“Foto Mosse” è il nuovo disco di Arisa: “Sento la necessità di manifestarmi e di raccontare la mia vita”

“Foto Mosse” è il nuovo album di Arisa, in uscita il 17 aprile, che arriva a distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro in studio e segna un nuovo capitolo del suo percorso artistico. Per la prima volta l’artista è infatti protagonista nella scrittura dei pezzi, con la collaborazione dei Mamakass (Fabio Dalè e Carlo Frigerio) per il sound e di autori come Giuseppe Anastasi, Dimartino e Galeffi. Il progetto mette al centro l’instabilità emotiva come cifra espressiva: relazioni imperfette, identità in trasformazione e un continuo oscillare tra bisogno d’amore e ricerca di sé.

“Questo album, che si compone di quattordici tracce, è come se avesse una personalità autonoma, drammatica, sincera, caotica ma molto viva e si sentirà perchè non cerca di essere perfetto ma è vero anche quando è contraddittorio. E’ un po’ impulsivo, diretto, senza filtri, dico le cose come mi vengono anche quando sarebbe bene contare fino a dieci. E’ così instabile emotivamente perchè ha questa parte super sensibile, c’è una componente di pancia, umorale, per cui alle volte ti senti invincibile e il giorno dopo scrivi messaggi lunghissimi alle due di notte. Da un lato vuole sicurezza, casa, protezione, radici emotive profonde, dall’altra è una spinta a rompere tutto, a cambiare pelle, a non  restare mai ferma”, ha spiegato Arisa.

La collaborazione con i Mamakass è iniziata con Nuvole: “E’ un brano che parla di una donna che vive una relazione che non la rende felice ma ha dato tutto per quetso rapporto e non sa più dove andare. Così capisce che può costruire altre opportunità, raccogliendo le sue lacrime e impastandoci il pane, che è simbolo della vita, del sostentamento, soprattutto per una persona come me che viene dal Sud. Ho immaginato che una madre sconfitta potesse dare la forza alle figlie per costruire un’altra direzione. Mia madre, ad esempio, nelle varie vicissitudini che ha subito nella vita e dalle quali è uscita fortunatamente vincente, mi ha sempre detto che dovevo essere una donna libera economicamente e non pensare a trovare il principe azzurro come invece dicevano le mamme delle mie compagne di classe. Da ragazzina ero l’unica non accoppiata e già da lì bisognava capire il futuro (scherza). Ho cominciato a fare il primo lavoro a 13 anni e c’è stato un dibattito acceso tra i miei genitori, perchè mio padre non voleva che andassi a lavorare in quanto aveva paura che le persone del paese potessero pensare che non riuscisse a mantenerci, invece mamma mi spronava a guadagnare i soldi e a capire cosa significasse essere padrona delle proprie cose. Alle superiori già compravo i libri con i miei guadagni e ho continuato così per tutta la vita. Partendo da Nuvole abbiamo capito che questo album doveva essere incentrato sulla mia femminilità, su quella della mia famiglia, delle mie amiche, dei miei amici che si sentono donne. Sono storie che parlano di un’identità reale che può essere di tutti non solo la mia, è un disco contraddistinto da una grande verità e spero che in tanti possano ritrovarsi. Sento la necessità di manifestarmi, non mi voglio pregiare solo di avere una bella voce ma desidero raccontare la mia vita. E’ esattamente quello che la musica ha fatto con me, nei momenti bui mi ha dato un consiglio e quindi voglio donarle tutta me stessa, confrontarmi e mettere il quotidiano nelle mie canzoni, per comunicare dei messaggi alle persone che hanno permesso di realizzare il mio sogno”.

Il titolo suggerisce immagini sfocate ma autentiche, frammenti di vita colti nel loro movimento, mai del tutto fermi o definitivi. È un racconto personale e diretto, in cui Arisa si espone in prima persona, attraversando le contraddizioni senza cercare soluzioni, ma abitandole: “Mi piacciono le foto mosse perché nella vita collezioniamo momenti belli e brutti. Quelli belli dobbiamo tenerli stretti perché la felicità è qualcosa di raro, invece quando ci sono momenti tristi dobbiamo ricordarci che il nostro fine ultimo è uscire dalla tristezza e amare la vita. In questo momento storico, in cui ci siamo ormai quasi assuefatti alle brutture, è giusto dire che il dolore esiste ma se ne può anche uscire, non è una condizione che deve caratterizzare tutta la vita”.

Arisa, riguardo la foto che vorrebbe scattare in questo momento, ha le idee chiare: “Ora farei una foto con il mio team e una ai miei genitori perchè se tra cento anni dovessero per caso andare via voglio avere tante cose che mi parlano di loro, immagini, video e clip audio”.

Tra interessanti riflessioni e divertenti aneddoti l’artista ha poi raccontato alcune tracce del disco a cominciare dal brano di apertura “Amore Universale”: “Questa canzone parla della scomodità delle donne nella coppia, che a volte non sanno come comportarsi. Ci si interroga sul confine tra amare e annullarsi, credo che per amare nel modo richiesto da alcuni uomini dovrei aver partorito queste persone. Ma al momento non sono ancora una mamma. Ho una forte empatia con animali e bambini perchè sono ancora una bambina per certi versi. Ho un lato materno pronunciato ma se diventi madre tuo figlio ti rispetta, se diventi madre di un uomo si perde l’equilibrio nel rapporto”.

Tra le tracce c’è Lovely Boy, dedicata a un ragazzo che abita a venti metri da casa sua: “L’ho conosciuto grazie al mio cagnolino Nino. Dovevamo andare al mare in Sicilia e stavo cercando un trasportino per portare i cani in aereo. Una signora cinese ha creato delle prese d’aria all’interno del borsone ma Nino le ha rotte e mi veniva da piangere. Nel negozio è entrato questo ragazzo di nome Pier che si è offerto di accompagnarmi in auto in Sicilia. Siamo partiti ed io per non dare l’idea che potessi essere interessata a lui mi sono presentata vestita con i pantaloncini corti, con un largo cappello, mi sono seduta dietro con i cani con una speciale di sportina con dentro la carne ma lui nonostante tutto mi parlava e guardava nello specchietto retrovisore. Alla fine tra noi non è accaduto nulla ma ho deciso di dedicargli questo brano”.

Arisa ha poi sottolineato l’importanza di lavorare su se stessi: “Mi sto conoscendo man mano guardandomi dentro. Ho capito che devo stare attenta allle persone che incontro e che devono essere risolte, equilibrate, devono porre dei limiti ai miei eccessi di amore. Bisogna lavorare su se stessi e difendere i propri gusti, soprattutto in questo momento storico dove c’è molta omologazione. Una volta che si è lavorato sulla base ci si può aprire al mondo e non si rischia nè di farsi male nè di far male agli altri”.

“Foto Mosse” arriva dopo l’esperienza al 76° Festival di Sanremo con “Magica Favola”, brano che ha conquistato la Top 5 della finale e continua a riscuotere grande consenso da parte del pubblico, e dopo l’uscita di “Il tuo profumo”: “Sono felice di come è andato Sanremo 2026, è stato tutto molto semplice e bello e al di là delle classifiche vedo la gente per strada che è ancora più affettuosa, amorevole, famigliare, dolcissima nei miei confronti e questo mi rende felice”.

Negli ultimi anni Arisa è stata anche coach di The Voice Senior, Kids e Generations e sta partecipando a Canzonissima: “La televisione è stata sempre un mezzo per stare vicino alle persone e ho imparato tantissimo. Ho avuto l’opportunità di farmi conoscere per quella che sono. Nel 2009 quando sono arrivata a Sanremo con il caschetto e gli occhiali grandi se non fosse stato per la mia voce mi avrebbero scambiato per una comica, invece attraverso la tv ho modo di esprimermi, di creare una sorta di parentela con le persone che possono così decodificare meglio i messaggi che costruisco con la musica”.

L’artista ha firmato e interpretato inoltre “Canta ancora”, che fa da colonna sonora a “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, basato sulla storia vera di Andrea Spezzacatena, vittima di bullismo: “Il film verrà distribuito in Spagna e la canzone è stata richiesta in lingua spagnola. Questo è un grandissimo orgoglio per me che ho scritto questo brano per mia madre tempo fa, perchè è merito suo se ho la passione per la musica, se canto e ho un’indipendenza economica. Io attrice? Ho fatto qualche comparsa in alcuni progetti, ma sto aspettando un ruolo che mi piaccia. Ne “Il ragazzo dai pantaloni rosa” ad esempio avrei fatto la madre, un personaggio molto inetnso, che Claudia Pandolfi è stata bravissima ad interpretare. La vita mi ha regalato tante cose bellissime”.

In occasione dell’uscita del suo nuovo album Arisa ha annunciato un instore tour che la porterà a incontrare i fan nelle principali città italiane.

Questo il calendario degli appuntamenti instore annunciati:

19 Aprile 2026 – Roma Maximo Shopping Center, ore 17.30
22 Aprile 2026 – Nola (Napoli) Centro Commerciale Vulcano Buono, ore 17.30
26 Aprile 2026 – Milano Mondadori Duomo, ore 17.00
29 Aprile 2026 – Bussolengo (Verona) Centro Commerciale Porte dell’Adige, ore 18.00
3 Maggio 2026 – Torino Centro Commerciale Porte di Torino, ore 17.00

Arisa sarà protagonista nei prossimi mesi con una serie di appuntamenti live in tutta Italia. Il viaggio prenderà il via a maggio con le date première (Roma e Milano sono già sold out), per poi proseguire durante l’estate nelle principali location a cielo aperto e continuare in autunno con il tour nei teatri. Un racconto dal vivo che accompagnerà l’uscita di Foto Mosse e porterà sul palco i nuovi brani insieme ai momenti più iconici della sua carriera.

di Francesca Monti

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