Intervista con Luisa Corna, autrice della fiaba musicale “Tofu e l’Isola di plastica”: “Sono sempre in contatto con la mia parte bambina”

“Nel corso della storia ad un certo punto gli adulti pensano che non si possa ripulire il mare, visto che gli umani continuano a inquinarlo, invece i giovani con il loro entusiasmo credono che un cambiamento in meglio sia possibile”. Sulle ali della fantasia, tra musica e parole, Luisa Corna nella sua nuova fiaba musicale “Tofu e L’Isola di Plastica”, edita da ACAR KIDS con la prefazione di Paolo Ruffini, ci ricorda l’importanza del rispetto per l’ambiente ma anche del fare squadra per realizzare un progetto comune.

Protagonista del libro è il giovane extraterrestre Tofu che, insieme a sua sorella Seitan, si avventurano nello spazio trasportati da un magico arcobaleno, finendo su una distesa di immondizia galleggiante sull’acqua. Presto capiranno che il mare è invaso dalla plastica, al punto che si sono formate delle vere e proprie “isole di plastica”. Tofu e Seitan faranno amicizia con alcune creature fantastiche del mondo sottomarino e insieme, affronteranno una serie di peripezie per ripulire il mare da uno di quegli enormi ammassi di rifiuti.

Una storia fantasiosa e coinvolgente, ricca di colpi di scena, in cui Luisa Corna ci invita a guardare il mondo non solo con gli occhi ma con il cuore, andando oltre un’indifferenza che ci priva della capacità di vedere.

Grazie ai QR code si potranno anche ascoltare le canzoni Immagina di volare, Il cha cha cha dei pesciolini, Le principesse del mare, Che grande felicità, Il perepereppe, Il mare canta il rock, Amiamo il nostro mare, scritte dall’autrice con le musiche composte da Antonino Scala, offrendo un’esperienza immersiva che unisce lettura e ascolto, con le illustrazioni di Fiora Giovino ad amplificarne le suggestioni.

Luisa, com’è nata la sua passione per la scrittura?

“Fin da bambina mi è sempre piaciuto scrivere poesie e poi mi diletto anche a comporre i testi delle canzoni. Il mio primo libro musicale, “Tofu e la magia dell’arcobaleno”, è nato invece dopo aver sognato questa storia strana di un alieno che viaggiava sull’arcobaleno. Quando mi sono svegliata la mattina seguente ho annotato alcuni punti, e nel tempo libero durante l’estate ho cominciato a scrivere. Arrivando dal teatro e dalla musica, mi veniva più facile immaginare questo racconto come un musical, così il mio amico e maestro Antonino Scala ha composto le musiche mentre io ho scritto i testi delle canzoni, infine Fiora Giovino ha curato le illustrazioni. A distanza di diverso tempo ho pensato poi ad una nuova favola”.

In “Tofu e L’Isola di Plastica” affronta una tematica importante come l’inquinamento del mare …

“Vivendo in città marittime ormai da otto anni, quattro a Brindisi e quattro a Livorno, e avendo la possibilità di frequentare le spiagge anche nei mesi meno turistici, mi sono resa conto di quanta immondizia restituisca il mare. Un giorno, insieme ad altre persone, abbiamo improvvisato una piccola raccolta differenziata. Così ho iniziato a fantasticare e ad immaginare che Tofu tornasse sulla terra, questa volta insieme a sua sorella Seitan, condividendo con gli esseri sottomarini e anche con gli umani il progetto comune di raccogliere la plastica. Nella vita infatti, se si vuole apportare davvero un cambiamento, bisogna unire le forze, fare squadra”.

Leggendo questa favola arriva anche il messaggio legato all’importanza del sogno e del credere che le cose si possano davvero cambiare in meglio …

“Nel corso della storia ad un certo punto gli adulti pensano che non si possa ripulire il mare, visto che gli umani continuano a inquinarlo, invece i giovani con il loro entusiasmo, con la voglia di credere che un cambiamento in meglio sia possibile, si uniscono e collaborano insieme. A volte le cose sono difficili, però se una persona ci crede davvero con l’aiuto degli altri si può fare veramente quasi tutto”.

All’interno del libro sono presenti sette canzoni originali da lei scritte e cantante con il coro delle voci di Novara, che si possono ascoltare attraverso il QR Code. Ha pensato di raccoglierle in un progetto discografico?

“Non ci ho ancora pensato, però potrebbe essere un’idea”.

Nel libro scrive che “a volte la musica arriva all’improvviso come un arcobaleno dopo un temporale”. Anche per lei è così?

“L’ispirazione nella musica, così come le parole o una storia, a volte arriva all’improvviso. Devi essere predisposto ad accogliere le note, i sentimenti, le emozioni perchè se ci sono delle chiusure non arrivano a destinazione”.

credit foto Ralph Geiling

Quanto è importante oggi mettersi in ascolto dell’altro?

“Tantissimo. Purtroppo oggi non ci si mette in ascolto e c’è pochissima comprensione nei confronti degli altri. C’è una grande insoddisfazione che porta sempre a voler giudicare e a non essere mai veramente comprensivi, a non mettersi nei panni delle persone. C’è una grossissima chiusura e una scarsa empatia e questo mi spaventa moltissimo e mi disorienta, soprattutto quando vedo sui social quanta aggressività e frustrazione traspaiono da certi commenti. Non mi capacito di questa mancanza di umanità. Un conto è prendersi in giro con ironia, o fare delle critiche costruttive che portano anche a riflettere, a vedere il punto di vista di un’altra persona, a crescere, un altro sono le offese gratuite”.

Nella prefazione del libro Paolo Ruffini scrive che “le favole belle non parlano ai bambini, ma parlano alla parte bambina che abbiamo dimenticato”. Lei è ancora in contatto con la sua parte bambina?

“Sì, sono in contatto e credo che non sia mai andata via del tutto. Quando ho conosciuto mio marito aveva già due bambini di 3 e 5 anni, così ho iniziato a guardare i cartoni animati con loro, a raccontare delle storie, ho imparato nuove canzoni, sono entrata nel loro mondo e questo ha fatto emergere ancora di più la mia parte bambina”.

Da piccola qual era la favola a cui era più legata?

“La mia favola preferita era Pinocchio, la trovavo affascinante, perché c’erano i giostrai, questo mondo fiabesco, questi umani che si trasformavano in animali, anche se per certi aspetti era crudele. È una fiaba veramente che abbraccia a 360 gradi qualsiasi tipo di emozione”.

“Tofu e l’isola di plastica” unisce favola, musica e sensibilizzazione sul tema dell’ambiente, sarebbe bello trasformare questa storia in un musical per bambini da portare a teatro …

“Mi piacerebbe molto. “Tofu e la magia dell’arcobaleno” è stato oggetto del saggio di fine anno di due scuole della Puglia. Protagonista della storia è Lucy, una bambina ipovedente, a causa di una malattia degenerativa che in futuro la renderà purtroppo cieca, che viene derisa dai compagni di classe per gli occhiali spessi che porta e ogni scherno per lei è una coltellata. In quel libro non avevo toccato direttamente il tema del bullismo ma avevo parlato di prepotenze da parte di bambini della scuola primaria”.

Ha avuto modo di assistere a questi saggi?

“Sono andata a vederne uno ed è stato emozionante. I bambini poi sono degli attori straordinari e avevano messo anche delle lucine di Natale per far illuminare Tofu”.

credit foto Ralph Geiling

Una delle caratteristiche di Tofu, appunto, è quella di illuminarsi, quali sono le cose che illuminano la sua vita?

“Sicuramente gli affetti, la famiglia, la condivisione. Vivendo lontano da mia mamma, quando ritorno al paese e siamo tutti insieme è un momento di aggregazione e di felicità. Mi rende felice andare al mare, gioire delle piccole cose, avere degli istanti per me, scrivere, stare su un palco a contatto con le persone, soprattutto attraverso la musica, andare in palestra. Le mie passioni sono legate alle cose della vita e al mio lavoro”.

Da anni sostiene l’associazione Mission Bambini

“Da diversi anni collaboro con Mission Bambini, è un’associazione seria e trasparente che si occupa di salvare la vita dei bambini cardiopatici e di aiutare le strutture ospedaliere nei paesi più poveri del mondo. Quando mi chiamano per sostenere le loro campagne partecipo sempre volentieri”.

Parlando della sua carriera, in cui spazia tra musica, tv, teatro, quali sono stati gli incontri artistici che hanno costituito una sorta di chiave di volta all’interno del suo percorso?

“Ce ne sono stati parecchi. Innanzitutto quando ho fatto il provino per Domenica In e sono stata scelta da Fabrizio Frizzi come cantante del programma. Quando ho esordito in tv avevo 33 anni, quindi ero già adulta. Lì sono stata notata da Corrado Mantoni che mi propose Tira & Molla, dandomi la possibilità di iniziare a condurre. Infine quando Fausto Leali mi ha contattato per partecipare con lui in gara al Festival di Sanremo, presentandomi al grande pubblico anche come cantante, quello che è sempre stato il mio lavoro. Ho avuto quindi diversi step nella mia vita”.

A proposito di musica, quali sono i suoi prossimi progetti?

“Sto lavorando ad un paio di singoli, che andrò a registrare a breve, e poi farò parecchi concerti quest’estate. Il 6 giugno sono stata a Sestri Levante per il Festival Andersen dove ho presentato il mio nuovo libro e cantato un paio di canzoni per bambini, mentre il 7 giugno ho un live a Fossò, in provincia di Venezia. E poi mi piacerebbe in autunno andare nelle scuole a presentare “Tofu e l’isola di plastica”, come avevo fatto con il primo libro. Le maestre lo leggono in classe con gli studenti e poi lo commentiamo insieme. E’ bello insegnare senza giudizio, semplicemente con la propria esperienza”.

di Francesca Monti

credit foto Ralph Geiling

Si ringrazia Mauro Caldera

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