La storica cornice dell’ ex Convento dei Cappuccini ospita il 25 luglio, con inizio alle ore 21.00 (ingresso libero fino ad esaurimento posti) la prima edizione dell’Otranto Short Film Festival: la settima arte, nella particolare declinazione del corto, illumina il Salento dalla sua estrema porta orientale.
Il grande cinema breve, indipendente e internazionale, trova casa in uno dei luoghi più suggestivi del Salento, situato in zona “Punta” fuori dalle mura cittadine, tra via Cappuccini e Viale Aldo Moro, costruito alla fine del XVI secolo (1594) per volontà della comunità locale, come era tradizione in quel momento storico per sostenere la presenza dei frati cappuccini nella città.
L’Otranto Short film Festival, rassegna interamente dedicata al cortometraggio, è sostenuta da Produzioni Oriente APS, associazione salentina impegnata nella promozione dell’arte e della cultura come strumenti di aggregazione, dialogo e inclusione sociale, con un percorso di decenni di organizzazione anche dell’ Otranto Jazz Festival.
Nell’ampio e variegato cartellone dell’Otranto Jazz Festival, giunto quest’anno alla XIII edizione, e sempre più pensato- nelle parole del suo ideatore Francesco Bortone- come vera e propria piattaforma culturale in perenne allargamento, con la vocazione della trasversalità e della coesistenza di differenti codici artistici, si colloca anche la prima edizione dell’Otranto Short Film Festival.
La direzione artistica
La paternità del progetto è di Giulio Guerrieri, event manager di EventiAvanti.
La fascinazione di Giulio Guerrieri per il mondo del cortometraggio inizia con l’inaugurazione della sala del Teatro Bello di Milano- prima sala italiana dedicata ai cortometraggi, prosegue con la produzione di cortometraggi, l’istituzione di una gara di cortometraggi, “Corto Weekend”, la cui nona edizione si è tenuta a Lecce nel giugno scorso, e l’organizzazione di rassegne di corti italiani e internazionali, con particolare interesse ai temi sociali, solidali e giovanili.
“Otranto Short Film Festival– racconta Giulio Guerrieri- nasce con l’obiettivo di promuovere il dialogo culturale e l’inclusione sociale anche attraverso il linguaggio universale delle immagini, richiamando opere provenienti da tutto il mondo grazie alla collaborazione di alcune case di distribuzione cinematografiche e a piattaforme di Festival per Film e cortometraggi.
Il nostro imperativo primario di questa prima edizione è di raccontare storie: dagli emergenti ai registi pluripremiati nei più importanti festival internazionali, ogni corto sarà una finestra aperta sul mondo, capace di narrare in pochi ed intensi minuti ed emozionare a lungo. “E’ più facile lasciare che una storia continui piuttosto che lucidarla fino a farla brillare”- ha detto la giornalista inglese e critica letteraria Kate Kellaway.
Trovo che sia un concetto trasponibile anche al cinema: spesso la brevità fa rima con intensità rappresentativa. Mi preme inoltre sottolineare come il cinema breve non sia appannaggio esclusivo di una nicchia, né prova generale per registi alle prime armi, ma una vere e propria realtà cinematografica contemporanea che avrà sempre maggiore sviluppo.
La valorizzazione dei corti, resi accessibili al grande pubblico anche attraverso proiezioni speciali e rassegne tematiche, è il miglior modo per sradicare questi pregiudizi.
L’evento rappresenta inoltre una straordinaria occasione di valorizzazione del territorio idruntino, fondendo la memoria storica e l’architettura locale con la forza espressiva del cinema contemporaneo. Il pubblico avrà la possibilità di assistere a una fitta programmazione di proiezioni, arricchita da incontri con alcuni degli autori”.
Il fascino della proiezione su una parete del cinquecento:
Sabato 25 Luglio 2026 alle ore 21.00 presso l’ Ex Convento dei Cappuccini si svolgerà la serata Finale del Festival con la proiezione dei Corti Finalisti e la proclamazione dei vincitori. La proiezione, su una parete del cinquecento, è il valore aggiunto della rassegna, senza rinunciare al fascino di una cornice senza tempo nella sua originalità-prosegue Giulio Guerrieri.
Gli spazi storici riqualificati dell’Ex Convento si trasformano, per l’occasione, in un polo del cinema indipendente contemporaneo, unendo la dimensione delle proiezioni internazionali a momenti di riflessione/dibattito in sala con alcuni degli autori presenti.
Le Categorie Tematiche
Quattro le categorie tematiche, intorno alle quali, per questa prima edizione, si è sviluppata la selezione ufficiale dei cortometraggi:
- Il mare esplorato in tutte le sue valenze, custode di storie, metafora di viaggio e libertà, allegoria di un’unione senza soluzione di continuità.
- La storia: il racconto del passato come chiave interpretativa della contemporaneità.
• La tradizione: le radici, il folklore, i riti e le identità dei popoli di qualsiasi luogo.
- Le arti in tutte le loro declinazioni: la celebrazione della creatività umana in ogni suo aspetto visivo e performativo.
L’ospite d’onore
Ospite d’onore della serata del 25 Luglio l’attore e regista Matteo Cirillo, promessa del cinema italiano. All’artista romano verrà conferito il Premio Speciale OSFF 2026, che- nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, celebrato in Italia e all’estero con mostre, pubblicazioni e convegni- riconosce il valore culturale del già pluripremiato cortometraggio di Cirillo, Pinocchio Reborn( durata 15’).
L’opera –dichiara l’autore- è una commedia psicologica amara e profonda scritta insieme a Gianni Corsi e analizza con sensibilità le contraddizioni della società moderna, chiedendosi se valga ancora la pena restare buoni in un mondo che premia i furbi.
La giuria, presieduta daDavide Pagliaro- redattore e conduttore televisivo per Telerama- annovera esperti del settore chiamati ad esprimersi sul valore dei corti in gara.
I finalisti
Questi i corti finalisti:
Tiempo Prestado di Paco Ortiz (Spagna) porta sullo schermo la storia di un sopravvissuto all’affondamento del Peix de Mar Siete, il naufragio che ha segnato Mazagón quasi 30 anni fa.
The Boy by the Sea di Vasily Chuprina (Olanda) è la storia di un’amicizia improbabile. Un ragazzino seduto in riva al mare, che guarda scomparire sotto la superficie i sassi che lancia, e un vecchio guardiano del faro. Una verità diversa al di là dell’acqua.
¡Ole Paco!* di Juan Carlos García Valle (Spagna) è un cortometraggio documentario che invita lo spettatore ad affiancare Paco e sua sorella Maribel in un pellegrinaggio personale attraverso Cadice, da Puerta Tierra al Gran Teatro Falla, epicentro del Carnevale cittadino. Girato nell’arco di una sola giornata, il viaggio indaga il legame tra i due fratelli e l’amore incondizionato di Paco per una festa che profuma di tradizione.
La Paddotta- Storia di una Zolla di Terra (The Story of a clump of heart, o The Clump) di Gino Martella (Italia) vede gli ulivi centenari del Salento devastati dalla Xylella fastidiosa. La loro morte si fa allegoria della società contemporanea, in un più ampio e sofferto mito del ritorno, sospeso tra sogno, desiderio e frustrazione.
Siete tutti invitati di Diego Manfredini (Italia) è la storia dell’ultimo banditore di un piccolo borgo di montagna in Molise, Vastogira.
The noble pen shell di Ciril Mlinar (Slovenia).
La nacchera comune (*Pinna nobilis*) è una specie endemica del Mediterraneo estremamente longeva, considerata uno dei più grandi molluschi bivalvi del bacino. In quanto organismo filtratore, svolge un ruolo ecologico fondamentale rimuovendo ingenti quantità di detriti e materia organica, contribuendo così alla limpidezza dell’acqua. Purtroppo, negli ultimi anni la sua sopravvivenza è a rischio…
Sunday di Giulio Tonicelli (Italia/Uganda) è un documentario che intreccia fotografia intima e narrazione universale, raccontando la disabilità ai margini del mondo, dove è la vita è un atto di resistenza, intriso di speranza.
Immagini, musica e danza si fondono in The dance of the Living Stones, il progetto di Angelo De Grande che regala nuova vita al Cretto di Burri, un esempio unico e monumentale di land-art italiana situato a Gibellina Vecchia (Trapani), in Sicilia. Ideata dall’artista Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 e completata nel 2015, copre con una colata di cemento bianco le macerie del paese originario, raso al suolo dal Terremoto del Belice nel 1968.
Due sono le opere in finale di autori e registi salentini:
il già pluripremiato in numerosi festival internazionali
Pater Ennius – Tutte le storie portano a Roma di Roberto Leone)
Una narrazione visiva che intreccia rievocazione storica, archeologia e suggestioni poetiche nel racconto del Salento come culla, soglia e ponte fra culture diverse.
999 Di Francesco Luperto
La storia immaginaria di un’astronauta che lavora su una stazione spaziale. Durante la sua permanenza sulla stazione, un virus letale si diffonde sulla Terra. Al suo ritorno, Angela scopre di essere l’unica sopravvissuta e inizia a cercare altri sopravvissuti.
