“Vincere due ori in casa, davanti alla mia famiglia, è stata un’emozione unica e speciale”. Emanuel Perathoner è una leggenda dello snowboard e dello sport italiano e un esempio di forza di volontà: dopo due partecipazioni olimpiche a Sochi 2014 e PyeongChang 2018, ha subìto un grave infortunio alla gamba sinistra durante la preparazione alle Olimpiadi di Pechino 2022, a cui sono seguiti quattro interventi chirurgici, una protesi totale al ginocchio e un anno di riabilitazione.
Con grande determinazione e coraggio, Emanuel è tornato a gareggiare, questa volta da atleta paralimpico, e ai Giochi di Milano Cortina 2026 ha conquistato ben due medaglie d’oro. La prima è arrivata nel para Snowboard Cross SB-LL2 battendo nella Big Final l’australiano Ben Tudhope e il sudcoreano Jehyuk Lee, la seconda nel banked slalom imponendosi sullo svizzero Fabrice Von Gruenignen e nuovamente su Tudhope.

Emanuel Perathoner sul podio dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 con l’australiano Ben Tudhope e il sudcoreano Jehyuk Lee – credit foto Claudio Scaccini
Emanuel, ai Giochi Invernali Paralimpici di Milano Cortina 2026 ha conquistato due magnifici ori nello snowboard cross e nel banked slalom, ci racconta le emozioni che ha vissuto?
“Vincere due ori paralimpici in casa, davanti alla mia famiglia, è stata un’emozione unica e speciale”.
Qual è la fotografia di questi Giochi che porta nel cuore?
“Ce ne sono diverse. Sicuramente quando sono arrivato alla linea d’arrivo dopo la prima gara, ma anche il momento della premiazione, con tutta la squadra e i tifosi”.
Che cosa ha rappresentato per lei conquistare questi due ori ai Giochi Paralimpici?
“E’ stata una grande soddisfazione confermare il lavoro fatto negli ultimi quattro anni, da quando ho iniziato il mio percorso nel mondo Paralimpico, e riuscire a ottenere i traguardi prefissati nel momento più importante della stagione”.

credit foto Claudio Scaccini
E’ stato anche portabandiera dell’Italia nella cerimonia di chiusura dei Giochi allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo …
“È stato un onore portare il tricolore all’interno dello stadio. Peccato però che ero da solo, non c’era la squadra insieme a me”.
Aveva già preso parte a due Olimpiadi Invernali, a Sochi 2014 e a PyeongChang 2018, quali differenze ha riscontrato rispetto ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026?
“Non ho riscontrato grandi differenze, entrambi sono grandi eventi, il villaggio olimpico e quello paralimpico sono molto simili, c’era un pubblico numeroso a vedere la mia gara, forse anche di più di quello presente ai Giochi di PyeongChang”.
Cosa manca per far crescere ancora di più il movimento paralimpico, anche a livello mediatico?
“I Giochi Paralimpici hanno un grande seguito da parte del pubblico e dei media, mentre per le gare stagionali non abbiamo neanche la copertura tv. Ci sono diverse cose ancora da migliorare. Ti faccio un esempio. Da quando ho iniziato il percorso Paralimpico, anche se vinco tutte le gare, il giornale regionale non mi chiama più così spesso, come avveniva quando ero un atleta olimpico, per realizzare un articolo o un’intervista. C’è un minore interesse a livello mediatico”.

credit foto Claudio Scaccini
Cosa si potrebbe fare per aumentare questo interesse?
“Da atleta posso prendere parte alle gare, cercare di vincere medaglie e coppe, far conoscere il mondo paralimpico sui social media, però è necessario lavorare tutti insieme, atleti, federazioni, comitati, tv, giornalisti, per far crescere l’interesse mediatico. E’ importante anche trasmettere il messaggio che chiunque può avere un incidente o una disabilità nel corso della propria vita e che tutti, giovani e adulti, possono avvicinarsi ad uno sport e praticarlo”.
Anche perchè magari una persona che pensa di non poter fare una determinata cosa, vedendo lei e gli altri atleti partecipare alle gare o alle Paralimpiadi, può essere invogliata ad iniziare a praticare uno sport …
“Esattamente. Lo sport fa bene anche mentalmente perchè ti fa crescere come persona e come atleta e ti invoglia a provare a superare i tuoi limiti”.
Tra i vari incontri istituzionali post Giochi ci sono stati quelli con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con Papa Leone XIV …
“E’ stato un grande onore rappresentare l’Italia e avere il riconoscimento del Presidente Mattarella, del Papa, della Premier Meloni. Sono delle belle esperienze che non tutti possono vivere”.
Nel suo discorso agli atleti, Papa Leone XIV ha sottolineato, in un tempo di guerre, il valore dello sport nel promuovere la pace e l’incontro con l’altro …
“Lo sport è importante per la promozione della pace e di valori quali la solidarietà, l’amicizia, perchè ti regala anche una diversa visione del mondo. Inoltre praticarlo, anche non da agonista, fa bene alla salute ed è sinonimo di condivisione con amici o altre persone”.

credit foto Ferdinando Mezzelani
Com’è nata la sua passione per lo snowboard?
“Fin da piccolo sono cresciuto in montagna. Il primo sport che ho praticato è stato lo sci, poi però mi annoiavo e vedendo mio cugino che faceva snowboard a otto anni mi sono avvicinato a questa disciplina, ho iniziato a fare le gare e non ho mai mollato. Quando ho avuto il grave infortunio alla gamba pensavo di non poter più tornare a gareggiare, poi per caso è nata l’dea di entrare nel mondo paralimpico e mi ha portato a vivere questa bellissima esperienza con il para snowboard”.
Qual è l’insegnamento più prezioso che le ha trasmesso lo snowboard?
“L’insegnamento più importante che mi ha trasmesso lo snowboard e lo sport in generale è di non mollare mai perché la vita ti può sempre sorprendere”.
Nella passata stagione ha conquistato tre Coppe del Mondo, la generale (la terza consecutiva) e due di specialità. Quali sono gli obiettivi per la prossima?
“In generale vorrei ripetere quanto fatto nella passata stagione e difendere i due ori iridati ai prossimi Mondiali. La cosa più importante però è continuare a divertirmi facendo quello che mi piace”.
Tra gli obiettivi a lungo termine ci sono anche i Giochi di Alpes 2030?
“Sì, però al momento non ci sto ancora pensando perchè è un obiettivo lontano”.

credit foto Ferdinando Mezzelani
Quante ore di allenamento fa settimanalmente?
“D’estate la preparazione atletica prevede dalle due alle quattro ore di allenamento per cinque-sei giorni a settimana, mentre in autunno quando si va in ghiacciaio la mattina ci alleniamo sulla neve per diverse ore, invece al pomeriggio siamo impegnati in palestra o con la preparazione fisica”.
Cosa le piace fare nel tempo libero?
“Mi piace viaggiare, scattare fotografie, girare video e a volte anche stare tranquillo a casa (sorride)”.
Che consiglio darebbe ad un giovane che vuole cominciare a praticare lo snowboard o il para snowboard?
“Di provare diversi sport e vedere quale gli piace. Una volta iniziato devi impegnarti, andare avanti e non mollare mai. Questo consiglio è valido sia per lo snowboard o il para snowboard sia per altre discipline”.
di Francesca Monti
credit foto Ferdinando Mezzelani
Si ringrazia Stefano Tonali – ufficio stampa CIP
