Cinque come le componenti della band, come il numero dei loro dischi, come il numero che sta in equilibrio, impossibile da dividere in modo simmetrico, e come la somma di personalità diverse unite in un’unica identità collettiva. Si intitola “5” il nuovo album delle Bambole di Pezza, in uscita il 27 marzo per Emi /Universal Music, presentato all’Hard Rock Cafè di Milano, tra le chitarre di Chuck Berry e Van Halen e il reggiseno in pizzo di Cher.
Un progetto in cui la band racconta il presente con leggerezza intelligente, a cominciare da “Effetto collaterale”: “E’ il manifesto programmatico del disco, i rockettari sono sempre stati un po’ emarginati e noi portiamo avanti con orgoglio questo concerto della diversità. Siamo fiere di essere noi stesse. Nelle tracce c’è tanto amore e si parla anche della violenza sulle donne, un tema che da sempre ci sta a cuore e verso il quale cerchiamo di sensibilizzare la gente”.
“FOMO del sabato sera” è una fotografia generazionale: “Non abbiamo usato la parola febbre in quanto rappresenta la gioventù ai nostri tempi, oggi invece molti giovani hanno paura di restare fuori dalle situazioni, di non aver il proprio posto nel mondo, di non sapere dove trovarlo, pertanto abbiamo inserito Fomo nel titolo”, ha detto Caterina.
“Nuda ma alla moda” e “Glitter” sono invece due brani che portano a riflessioni rispettivamente su cosa significhi oggi mostrarsi e sull’emancipazione femminile: “Rappresentano due scelte opposte, nel primo si parla di andare a prendere qualcosa invece di essere sempre succube del desiderio altrui, di poter parlare del desiderio femminile verso qualcuno. In Glitter invece viene raccontato il bisogno di andare via, di liberarsi da una relazione tossica. E’ un pezzo che parte da una mia esperienza personale: ci ho messo tre anni a curare l’acne, poi mi sono mollata e ho risolto il problema. Nei nostri testi cerchiamo sempre di invitare le persone a non arrendersi e ad andare avanti”, ha detto Cleo.

“Antiproiettile” parla di cicatrici, dipendenze emotive, relazioni che lasciano segni: “E’ un brano che risale a tanto tempo fa ed è nato in un periodo di stress perché abbiamo iniziato a finalizzarlo quando abbiamo saputo di essere state prese a Sanremo 2026 e ci racconta nel modo migliore possibile. Sprona la donna a diventare antiproiettile, quindi a denunciare e a ribellarsi alla violenza subìta”, ha dichiarato Dani.
La band è infatti reduce dalla partecipazione al Festival dove ha portato “Resta con me” classificandosi al tredicesimo posto: “Prendere parte alla kermesse è stato fondamentale per arrivare ai giovani e dare un modello di cultura paritaria. Recentemente abbiamo presenziato all’inaugurazione del Museo del Patriarcato a Milano ed è stata un’esperienza bella perché sono stati affrontati dei temi quali la microviolenza di cui non si parla spesso”, ha spiegato Federica.
“Dopo Sanremo finalmente mi sono sentita una musicista professionista, arrivare su un palco così importante per affermare di esserci è stato bellissimo e abbiamo avuto una grande manifestazione di affetto da parte del pubblico. Anche le persone che lavorano con noi ci hanno sempre spronato a fare del nostro meglio. Abbiamo tante idee per il futuro. Io e la Dani suoniamo insieme da venti anni, con le altre ragazze da cinque, e abbiamo lavorato intensamente per questo progetto ma saremo sempre noi, indipendentemente dai fari accesi o da questa attenzione mediatica che ti può portare in alto o in basso. E continueremo a fare dischi. Bisogna credere nel proprio pubblico perché quella famiglia ci sarà sempre”, ha affermato Morgana.
“Orizzonte verticale” è uno dei momenti più sospesi del disco: “Nel ritornello della canzone diciamo “caduta a terra ma vicino al mare / se guardo l’orizzonte adesso è verticale”, nel senso di vedere qualcosa di bello anche nelle cose brutte che accadono e rendersi conto che dove si è si sta bene. Andarsene può portare delle cadute ma meglio cadere che stare male”, ha spiegato Cleo.
Dal 15 aprile le Bambole di Pezza saranno in tour nei club, privilegiando spazi che esaltano l’energia e la dimensione diretta: “La vera nostra essenza è il live, abbiamo sette date in programma dove porteremo tutte noi stesse e poi ci saranno dei concerti estivi”.
di Francesca Monti
