Novant’anni fa in questi stessi giorni Mussolini annunciava dal balcone di Palazzo Venezia il ritorno dell’Impero sui colli fatali di Roma. Fu il culmine del consenso al regime, ma in realtà fu un crimine e una tragedia. A quasi un secolo dall’ “impresa” che costò migliaia di vite italiane e africane, un reportage analizza luci e ombre di una pagina cupa e troppo spesso dimenticata della storia italiana.
Mercoledì 27 maggio in prima serata su La7 Aldo Cazzullo conduce “Faccetta nera – Gli Italiani in Africa”, il primo dei due speciali di Una Giornata Particolare che affrontano uno dei passaggi più dolorosi e rimossi della nostra storia: il colonialismo italiano. Per raccontarla, Aldo Cazzullo è volato in Eritrea e in Etiopia sulle orme di Indro Montanelli per un lungo viaggio di tre settimane nei luoghi in cui quella storia è cominciata e si è trasformata in conquista, occupazione, violenza, propaganda e memoria ferita.
La prima puntata, dal titolo “Gli italiani in Africa”, inizia dall’annuncio del Duce e dall’ingresso delle truppe italiane ad Addis Abeba, il momento in cui il regime fascista celebra il proprio trionfo imperiale. È questo il punto di partenza attraverso cui Cazzullo ripercorre l’intreccio tra ambizioni economiche, retorica patriottica, interessi politici e violenza militare che hanno accompagnato l’espansione italiana fin dai suoi esordi a fine 800. La puntata rivive la battaglia di Adua, la più grande e clamorosa sconfitta subita da una potenza europea in terra africana e l’eccidio di Dogali. Un percorso che attraversa l’Italia liberale e arriva al fascismo, quando il sogno imperiale diventa ossessione di regime e la guerra d’Etiopia viene presentata come una missione di civiltà, mentre sul terreno si consuma una tragedia. Una ricostruzione storica senza filtri, in cui niente viene tralasciato: gli stupri, il madamato, i crimini commessi dai soldati italiani, l’uso dell’iprite, il gas vietato dalle convenzioni internazionali.
Gli inviati Raffaele Di Placido e Claudia Benassi raggiungono i luoghi italiani in cui questa vicenda ha lasciato tracce decisive: da Palazzo Carignano a Torino fino a Piazza Montecitorio e Piazza del Popolo a Roma, e poi Grazzano Badoglio, il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, passando per il Galata Museo del Mare di Genova, l’Altare della Patria, il Museo delle Civiltà e l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi con la prima registrazione di Faccetta Nera.
La prima puntata si chiude nel febbraio 1936, con l’inizio della battaglia dell’Amba Aradam: uno degli snodi più drammatici della guerra d’Etiopia, il punto in cui la conquista dell’Impero mostra il suo volto più feroce.
Ad arricchire la serata le interviste esclusive al regista Luca Guadagnino, al direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e le scrittrici Dacia Maraini e Igiaba Scego.
La seconda puntata, “Faccetta nera – Conquista e caduta dell’Impero” in onda mercoledì 3 giugno in prima serata, riprenderà il racconto dalla battaglia dell’Amba Aradam, il momento in cui l’avanzata italiana mostra definitivamente il suo volto più feroce e ci condurrà fino alla Seconda Guerra Mondiale e al crollo dell’impero Italiano in Africa.
