“E’ stato molto bello vedere il pubblico che faceva il tifo per me così come i tecnici, anche di altre nazioni, e l’affetto da parte della mia famiglia, dei miei amici”. Dorothea Wierer è una leggenda del biathlon e dello sport italiano, ha collezionato 440 presenze in Coppa del Mondo con 14 successi, ha conquistato 4 medaglie olimpiche e 12 medaglie mondiali.
La campionessa azzurra ha chiuso la sua straordinaria carriera ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 centrando sul tracciato di Anterselva, davanti al pubblico di casa, un magnifico argento nella staffetta mista 4×6 km insieme a Tommaso Giacomel, Lukas Hofer e Lisa Vittozzi, e arrivando al quinto posto nella mass start femminile individuale.
In occasione del FISI Media Day, abbiamo incontrato a Milano Dorothea Wierer parlando dei momenti più emozionanti della sua carriera ma anche dei progetti per il futuro.
Dorothea, ci racconti le emozioni che hai vissuto ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, in cui hai conquistato questo argento meraviglioso nella staffetta mista a coronamento di una carriera pazzesca?
“Sono molto contenta di come è andata la stagione, ho chiuso la mia carriera nel modo in cui avrei voluto, essendo competitiva, avendo ancora modo di salire sul podio e combattere per qualcosa di importante. E’ stato molto bello vedere il pubblico che faceva il tifo per me così come i tecnici anche di altre nazioni e l’affetto da parte della mia famiglia, delle mie amiche, dei miei amici. E’ un momento che porterò nel cuore per sempre”.
Il Presidente della Fisi Roda giustamente ha detto che sei stata l’atleta che ha fatto di più per il biathlon italiano, allora ti chiedo qual è l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso questo sport?
“Il biathlon, come del resto tutti gli sport, è una scuola di vita, impari tantissime cose sin da ragazzina, ad esempio ad essere puntuale, ad avere rispetto per gli avversari, a convivere con le compagne di squadra e ovviamente a festeggiare le vittorie e a digerire le delusioni”.

credit foto Giuseppe Giugliano/CONI
Quali sono le tre fotografie della tua carriera che porterai sempre con te?
“Sicuramente quando ho tagliato il traguardo nell’ultima gara della carriera ad Anterselva e ho avuto la fortuna di poter festeggiare con il pubblico, gli amici e i compagni, il Mondiale in casa ad Anterselva nel 2020 e la prima vittoria in Coppa del Mondo nel 2015 a Östersund”.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, quindi lavorerò con loro, poi ho la fortuna di essere richiesta come consulente da Sportful e da nove anni ho la mia linea di abbigliamento sportivo quindi continueremo a collaborare insieme. Inoltre c’è il mio progetto del cuore legato alla produzione di calcioli da biathlon DW-One, infine farò ancora l’atleta ma in un altro sport”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Pentaphoto – Fisi
Si ringrazia l’ufficio stampa della FISI
