Corso Torino a Genova è una strada segnata dalla presenza di numerosi palazzi, molti dei quali catturano lo sguardo perché davvero belli sul piano architettonico e stilistico. Muovendomi a piedi avverto la sensazione di percorrere un lungo corridoio che sfocia sul lungomare, in corso Italia. In una traversa, posta a sinistra dal punto di vista di chi è diretto verso la spiaggia, si arriva in via Cecchi dove, al civico 2r, è sito un accogliente bar chiamato “mini mixing”.
Il locale è stato caro a Gino Paoli, il cantautore scomparso lo scorso martedì 24 marzo nella sua amata Genova.
Ad accogliermi ad ora di pranzo sono due dei tre attuali proprietari del bar, Alessandro Sereni e Francesco Pasquali (completa l’elenco Giuseppe Galante).
Sereni, con enorme disponibilità, si siede con me ad un tavolino all’interno della struttura e soddisfa le mie curiosità raccontando alcuni aneddoti sul compianto artista.
“In passato il mini mixing si chiamava bar Igea. Dal 1958 al 1967 qui si è creato un luogo di ritrovo per diversi cantautori che si rilassavano giocando a carte e scherzando tra loro. Di fronte c’era un teatro dove essi, spesso, si esibivano”.

Chi erano questi cantautori?
(Alessandro sorride, felice e orgoglioso).
“Con Paoli c’erano Fabrizio de André, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi. Ma non sono stati i soli personaggi conosciuti a far capolino al bar. A frequentarlo, infatti, tra gli altri, anche l’architetto Renzo Piano, il paroliere Giorgio Calabrese, il compositore Gianfranco Reverberi”.
Al bar Igea, quindi, Paoli e i suoi amici si riunivano per trascorrere qualche momento di distensione.
“Non soltanto. Qui ha preso avvio la scuola del cantautorato genovese, di cui Paoli ha rivestito il ruolo di capostipite. Era proprio lui a spronare tutti, a motivarli, a incoraggiarli. Addirittura li portava a Milano e anche a Roma per suonare, dopo aver fatto qualche prova”.
Sul muro alla mia destra scorgo una scritta in plastica che recita “Eravamo quattro amici al bar”.
Subito sotto, ben incorniciata, una pergamena su cui figurano scritti dei nomi.
Sereni sorride di nuovo: “La canzone Quattro amici nasce in questo luogo. Occorre però un chiarimento. Era l’inizio degli anni novanta e Paoli non veniva più qui. Il suo brano fa rivivere nel testo il ricordo di quando essi si ritrovavano a discutere, a bere whisky e caffè. I nomi riportati sulla pergamena alludono, invece, a tutte le celebrità che hanno fatto tappa al locale”.


Chi sono quindi i tre amici di Paoli? I musicisti liguri?
“No: si tratta di Renzo Piano, del giornalista Arnaldo Bagnasco e di Giulio Frezza, sua vecchia conoscenza”.
Paoli è mai più ripassato al bar?
“La nostra gestione del locale si è avviata nel 2003 ed io ho conosciuto Paoli nel 2005, in occasione di una presentazione del suo libro dedicato alla scuola genovese (l’autobiografia “Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni”, ndr). Qui, purtroppo, non si è più visto”.
Il mini mixing è stato riconosciuto locale storico. Ci racconta di più?
“Tutto è accaduto nel 2024. Il comune ha sottolineato l’importanza di questo bar ed è stata collocata, all’esterno, una targa dedicata principalmente a Luigi Tenco che, insieme ad altri musicisti fece di Igea il suo “posto delle fragole”, ossia uno spazio dove si stava insieme in allegria. Merito di questo successo va attribuito all’impegno del giornalista Aldo Colonna, che si è adoperato tanto perché si arrivasse a questo riconoscimento. Una curiosità: la targa è stata apposta il 23 settembre 2024, giorno in cui Paoli compiva novant’anni. Festeggiato a casa dai familiari, non ha potuto presenziare”.

Il tempo scorre ed i clienti iniziano a farsi numerosi al “mini mixing”, che apre le sue porte a gruppi di amici di ogni età. Saluto Alessandro Sereni e vado via, mentre il posto delle fragole è e rimane lì, custode della memoria immortale di Luigi Tenco e di Gino Paoli.
testo e foto di Pasquale Ruotolo
