonia che ha chiuso l’edizione olimpica invernale più vincente di sempre per l’Italia Team”, afferma Lisa Vittozzi.
“E’ stata un’emozione unica, indescrivibile, anche per l’entusiasmo trasmesso dal pubblico. Davvero un momento speciale”, dichiara Davide Ghiotto.
Il pubblico applaude le atlete e gli atleti di tutto il mondo, accompagnati dai volontari e dalla musica italiana, dalle colonne sonore di Ennio Morricone, Nino Rota, Stelvio Cipriani, Luis Bacalov, reinterpretati dai Calibro 35, ai grandi successi come Sarà perchè ti amo, Maledetta primavera e Senza Fine, omaggio ad Ornella Vanoni, cantati da Margherita Vicario e Davide Shorty.

Il segmento successivo, Elevation, si apre con un video con le imprese dei campioni di questa edizione dei Giochi, un omaggio al momento più fragile dell’atleta: l’ultimo metro, l’ultimo slancio, l’ascesa interiore che avviene quando il corpo ha già dato tutto e deve trovare la forza per superare i propri limiti.
Una grande montagna stilizzata si eleva evocando paesaggi invernali e sfide estreme, da cui vengono innalzati tre aerialist, che rappresentano le atlete e gli atleti, sospesi in una lotta fatta di altezza, resistenza e grazia. Dopo la cerimonia di premiazione delle vincitrici e dei vincitori del cross-country skiing 50 km mass start classic, femminile e maschile, c’è stato il ringraziamento alle volontarie e ai volontari, vero cuore dei Giochi, con il dj set di Gabry Ponte, e a seguire il ricordo delle persone scomparse sulle note de il “Coro a bocca chiusa” da Madama Butterfly di Giacomo Puccini, con immagini video poetiche e una luce essenziale.

Nel successivo segmento Joan Thiele interpreta “Il Mondo”, mentre le gondole con a bordo due donne che tengono tra le mani delle lanterne introducono dei segni di luce, e in cielo compare una goccia d’acqua solidificata con l’étoile Roberto Bolle, che esegue per la prima volta una sequenza aerea ricca di eleganza e magia, incarnando la goccia primordiale.
L’anello si trasforma poi in un sole iconico e astratto. Viene innalzata la bandiera greca dal picchetto d’onore della Marina Militare Italiana e viene ammainata la bandiera Olimpica, consegnata dai sindaci di Milano e di Cortina d’Ampezzo alla Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry che a sua volta la porge ai Presidenti delle sedi ospitanti dei prossimi Giochi Olimpici Invernali, French Alps 2030. Dopo l’esecuzione della Marsigliese ad opera di Marine Chagnon con arrangiamento di Thomas Roussel, i Presidenti del Comitato Organizzatore dei Giochi, Giovanni Malagò, e del CIO, Kirsty Coventry, effettuano il loro intervento.
Giovanni Malagò ringrazia le atlete, gli atleti, le volontarie e i volontari e si dice orgoglioso della buona riuscita dell’evento; Kirsty Coventry dichiara chiusi i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
La pianista Gloria Campaner esegue il brano Experience di Ludovico Einaudi, accompagnata dall’intervento in video di due artisti italiani contemporanei, Rino Stefano Tagliafierro, che compie un viaggio nella bellezza, dall’arte al Duomo di Milano, per poi scoprire la natura, le montagne dei Giochi, e Quayola, un artista digitale che attinge a valori estetici come arte o paesaggio e li traduce in forme nuove, astratte, sfruttando software generativi, algoritmi, intelligenza artificiale.
Si arriva così al momento dello spegnimento dei bracieri. L’ampolla con la fiamma, realizzata dal maestro vetraio Lino Tagliapietra, è portata da Arianna Fontana, con Roberto Bolle che, interagendo con il cerchio, spegne i bracieri, il sole e le luci in Arena.
Rigoletto però riaccende la festa e la musica con i Major Lazer, MØ, Nyla e Alfa, quindi Achille Lauro che canta “Incoscienti Giovani”, e gli Opera Characters. La cerimonia si avvia alla conclusione e Rigoletto fa ritorno nel sotterraneo dell’Arena.
Un’edizione indimenticabile dei Giochi Olimpici che ci ha ricordato ancora una volta quanto lo sport sia portatore di valori sani e universali quali impegno, lealtà, rispetto, resilienza, fratellanza.
di Francesca Monti
credit foto X Milano Cortina 2026
