Su La7 domenica 3 maggio “House of Trump: il maga complotto”

Dopo l’attentato del 25 aprile 2026 a Washington contro Donald Trump, qualcosa si incrina nel cuore del movimento che lo ha portato al potere. Per la prima volta, una parte della base MAGA non crede alla versione ufficiale dei fatti e accusa apertamente il proprio leader. Tra video manipolati, immagini sospette e dichiarazioni controverse, sui social esplode una spirale di teorie del complotto che non guarda più ai nemici esterni, ma punta dritto verso Trump e il suo entourage. L’attentato diventa così il detonatore di una frattura senza precedenti: il populismo americano sembra rivolgersi contro sé stesso.

Lo speciale, “House of Trump: il MAGA complotto”, realizzato da La7 Digital Media Lab, in onda domenica 3 maggio alle 22.00, ricostruisce nel dettaglio le ore dell’attacco di Washington e analizza le incongruenze che hanno alimentato dubbi e sospetti. Ma va oltre la cronaca, tracciando le origini di questo cortocircuito: dalla campagna elettorale del 2016 alla diffusione delle fake news, dal Pizzagate all’ascesa di QAnon, fino alle teorie sulle elezioni del 2020 e all’assalto a Capitol Hill.

Un viaggio dentro la macchina del complotto che ha ridefinito il dibattito pubblico americano, mostrando come Donald Trump abbia contribuito a costruire un sistema fondato sulla sfiducia verso istituzioni e media, fino al punto di perderne il controllo.Oggi, quella stessa macchina si ritorce contro di lui. Tra sospetti sugli attentati, ombre sui file Epstein e divisioni interne sempre più profonde, il mondo MAGA affronta la sua crisi più grave.

“House of Trump: il MAGA complotto” è il racconto di questa frattura: quando la politica alimenta il sospetto, e il sospetto finisce per travolgere il suo stesso creatore.

A seguire, il film “Sesso e potere” (Wag the Dog): diretto da Barry Levinson, con Dustin Hoffman e Robert De Niro, è una brillante satira politica che racconta come, a pochi giorni dalle elezioni, uno spin doctor e un produttore hollywoodiano costruiscano una guerra fittizia per distrarre l’opinione pubblica da uno scandalo presidenziale, mettendo in luce il potere dei media nella manipolazione della realtà.

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