“Padre” di Luciano D’Abbruzzo è un disco di otto brani che prende forma all’interno del progetto letterario “Madre”, pubblicato da Edizioni Underground? per la collana Perseidi – brevi apparizioni poetiche. Il libro raccoglie cinquantadue poesie più una e contiene i testi dell’album, in un dialogo continuo tra parola scritta e parola cantata. La prefazione è firmata da Michele Monina, che definisce l’artista una “faccia d’angelo dolente e indolente”.
Il progetto nasce come un percorso speculare: “Madre” come origine, contenitore, radice; “Padre” come gesto di consegna, passaggio, responsabilità verso ciò che verrà dopo. Un doppio sguardo che attraversa temi personali e universali, dalla fragilità dei legami alla memoria, dalla cura alla perdita, fino alla necessità di lasciare un segno che non sia solo individuale.
La nuova edizione dell’album “Padre” si arricchisce dell’inedito “Porto Venere al Mare”, pubblicato a giugno 2026, che riapre il percorso del disco e ne aggiorna la narrazione con una sfumatura più pop e contemporanea.
L’album è stato registrato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani con Taketo Gohara e Niccolò Fornabaio in regia tecnica. Gohara firma anche il mix, mentre il mastering è stato curato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering Studio. La produzione esecutiva è di Giuseppe Mangiaracina, che ha lavorato agli arrangiamenti insieme ad Alessandro De Berti, affiancati da una formazione che comprende, tra gli altri, Davide “Billa” Brambilla alla tromba, Prisca Amori al primo violino, Lorenzo Rundo alla viola e Angelo Santisi al violoncello. Il progetto è coordinato da Paolo Bilardi per A Night With, con edizioni musicali Promopressagency – Ma.Fi. Roma.
