Al via la nuova stagione di “Sapiens – Un solo Pianeta”

Le incursioni nel passato, nel presente e nel futuro della vita dei Sapiens. Tornano Mario Tozzi e il suo “Sapiens – Un solo Pianeta”, una produzione Rai Cultura, in onda da sabato 2 maggio alle 21.30 su Rai 3. Nelle sei puntate della nuova edizione si farà un viaggio al centro della Terra in Oman; si metterà in scena un racconto immersivo degli impatti del turismo di massa tra Egitto e Italia; si analizzerà il rapporto ancestrale tra l’uomo e le grotte; si scoprirà la storia del ferro che ha forgiato la civiltà; si approfondirà il valore simbolico e tecnico delle grandi opere che hanno cambiato il presente o segnato l’antichità; infine si vedrà se ha funzionato il tentativo di mescolare popoli ed etnie in una città-porto come Marsiglia. La prima puntata si concentrerà sui seguenti interrogativi: la Terra assomiglia a un’arancia o a una cipolla? È tutta omogenea, oppure è fatta a gusci? Che cosa c’è al centro della Terra? È possibile scoprirlo esplorando la penisola arabica? Perché viaggiare in superficie in Oman, proietta nelle profondità della Terra? Cosa racconterebbe oggi Jules Verne, autore del primo viaggio al centro della Terra, e cosa si potrebbe raccontare a lui? Quanto c’era di scientifico e quanto di pura fantasia nei romanzi di Verne?
La storia geologica dell’Oman è unica al mondo. Percorrere questo Paese della Penisola Arabica dalla storia millenaria, oggi agiato e tollerante, assurto alla modernità in tempi recenti, è come compiere un viaggio al centro della Terra. 
Il viaggio è stato realizzato appena prima della crisi internazionale che ha investito l’area, percorrendo i suoi deserti, le sue montagne e le sue coste. Un viaggio nel mistero, visto che finora i Sapiens non si sono mai spinti oltre i 13.000 metri di profondità, scoraggiati dal calore crescente che abita le viscere della Terra. Sono oltre 6000 i chilometri che conducono al nucleo in un susseguirsi di gusci delimitati da superfici che identificano settori dalla diversa conformazione. 
Si parte dalle dune di Sharaiya Sands, il punto più superficiale della crosta terrestre, là dove il sedimento è in corso di formazione: un mare di onde che si muovono spinte dal vento. Ad Al Khaburah si osservano le rocce calcaree di mari profondissimi, retaggio di un oceano che non esiste più, la Tetide, che centinaia di milioni di anni fa separava i supercontinenti Gondwana e Laurasia. Toccare queste vestigia di un mare scomparso significa mettere le mani dentro la crosta terrestre senza muovere un passo. La storia geologica dell’Oman, collocata nei pressi di faglie gigantesche e teatro di scontro di placche tettoniche, è unica perché in superficie sono emerse rocce provenienti dai suoi strati più profondi. 
A Wadi Al Abyad si scende oltre la crosta terrestre, superando la superficie di discontinuità che la separa dal mantello: la “Moho” che prende il nome dal sismologo croato Andrija Mohorovicic che per primo l’ha individuata. Sono rarissimi i luoghi del mondo in cui affiorano rocce del mantello, che però rappresenta l’85% del volume del globo. Proveniente dai primi strati del mantello sono anche due rocce, l’eclogite, che si vede a Sifa, lungo la costa orientale dell’Oman, e la peridotite. Un eccezionale regalo di Madre Natura perché nessuna altra roccia al mondo arriva da queste profondità. 
Un’importante novità di questa puntata sta nell’utilizzo estensivo dell’Intelligenza Artificiale che ha consentito a Mario Tozzi di dialogare in prima persona addirittura con Jules Verne. Con lo scrittore visionario, Tozzi fa il punto su alcuni dibattiti e scoperte scientifiche che hanno puntellato i due secoli passati: primo fra tutti la scoperta della deriva dei continenti, ma anche la disputa tra Plutonisti e Nettunisti che ha intrattenuto la comunità scientifica sull’origine delle rocce che compongono il pianeta Terra. 
“Sapiens – Un solo pianeta” è anche online su RaiPlay.it.

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