Svanisce nella tarda serata il sogno azzurro di portare quattro atleti nei quarti di finale londinesi, ma Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini escono di scena a testa altissima sconfitti da due avversari di livello che hanno davvero dovuto alzare l’asticella per conquistare la qualificazione.
Sceso in campo dopo Flavio Cobolli, il piemontese Sonego sorprende lo statunitense Fritz per la sua dinamicità e i colpi di diritto. Nel quinto game una risposta profonda di Sonny vale il break, difeso egregiamente fino al 6-4 (classico schema servizio e diritto vincente).
Fritz però è abituato a certe battaglie e comincia ad alzare il livello sui turni di servizio ed in risposta. Il primo break in suo favore arriva nel sesto gioco che indirizza la frazione sul 6-3.
Adesso l’inerzia è tutta per l’americano che strappa il servizio al torinese in avvio di terzo set e difende il vantaggio fino al 6-4 salvando due palle del contro-break nell’ottavo game.
Match finito ? Non per Sonego che lotta come un leone, si guadagna un set point sul 5-4 e 30-40 e si guadagna il diritto a giocarsi il tie-break.
Sul 5-3 in suo favore sembrano aprirsi le porte del quinto set, ma Fritz reagisce e con due passanti ribalta il punteggio e chiude per 7-5 qualificandosi per i quarti di finale.
Impresa storica solo sfiorata da Matteo Berrettini che recupera due set di svantaggio (3-6, 4-6) giocando un tennis coraggioso ed intelligente.
Un break nel sesto gioco è il viatico per il 6-3 del terzo set e un secondo nel dodicesimo game della quarta frazione vale il 7-5 che pareggia definitivamente l’esito della contesa.
Il campione romano sembra in grado di completare la rimonta, ma Dimitrov ha un conto in sospeso con la sorte (ricordate il ritiro dell’anno scorso contro Sinner) e ritrova violenza e precisione al servizio che diventa ingiocabile.
Sul 2-1 il bulgaro piazza un perfetto passante di rovescio per il break che ammutolisce il team azzurro. Servirebbe un miracolo e Matteo lo sfiora sul 3-5 ma la prima di Dimitrov sentenzia il definitivo 6-3.
di Fulvio Saracco
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