Intervista con Flavio Insinna e Giulia Fiume, al Teatro Manzoni di Milano con “Gente di facili costumi”: “E’ il nostro omaggio a Nino Manfredi”

Flavio Insinna e Giulia Fiume sono i meravigliosi protagonisti di “Gente di facili costumi”, con la regia di Luca Manfredi, al Teatro Manzoni di Milano dal 14 al 26 aprile.

Andato in scena per la prima volta nel 1988, con Nino Manfredi nei panni del protagonista, questo testo è considerato ancora oggi uno dei più eclatanti apparso sulle scene teatrali italiane negli ultimi decenni.
Protagonisti della pièce sono Anna, nome d’arte “Principessa”, una prostituta disordinata e rumorosa che sogna di diventare “giostraia”, e Ugo, l’inquilino del piano di sotto, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema ma che sogna di fare film d’arte.
La vicenda prende il via la notte in cui Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con la coinquilina che tornando a notte fonda e accendendo il giradischi l’ha svegliato e lei, per la confusione, lascia aperto il rubinetto dell’acqua della vasca allagando irrimediabilmente l’appartamento di lui. Ugo sarà costretto quindi, anche a causa di uno sfratto, a trovare rifugio dalla “Principessa”.
Con questa convivenza forzata inizia un confronto/scontro costellato di incidenti e incomprensioni, ma anche un curioso sodalizio, dove ciascuno condivide con l’altro ciò che ha.

Abbiamo incontrato Giulia Fiume e Flavio Insinna in camerino prima della messa in scena di “Gente di facili costumi”.

Giulia e Flavio, siete in scena al Teatro Manzoni di Milano con “Gente di facili costumi”, spettacolo con la regia di Luca Manfredi in cui interpretate rispettivamente Anna e Ugo, che si trovano a convivere forzatamente …

Flavio Insinna: “Luca Manfredi ha voluto fortemente portare a teatro la commedia scritta da suo padre, Nino Manfredi, insieme a Nino Marino nel 1988, e ha scelto Giulia ed io per interpretare i due protagonisti. Per ora non ci hanno cacciato (scherza), è dal 2023 che siamo in scena con “Gente di facili costumi”, siamo partiti dalle anteprime in provincia e lavoriamo in maniera artigianale come una volta, tagliamo, aggiustiamo, sistemiamo la parola, la battuta, l’effetto. A cavallo tra Natale 2023 e l’Epifania c’è stato questo bellissimo omaggio a Nino Manfredi in occasione dei cento anni dalla sua nascita, anche se la ricorrenza esatta era nel 2021 ma abbiamo dovuto posticipare a causa della pandemia. Poi abbiamo fatto una super tournée lo scorso anno in giro per l’Italia ed ora siamo di nuovo in scena con tante date”.

E’ un incontro di due vite ma anche di due sogni apparentemente irrealizzabili, infatti Anna vuole diventare giostraia mentre Ugo vuole fare film d’arte. Quanto è importante oggi portare avanti i propri sogni in un periodo storico molto particolare come quello in cui viviamo?

Giulia Fiume: “Io non riuscirei a vivere senza sognare, è una delle cose che secondo me ci rende vivi. Anna è una sognatrice, vuole fare la giostraia ma ha anche un grande senso pratico, quindi lo vive come sogno ma anche come un obiettivo da raggiungere, infatti comincia a mettere i soldi da parte. E’ giusto avere un sogno ma anche fare il possibile per renderlo realtà”.

Flavio Insinna: “Ai ragazzi delle scuole di teatro dove vado in qualità di vecchio zio e amico, dico sempre che se vuoi essere il portiere della nazionale di calcio ma non sai giocare ti condanni ad una vita di infelicità. Ad un certo punto il mio personaggio capisce che vuole essere felice e che se quel sogno non è realizzabile ne sogniamo un altro, invece di impuntarsi bisogna cercare la felicità. In questi anni disgraziati, sventurati, come si può riuscire ad essere felici? Sempre onestamente, in maniera legale, condividendo la felicità con gli altri. Questa commedia ci ricorda che non si diventa felici da soli. Anche l’applauso delle persone che vengono a teatro a vedere lo spettacolo racchiude una sorta di possibilità di felicità come a dire se ce l’hanno fatta questi due poveracci c’è speranza per tutti”.

Qual è l’eredità che ha lasciato al cinema e al teatro italiani un grande artista quale Nino Manfredi, che Flavio ha avuto anche modo di intervistare quando frequentava la scuola di Gigi Proietti?

Giulia Fiume: “È inquantificabile, enorme. “Brutti, sporchi e cattivi” è uno dei miei film del cuore, ma ne potrei citare mille. Come dice sempre Flavio, e io concordo,  nessuno di noi due ha la volontà di raggiungere quelli che sono stati dei colossi del cinema e del teatro italiano come Nino Manfredi, Lia Tanzi, Pamela Villoresi. Proviamo a fare il nostro lavoro al meglio e con orgoglio pensando ai grandissimi attori che hanno portato in scena questo spettacolo”.

Flavio Insinna: “Non c’è confronto ma è un omaggio, con Luca Manfredi abbiamo giocato subito su questo aspetto. Ad un certo punto mi si è sbloccato un pensiero, ho detto se si pensa a tutti i giganti che hanno impersonato Otello, Enrico IV, non dovresti fare più niente oppure dovremmo scrivere una nuova commedia che nessuno ha mai portato in scena. Con Giulia abbiamo quindi superato quella paura. In “Gente di facili costumi” c’è il tributo al cinema meraviglioso di artisti quali Nino Manfredi che ci ha fatto innamorare di questo mestiere. Ai ragazzi delle scuole di teatro ricordo sempre che va benissimo vedere le serie tv sulle piattaforme, gli Avengers, le sitcom, ma dobbiamo sapere anche da dove veniamo, conoscere i film che hanno fatto la storia del nostro cinema. Come cantava Pierangelo Bertoli ho un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro, anche grazie a Giulia Fiume che ogni tanto mi aggiorna sulle serie nuove, sugli attori, sulla musica perché devi stare sul pezzo, altrimenti ti consegnano alle teche Rai … pensi di essere ancora vivo, invece ti hanno già impagliato (ride). Cerco di prendere esempio da Nino Frassica che fa finta di non sapere, invece si informa su tutto e tutti, quella per me è una grandissima scuola”.

“Gente dai facili costumi” è uno spettacolo che, nonostante sia andato in scena per la prima volta nel 1988, è sempre attuale per quanto riguarda le tematiche, dal non giudicare le altre persone allo scoprire se stessi …

Giulia Fiume: “Purtroppo o per fortuna è sempre attuale, perché ti rendi conto che certi meccanismi non si sono scardinati, però la lezione che lascia è valida anche oggi, nel senso di incontrarsi, accogliere l’altro, sospendere il giudizio, aprirsi, cercare di capire e di capirsi”.

Flavio Insinna: “Come tutti i grandi classici, e “Gente di facili costumi” lo è nel suo genere, ci sono degli spunti di riflessione anche nel caos di tavoli che sbattono, tra sedie, insulti, prese in giro. Le commedie fanno divertire ma lanciano al contempo dei messaggi, se riesci a recepirli è fantastico altrimenti ti prendi le risate che di questi tempi è già oro”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Manola Sansalone

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