Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale i medagliati delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026: “Questi Giochi hanno scritto una pagina indimenticabile”

“Dove la violenza vuole sopraffare il diritto, lo sport esalta la lealtà e il sacrificio, nel rispetto delle regole condivise. La competizione non è per soggiogare l’altro, ma al contrario, per migliorarsi insieme e potersi poi ritrovare insieme”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale i medagliati Olimpici e Paralimpici dei Giochi di Milano Cortina 2026 e le atlete e gli atleti italiani che si sono classificati al quarto posto.

La cerimonia si è aperta con l’esecuzione dell’Inno nazionale e la proiezione di un video dal titolo “Milano-Cortina 2026”. Ai Giochi Olimpici Invernali l’Italia Team ha conquistato trenta medaglie (10 ori, 6 argenti, 14 bronzi), mentre ai Giochi Paralimpici 16 medaglie (7 ori, 7 argenti e 2 bronzi).

All’incontro sono intervenuti il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis e il Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi.

“Signor Presidente, esordire con la parola ‘grazie’ è un doveroso omaggio di profonda e sincera ammirazione per la vicinanza che ci ha manifestato in questi indimenticabili e storici Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Ma la parola ‘grazie’ stavolta non basta. Lo dico subito: sono emozionato. Questa di oggi non è un’udienza come altre che Lei ci ha concesso in passato. È un incontro che ha un sapore particolare, carico di gioia e di gloria. Non è retorica: abbiamo fatto innamorare l’Italia, abbiamo fatto sentire il nostro Paese orgoglioso di queste atlete e di questi atleti, ma anche dei loro tecnici, dei loro dirigenti, delle loro federazioni, qui rappresentate dai presidenti Flavio Roda e Andrea Gios. Siamo stati un tutt’uno che ha idealmente coperto con un immenso Tricolore l’intera nazione che ci ha seguito con trepidazione giorno dopo giorno”, ha esordito il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio. “I risultati di audience e di share televisivi sono la conferma che le italiane e gli italiani sono stati letteralmente e piacevolmente travolti e trascinati dai nostri successi e hanno tifato ed esultato assieme a noi. Le trenta medaglie conquistate, oltre a rappresentare un record per la nostra storia olimpica invernale, sono quindi una meravigliosa collana tempestata di gemme preziose e un giusto tributo alla nostra Repubblica nell’anno in cui si celebrano gli 80 anni. Milano Cortina è stata la mia prima Olimpiade alla guida del CONI e Le garantisco che non è stato facile domare le emozioni che ci hanno regalato le nostre campionesse e i nostri campioni. Se a tutto questo aggiungiamo che alcune di queste memorabili vittorie ho avuto la fortuna di viverle al suo fianco, credo che non esistano parole per descrivere la felicità e la gratificazione di momenti unici e irripetibili. Signor Presidente, Lei è da sempre il nostro faro, il nostro punto di riferimento, il nostro Capitano non giocatore, ma a questi Giochi la sua presenza al nostro fianco in diverse e graditissime occasioni, unitamente alla Signora Laura, è stata la più grande spinta motivazionale che avrebbero potuto ricevere le azzurre e gli azzurri. Nessuno dimenticherà mai le sue visite ai Villaggi Olimpici di Milano e di Cortina, le sue presenze a Casa Italia, i suoi pranzi con la squadra, la sua scelta di indossare la divisa dell’Italia per assistere alle gare, gli incontri con le atlete e gli atleti, le parole di saggezza e di incoraggiamento che ci ha voluto riservare. Lei è stato uno di noi. Il mondo olimpico ha capito che Lei è uno di noi. Il grido di San Siro ‘Sergio, Sergio’ è stato il momento più sublime che ha impressionato il mondo olimpico internazionale come mai nessun altro in passato. Ecco perché, insieme al Capo Missione e Segretario Generale Carlo Mornati, Le rinnoviamo riconoscenza e gratitudine. Lei ci ha trasmesso quella carica che ha contribuito a rendere magica e memorabile questa quarta Olimpiade italiana. I giudizi sono stati unanimi: siamo stati bravi nell’organizzazione, e rinnovo i complimenti al Presidente della Fondazione Giovanni Malagò, siamo stati bravi sulla neve e sul ghiaccio, siamo stati bravi nei comportamenti in gara e verso chi ci guardava perché questo gruppo di ragazze e ragazzi che oggi è qui al Quirinale, nella Casa degli Italiani, è stato un esempio per tutti sia da un punto di vista agonistico sia comportamentale. Anche chi ha sfiorato il podio, giungendo quarto, si è sentito, grazie al suo gentile invito, importante al pari di chi ha conquistato una medaglia. E a proposito di medaglie, concludo con una piccola divagazione storica. Ne abbiamo vinte 30, di cui 10 d’oro, 6 d’argento e 14 di bronzo. 10-6-14. Sembrano numeri di una sequenza normale, ma per il CONI rappresentano e simboleggiano una data fondamentale. È il giorno della fondazione del nostro ente, che è nato appunto il 10 giugno del 1914. Sarà stato un caso, un segno del destino, ma anche questa coincidenza numerica resterà scolpita nella storia di questa meravigliosa, spettacolare e straordinaria Olimpiade di Milano Cortina 2026. Grazie ancora Signor Presidente. Viva l’Italia, viva lo Sport”.

Ha èpreso quindi la parola il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis: “Abbiamo vinto la scommessa di rendere accessibile a tutte le disabilità, anche le più severe, uno dei monumenti più importanti della storia dell’umanità, l’Arena di Verona, teatro della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici. È stato un sogno realizzato, una dimostrazione di grande crescita del Paese. I risultati dei Giochi Olimpici e Paralimpici sono un vanto per l’Italia, un balzo in avanti incredibile. La macchina organizzativa è stata perfetta. Alla vigilia dei Giochi Paralimpici c’era tensione a causa della delicata situazione geopolitica, con il conflitto scoppiato in Iran, ma gli atleti sono stati eccezionali. Hanno lottato, hanno gestito una pressione enorme sino a conquistare risultati incredibili. Grazie Presidente per la vicinanza che ci ha dimostrato anche in questa occasione. Mi auguro che da questa straordinaria edizione si possano aprire le porte del rispetto e della piena inclusione tra tutti, sportivi e non”.

E’ stata poi la volta del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “Questa splendida cerimonia ci dà la possibilità di manifestare apertamente nei suoi confronti, Signor Presidente, la riconoscenza per quello che fa nei confronti del popolo italiano e del mondo dello sport. Siamo onorati di come voi atleti e atlete avete rappresentato l’Italia. Con la consegna delle bandiere il Presidente vi ha affidato i sentimenti degli italiani. La gioia per i vostri risultati ha toccato i nostri cuori. Siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un evento straordinario. Da soli non si vince e non ci si rialza nei momenti di difficoltà. Sono stati Giochi Olimpici e Paralimpici memorabili. Faremo in modo che l’esempio di voi atleti sia di ispirazione per il nostro agire quotidiano”.

credit foto CIP

Successivamente gli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone, Amos Mosaner, e gli Alfieri della squadra paralimpica, René De Silvestro e Chiara Mazzel, hanno restituito al Capo dello Stato le Bandiere nazionali con le firme degli atleti vincitori delle medaglie olimpiche e paralimpiche.

“Ringrazio il Presidente della Repubblica a nome di tutti gli atleti, presenti e non. È sempre un grande onore rappresentare il Tricolore. Lei ha reso questa Olimpiade speciale. È stato il simbolo di tutti gli italiani, ci ha regalato tanti gesti che non dimenticheremo mai. Ci ha fatto diventare parte della sua famiglia. Non dimenticherò mai quando mi ha telefonato per condividere la gioia di una medaglia. È stato sempre pronto a sostenerci e dedicarci del tempo. È stato qualcosa di incredibil. Quando indossiamo il Tricolore ci sentiamo uniti, oltre il semplice risultato di una gara. Ringrazio tutti gli italiani e l’Italia”, ha detto Arianna Fontana.

“Ho realizzato un sogno grazie alle mie gambe e a chi mi ha aiutato a renderle performanti fino al 2026. Si è realizzato in forma unica dal punto di vista emotivo: l’ingresso allo stadio di San Siro cercando il suo sguardo, Signor Presidente, è stato qualcosa di enorme. Grazie anche ai miei compagni di squadra, a tutti gli atleti italiani che ai Giochi ci hanno fatto saltare facendo il tifo. Sono tanto fiero di essere italiano”, ha dichiarato Federico Pellegrino.

“Signor Presidente, la ringrazio per l’onore di essere stato portabandiera, è stata un’emozione unica. È stata un’Olimpiade veramente emozionante, il pubblico ci ha sostenuto dall’inizio alla fine. Trenta medaglie sono un record storico. Atleti e staff hanno lavorato in maniera egregia. Speriamo di aver fatto appassionare tanti italiani allo sport, perché lo sport unisce ed è vita”, ha detto Amos Mosaner.

“Per me è stato un percorso un po’ diverso. A dicembre avevo detto che la mia presenza ai Giochi non era affatto scontata. Sono riuscita a fare qualcosa che non mi sarei mai aspettata. L’onore di portare la bandiera alla cerimonia di apertura mi ha dato una spinta in più e le motivazioni per una sfida impossibile. È stato bellissimo. Abbiamo vissuto emozioni incredibili che ricorderemo per sempre”, ha spiegato Federica Brignone.

“E’ stato un viaggio incredibile, un’avventura durata quattro anni. Grazie a tutte le persone che mi sono state vicino. La cosa più bella che mi porto a casa è aver regalato tante emozioni agli italiani”, queste le parole di René De Silvestro.

“E’ stato un onore partecipare ai Giochi Paralimpici, sia per i risultati che per il tifo e la visibilità che abbiamo avuto. Spero di aver ispirato tante ragazze e ragazzi con disabilità e che possano avvicinarsi allo sport”, ha concluso Chiara Mazzel.

Sono quindi stati consegnati al Presidente Mattarella due cofanetti contenenti la copia delle tre medaglie olimpiche e paralimpiche, oro, argento e bronzo.

Il Presidente Mattarella, prima di consegnare agli atleti una medaglia ricordo, ha rivolto un saluto e un ringraziamento ai presenti: “È un vero piacere ricevere dagli alfieri le bandiere, cui avete dato tanto prestigio, con il vostro impegno e le vostre gare. Questi Giochi, quelli olimpici e quelli paralimpici, hanno scritto una pagina indimenticabile. Abbiamo rivisto poc’anzi alcune immagini, che avevamo tutti certamente ben presenti nel ricordo e che hanno sintetizzato, in pochi minuti, una quantità di emozioni, di successi; emozioni che voi, più di chiunque altro, avete provato e successi che tutti abbiamo apprezzato e condiviso. Sono stati Giochi che hanno creato ragionevolmente un grande motivo di orgoglio per il nostro Paese. Sul piano sportivo, anzitutto: medaglieri colmi. Trenta medaglie per le Olimpiadi e sedici per le Paralimpiadi, quindi medaglieri davvero colmi. E quella sequenza numerica dieci, sei, quattordici è davvero significativa, una coincidenza di grande significato storico, presidente Buonfiglio. Oltre alle medaglie conquistate – io ho avuto la fortuna di essere presente in alcuni casi – vanno ricordati i record raggiunti, il gran numero di discipline in cui siete stati protagonisti, mostrando l’alta qualità del nostro movimento sportivo. Come sempre accade, abbiamo potuto seguire anche alcune storie personali sinceramente entusiasmanti, che hanno coinvolto tanti nostri concittadini nell’emozione. Storie di grande passione, di sacrificio, di dedizione. È importante che queste storie di atlete e atleti divengano motivo di interesse per il pubblico, di attrazione per nuovi atleti, di esempio per i giovani che cominciano a cimentarsi nello sport. Ovviamente, essendo stati noi il Paese organizzatore delle Olimpiadi e Paralimpiadi, si aggiunge un altro motivo di orgoglio: quello del successo della organizzazione delle gare, dell’ospitalità offerta alle squadre e agli atleti, della complessa macchina che ha sorretto tanti eventi contestuali e complessi. È stato un modo di trasmettere, in ogni continente, un’immagine dell’Italia di grande efficienza. Tutto è andato bene. Ringrazio il CONI, il Comitato Paralimpico, la Fondazione Milano-Cortina. In tanti nel tempo ne abbiamo seguito, sostenuto, anche trepidato, per lunghi mesi, il cammino, con fiducia nell’organizzazione, contro ogni scetticismo e contro ogni espressione di sfiducia, smentite dal successo raggiunto. Del resto, la bellezza e l’importanza dello sport vanno oltre l’evento squisitamente sportivo, oltre i gesti atletici. Perché lo sport è cultura, è espressione e proiezione della società. E quindi la nostra organizzazione così efficace, i risultati così lusinghieri ci hanno permesso di offrire al mondo, a tutti i nostri ospiti – atleti, tecnici, spettatori – la nostra amicizia, la nostra capacità di accoglienza, il nostro rispetto per gli altri, il nostro desiderio di conoscere, di collaborare, di costruire reti di solidarietà. E insieme a questi valori, umani e sociali, la nostra natura abbiamo offerto, i nostri paesaggi, le testimonianze della nostra civiltà e delle nostre arti. Viviamo un tempo difficile, offuscato da minacce gravi, da guerre sanguinose, da venti di odio. La cultura che lo sport trasmette, che proietta nel mondo, ha un segno ben diverso. Dove la violenza vuole sopraffare il diritto, lo sport esalta la lealtà e il sacrificio, nel rispetto delle regole condivise. La competizione non è per soggiogare l’altro, ma al contrario, per migliorarsi insieme e potersi poi ritrovare insieme. Lo sport può essere nel mondo testimone di civiltà, e lo è: di civiltà che non si arrende alle prepotenze e alle violenze. Le Olimpiadi ne sono l’espressione più alta, e così le Paralimpiadi. Le Olimpiadi lo sono – come tutti ben sappiamo – da sempre, sin dalle origini antiche. È significativo, in questa stagione così complicata, che sia toccato all’Italia, e quindi con l’Italia all’Europa, farsi vetrina di una manifestazione mondiale di amicizia e di umanità. Una manifestazione in cui, come sempre avviene nello sport – o forse come sempre dovrebbe avvenire nello sport – prevalgono i valori sportivi e non gli interessi e gli aspetti finanziari. Grazie a coloro che hanno raggiunto il podio, ne portano con sé le medaglie. Qualcuno e qualcuna in abbondanza e immagino il peso nel tenerle addosso. Coloro che sono arrivati o arrivate in quarta posizione recano con sé la rappresentanza di tutti coloro che hanno partecipato alle Olimpiadi e Paralimpiadi. Per questo sono qui, benvenuti, con coloro che hanno ottenuto medaglie. Grazie quindi agli organizzatori, ai tecnici, a tutti coloro che hanno accompagnato, assistito, allenato atlete e atleti. Siete stati seguiti e seguite con affetto da un grandissimo numero di nostri concittadini. Lo sarete anche in futuro, nel loro ricordo; lo sarete soprattutto nell’impegno di ragazze e ragazzi, che coltiveranno i vostri sport, nell’ambito olimpico e in quello paralimpico. Bentornati con la nostra bandiera, cui avete reso onore. Grazie”.

credit foto copertina Quirinale

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