La storia di Paola Clemente, una bracciante agricola morta a soli 49 anni il 13 luglio del 2015, nelle campagne di Andria, è al centro della puntata di “Cose Nostre”, il programma di Emila Brandi, in onda lunedì 18 maggio, alle 23.50 su Rai 1.
Paola Clemente è morta mentre raccoglie l’uva, sotto un telone di plastica, in una mattina di una torrida estate: lei, come tutte le altre donne impegnate nei campi, si svegliava ogni notte intorno alle 2 e 30 per un lavoro massacrante per cui non arrivava a prendere 3 euro l’ora. Una morte, la sua, che ha squarciato il velo su una forma di sfruttamento economico che si basa ancora oggi sul caporalato. Paola Clemente era addetta all’acinellatura dell’uva da tavola, un lavoro faticosissimo che obbliga ad una postura innaturale per ore con le braccia alzate e che vede ancora oggi impegnate nelle campagne pugliesi migliaia di donne e immigrati, con buste paga irregolari, sfruttati ancora oggi nei campi.
Ma dopo la sua morte, nuovi strumenti di contrasto sono stati introdotti: come la legge 199 che porta il suo nome ed è tra le più avanzate in Europa in tema di sfruttamento sul lavoro e caporalato.
