Un docufilm, un disco live e una serie di concerti intimi, Francesco De Gregori ha raccontato i tre progetti che lo vedranno protagonista nel 2026, parlando anche di guerra, dell’enciclica di Papa Leone XIV, dell’attuale situazione della musica italiana e di Sanremo.
“A me non piace la parola sold out, così come biopic. C’è tanta gente che fa musica in Italia e non può riempire uno stadio ma questo tipo di musica che viene dal basso va promossa e incoraggiata. E lo può dire uno della mia generazione che ha cominciato a cantare in un piccolo locale. Oggi purtroppo stanno chiudendo e le radio non passano i pezzi, anche con i miei singoli non sono state molto benevole e generose. Quando ho dato per uno spot dell’Enel “La storia” e “Sempre e per sempre” alcune persone mi hanno chiesto se fossero mie canzoni perchè non le conoscevano”, ha esordito il Principe.

Il docufilm “FRANCESCO DE GREGORI. NEVERGREEN” (prodotto da OUR FILMS, distribuito da Nexo Studios e diretto da Stefano Pistolini) sarà trasmesso giovedì 4 giugno in prima serata su Rai 3 e successivamente rimarrà disponibile su RaiPlay. Racconta la residenza del 2024 al Teatro Out Off di Milano dove ha tenuto venti concerti nel corso di un mese durante i quali il cantautore ha proposto ogni sera, a un pubblico di sole duecento persone, una scaletta selezionata tra una settantina di canzoni che considera le meno conosciute della sua produzione – o addirittura le “perfette sconosciute”, le nevergreen, mai insignite del titolo di “evergreen”: “Non è un biopic che tende a rappresentare la musica anche attraverso il racconto che l’artista fa di sè, con gli interventi di amici, genitori e anche dei nonni se è un cantante giovane … Io ho sempre preso le distanze da tutto questo. Con Stefano Pistolini volevamo rappresentare un musicista e la sua band al lavoro, anche durante le prove che si svolgevano nel pomeriggio. Abbiamo suonato in un mese settanta canzoni e poi ci sono degli amici ospiti che sono venuti a trovarmi in totale semplicità, come Zucchero, Jovanotti, Pacifico, Malika, Elisa, accettando il gioco dell’improvvisazione, del non patinato. E’ un film grunge”.

Il 16 ottobre 2026 uscirà “Nevergreen (Perfette sconosciute)” per Caravan, Friends & Partners con distribuzione Sony Music Italy, un disco live che restituisce al pubblico il meglio dell’esperienza vissuta al Teatro Out Off. Il progetto mette al centro una dimensione artistica rara: quella dell’ascolto profondo, del dettaglio, della vicinanza emotiva tra palco e platea, conservando il calore e l’intensità di quella residenza milanese: “Il mestiere che faccio consente una grande libertà di scelta e quindi non cavalco e non subisco l’onda musicale. Come artista voglio documentare dal vivo quello che accade nei concerti e questo disco, per come sta venendo, ha poca post produzione. Non ci sono rimaneggiamenti in studio”.
Diversi testi delle canzoni di De Gregori parlano di guerra, un tema purtroppo sempre attuale: “In brani come Generale, Il Panorama di Betlemme e Il Vestito del Violinista avevo già forse previsto quello che sarebbe accaduto nel mondo. Vivo con apprensione la situazione odierna”.
L’artista ha poi fatto un’interessante riflessione sul cambiamento della musica rispetto al passato: “Se avessi vent’anni e scrivessi Rimmel oggi non mi darebbero spazio. E’ un altro tipo di musica quella che viene premiata dall’industria e dal mercato. Ho letto l’enciclica di Papa Leone XIV che non parla male tanto dell’intelligenza artificiale quanto degli algoritmi ed effettivamente oggi bisognerebbe fuggire un po’ dagli algoritmi oppure unirli alla sapienza umana e all’istinto di illuminazione”.
De Gregori ha ricordato anche l’amicizia con Lucio Dalla: “Credo di essergli debitore dello stile di canto, mentre sul piano umano era una persona piena di intelligenza e curiosità. Abbiamo anche litigato diverse volte perché avevamo opinioni differenti. Lui ha preso da me il coraggio nello scrivere i testi delle sue canzoni”.

L’artista tornerà questo autunno ad esibirsi live con “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, una serie di concerti intimi che accompagneranno ancora una volta il pubblico in un viaggio attraverso le canzoni meno conosciute e i grandi successi del vasto repertorio del cantautore.
Questa volta la residenza sarà doppia: dal 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma e dal 25 novembre ritornerà al Teatro Out Off di Milano. De Gregori sarà accompagnato dalla sua band composta da GUIDO GUGLIELMINETTI (basso e contrabasso), PRIMIANO DI BIASE (direzione artistica, hammond, tastiere e fisarmonica), CARLO GAUDIELLO (piano e tastiere), PAOLO GIOVENCHI (chitarre), ALESSANDRO VALLE (pedal steel guitar e mandolino) e SIMONE TALONE (batteria e percussioni). Coriste FRANCESCA LA COLLA e CRISTINA GRECO.
“Partiamo da Roma, da un teatro che ha una capienza di circa 400 persone e poi andiamo a Milano dove il pubblico sarà la metà. Mi piace creare un rapporto intimo con gli spettatori. Ogni sera cambieremo la scaletta inserendo anche quelle canzoni meno conosciute come La ragazza e la miniera, I matti, San Lorenzo, Gambadilegno a Parigi, Il Panorama di Betlemme e Deriva. Non ci saranno degli ospiti ma vorrei invitare degli amici musicisti ad unirsi alla mia band. Quando il tour proseguirà nei teatri più grandi avremo una scaletta più stabile. Da dieci anni non ho più l’ispirazione per scrivere canzoni ma mi piace fare i concerti. Quando mi stancherò io o si stancherà il pubblico semplicemente sparirò, non farò nemmeno un annuncio”, ha detto il Principe che ha poi concluso parlando del Festival di Sanremo a cui non ha mai preso parte: “A 16 anni sognavo di fare il cantante, poi la sera in cui Tenco si uccise decisi che non sarei andato a Sanremo a nessuna condizione”.
di Francesca Monti
credit foto Daniele Barraco
