Tante (e tanti) fans e parecchia passione. È questa l’accoglienza che ha avvolto uno dei fenomeni televisivi degli ultimi anni che ha concorso a portare la Turchia nel novero delle nazioni che hanno maggior rilievo nella soap opera e nelle fiction popolari, soprattutto, in Italia e in Europa. Il nuovo Sandokan, Can Yaman ha fatto esplodere, in particolare, i cuori delle sue ammiratrici, concedendo le sue riflessioni, l’11 giugno scorso, in una masterclass e sul palco del Teatro Antico di Taormina.
L’attore e modello di Instabul, di origine albanese, è giunto sul proscenio del plurisecolare scrigno di cultura taorminese, preceduto dalla – a dir poco – goliardica evocazione della sua figura, compiuta dal duo comico Pio e Amedeo. Questi ultimi si sono prodotti in un travolgente esibizione, che ha divertito il pubblico, coinvolgendo la presentatrice e direttrice artistica della manifestazione Tiziana Rocca, in una serata ricca di star del cinema, come Abbie Cornish, Clive Owen e Fernanda Torres, e della musica, come Giusy Ferreri e Serena Brancale.
Con questa premessa, Yaman, stando al gioco, è salito sul palcoscenico, duettando con ironia, per alcuni tratti, con il duo comico pugliese (sempre poco innamorato del politically correct) e ha risposto ad alcune domande che hanno permesso di scoprire meglio alcuni aspetti della sua personalità.

D.: Qual era il suo obiettivo quando hai incominciato la tua carriera?
R.: Il mio obiettivo era essere un cittadino del mondo, come ho spiegato ai ragazzi nel corso della masterclass di oggi. Per questo ho accettato varie sfide artistiche, in varie nazioni.
D.: Proprio questo tuo avere lavorato con varie produzioni, molto diverse tra loro, in differenti contesti internazionali, ti ha condotto alla prossima interpretazione di un avvocato, figura a cui, in qualche modo sei legato …
R.: Esattamente. Infatti, quando ero più piccolo sognavo di essere un avvocato internazionale. Poi la vita mi ha portato in un’altra direzione, ma con questo ruolo sono riuscito, a modo mio, a essere un avvocato, internazionale.
D.: In Turchia hai lavorato spesso in commedie, soap o fiction romantiche...
R.: È vero. Però volevo mettermi alla prova e volevo cambiare i generi in cui ho recitato e volevo provare altre lingue: addirittura quest’anno ho girato in spagnolo. In Italia sarò protagonista in una serie d’azione.

D.: Sei sempre molto popolare in Turchia, ma com’è stato invece scoprire anche l’affetto del pubblico italiano, che è diverso rispetto a quello del tuo paese...
R.: Devo dire che è stata una sensazione bellissima. Del resto, il mio rapporto con l’Italia è iniziato, come molti miei fan sanno, molto tempo fa. Infatti, a Istanbul, ho fatto, da dai 14 ai 19 anni, il liceo italiano, studiando tutte le materie in italiano. In un certo senso ero, quindi, già “italianizzato”.
Poi ho fatto giurisprudenza, e sono diventato, nello stesso periodo attore, e, quando vivevo ancora a Istanbul, quando avevo 30 anni, mi è arrivata l’offerta per interpretare Sandokan.
D.: Nel corso della giornata sei stato travolto dall’affetto di un pubblico variegato...
R.: Devo dire che mi hanno richiesto foto e ho ricevuto i complimenti, sia da ragazze giovani, ma anche da alcune dolcissime signore di varie età. Ma ammetto che, oggi, mi ha fatto piacere oggi che ci fossero anche degli uomini che mi volevano fare delle domande.
La motivazione del Taormina Film Festival Icon Award, consegnatogli sul palco, definisce, con alcune frasi, il successo di questo giovane attore in cerca di nuovi personaggi: “per il suo straordinario carisma e successo internazionale che nel corso degli anni lo hanno consacrato come una delle personalità più amate e riconoscibili del panorama dell’audiovisivo mondiale”.
di Gianmaria Tesei
