Sal Da Vinci torna al Festival di Sanremo, a 17 anni dalla sua ultima partecipazione, con il brano “Per sempre sì” che inaugura una nuova fase del suo percorso artistico. La canzone, prodotta da Merk & Kremont e Adriano Pennino e scritta dallo stesso artista con Francesco Da Vinci, Alessandro La Cava, Federica Abbate, Merk & Kremont ed Eugenio Maimone, mette al centro l’amore e la promessa più importante della vita.
E’ il racconto di due persone che continuano a scegliersi, nonostante tutto: “Parlo dell’amore in generale, dietro al quale si nasconde la promessa. Noi siamo molto bravi a fare promesse, ma non a mantenerle. La promessa ha un peso per ognuno di noi e, nel bene e nel male, significa anche costruire il proprio futuro, mettere le fondamenta, perché non esiste umanità senza famiglia. In “Per sempre sì” racconto del giorno più bello che uno possa vivere nella vita, che può essere quando incontri lui o lei. L’amore è una partita come la nostra vita, il per sempre sì è una conferma, è prendersi la responsabilità. Io a sette anni ero già responsabile di quello che stavo facendo, sono andato in scena dopo essere stato operato di appendicite con tredici punti sulla pancia, recitando seduto per non deludere il pubblico che aveva pagato un biglietto. Nella vita arriva anche il momento di difficoltà e devi essere bravo a superarlo. Per sempre sì non è altro che un messaggio ai ragazzi, un invito a prendersi la responsabilità, in qualsiasi campo”.
Un brano che è autobiografico: “E’ una storia che ho sentito, vissuto, visto in casa mia. Per far durare una relazione servono rispetto, sintonia, compensazione, poi ci sono i periodi in cui vai a terra e devi essere bravo a risalire, ma sempre in due, allineati, con la persona che ami al tuo fianco, questo vuol dire amore eterno, è passare attraverso il fuoco”.
Rispetto alla precedente partecipazione a Sanremo, il mondo della musica e non solo ha subito un grande cambiamento: “E’ cambiato tutto, una volta non c’erano i social e gli streaming, si compravano i dischi nei negozi. Quando andai per la prima volta a Sanremo nel 1984 con mio padre ho visto questa festa bellissima, ricordo “Ci sarà”, la canzone di Albano e Romina, c’era un’atmosfera di gioia nell’aria e gli promisi che sarei tornato lì per cantare su quel palco. E l’occasione è arrivata nel 2009 con “Non riesco a farti innamorare” con cui mi sono classificato al terzo posto. Sono passati diciassette anni e ora torno con “Per sempre sì” … per me è un regalo, è la ricompensa per tutti gli anni che ho trascorso cercando di farmi spazio per generare musica nuova, per farmi ascoltare da chi non mi conosceva. Io con le mie canzoni vorrei entrare nelle case delle persone e portare un momento di leggerezza. Voglio vivere questa settimana nel miglior modo possibile, in allegria e condivisione”.
Parlando del sì più difficile, più rivoluzionario e più felice che ha pronunciato Sal Da Vinci ha detto: “Il sì più difficile è stato accettare la morte di mio padre, perché si è sempre impreparati. Poi esiste una luce superiore che è la rassegnazione. Il sì più felice è quando ho deciso di promettere a me stesso di essere accompagnato da una donna che è stata molto più brava di me a far quadrare ogni cosa. Il più rivoluzionario? Secondo me facciamo la rivoluzione tutti i giorni per affrontare la nostra vita”.

Durante la serata cover Sal Da Vinci si esibirà insieme a Michele Zarrillo reinterpretando “Cinque Giorni”, una canzone che, a distanza di oltre trent’anni dalla sua prima esecuzione a Sanremo, continua a parlare al presente, attraversando nuove generazioni e linguaggi: “Con Michele abbiamo fatto un tour insieme negli Stati Uniti un paio di anni fa ed è stato veramente un viaggio bellissimo. Ci eravamo promessi di collaborare insieme si è presentata l’occasione delle cover. Michele ha una voce stupenda. All’inizio lui voleva proporre un’altra canzone ma io ho scelto Cinque giorni come le serate di Sanremo perchè racconta un’altra sfaccettatura dell’amore rispetto a Per sempre sì. Gli amori possono cadere, ma devono immediatamente poi sapersi rialzare”.
Sal Da Vinci ha quindi parlato dell’immagine spesso “ghettizzata” del cantante neomelodico: “Vengo da una città, Napoli, dove è nata la cultura della musica italiana, dove sappiamo benissimo i grandi poeti che cosa hanno generato. Ogni città ha un suo perché, ha la sua cultura, ha il suo dialetto. Così nella musica italiana ci sono stati gli urlatori, i cantanti, i cantautori e i grandi artisti come i tenori che hanno portato la canzone napoletana in giro per il mondo. Se io faccio un genere melodico, perché è passionale, carnale, romantico, struggente, vengo classificato a vita come neomelodico. Non esiste nessuna musica di serie A e di serie B. Non voglio essere ghettizzato, io faccio la musica popolare, sono un cantante popolare, del popolo. Pop vuol dire popolare. Il blues è una musica che viene dai campi. Io ho scritto per Ornella Vanoni, ho duettato con lei nel brano Senza un motivo, ho lavorato con Gaetano Curreri, un mio grande amico, con la cantante brasiliana Ana Carolina, con il grande Pasquale Panella, con Vincenzo Incenzo, con Maurizio Fabrizio, sono stato protagonista a teatro di L’opera buffa del giovedì santo di Roberto di Simone, il più grande etnomusicologo italiano. Ho sempre faticato, perché questo mestiere per me è una vocazione, una missione, non vado alla ricerca del successo o dei soldi per comprare ville e palazzi. Ho scelto la strada più complicata e anche più sensuale, più bella, più dinamica, più romantica, per raggiungere il mio sogno. Ho sempre pensato a generare pensieri, a lanciare dei messaggi, a raccontare storie, perchè i numeri e le classifiche salgono e scendono. Mai ad esempio avrei pensato che “Rossetto e caffè” potesse ottenere tre dischi di platino e mezzo miliardo di stream. E’ il pubblico che decide e la cosa bella è proprio questa”.
Dopo l’esperienza sanremese, per Sal Da Vinci si apre un anno interamente dedicato al live e alla nuova musica, con un progetto di inediti di prossima uscita attualmente in lavorazione. A inaugurare il tour nei teatri saranno due imperdibili date evento, organizzate da Vivo Concerti all’Arena Flegrea di Napoli il 25 e 26 settembre 2026: una grande festa con fan e amici per celebrare i 50 anni dal suo storico debutto sul palco.
di Francesca Monti
credit foto Fabrizio Cestari
