Where is My Way? Sin dal titolo si coglie un rapporto dialettico tra ricerca di sé e volontà di esprimere la propria interiorità e i propri sogni. E l’arte pittorica di Salvo Cunsolo esprime questo e tanto altro, come è percepibile dalla personale dell’artista cresciuto a Paternò (CT), che ha avuto il suo vernissage lo scorso 19 luglio al “La Plage Resort” di Taormina (ME), con la direzione artistica del maestro Giuseppe Andrea Parisi. L’attrice e presentatrice Barbara Capucci ha introdotto, alla presenza dell’artista, sedici opere, con Sonia Puglisi quale madrina dell’evento.

Nato ad Empoli nel 1985, Salvo Cunsolo ha sempre attraversato la vita con curiosità e predisposizione artistica, maturando varie esperienze in più ambiti, tra cui quello culinario, in cui si è distinto per le sue creazioni e in cui ha combinato, sapientemente, l’estetica con il gusto e i sapori. Il suo approdo all’arte figurativa, preceduto dalla lavorazione creativa del legno, è stato il naturale compiersi di un percorso alla ricerca dell’espressione delle sue sfumature artistiche in tele che riflettono molti aspetti della sua interiorità e del suo percorso di ricerca della felicità.

L’arte di Salvo Cunsolo, che è esplosa grazie anche ai consigli e al supporto tecnico iniziale della moglie Clara e della dolcissima figlioletta Giordana, si segnala per un linguaggio viscerale, una scossa elettrica che si traduce in autentiche urla impresse sulla tela. Le sue opere rispecchiano un percorso tormentato, intimo e necessario e costituiscono l’attraversamento del caos, di un lungo tunnel buio, al cui termine si staglia la luce sotto forma di bellezza. Il mondo artistico di Salvo ha per protagonista un’umanità fatta da coloro che denomina “guerrieri”, contornati da una tempesta di elementi vivaci e fortemente colorati. Quest’ultimo aspetto si sostanzia in un caos colorato che serve a dare una scossa profonda a chi contempla le sue tele. Scossa che è una delle parole cardine di questa collezione di un artista che rifiuta categoricamente ogni etichetta e non si inserisce in scuole o correnti specifiche. Anche se Banksy e John Beckley sono stati di ispirazione in quanto signori della tecnica dello stencil, utilizzata da Cunsolo.

Infatti Cunsolo adopera una tecnica mista che unisce stencil, pennello acrilico e lavorazione del legno. «Prima ricavo gli stencil. Poi,» – ha dichiarato l’autore- «aumento il contrasto al computer di una foto o di un’immagine che mi piace, e traggo solo i tratti neri. Li riproduco su un cartoncino plastificato. Successivamente, uso lo spray, riprendendo i tratti neri dell’opera e poi continuo tutto a pennello, terminando l’opera con un gioco vivace di colori.» A sostenere e completare le opere sono cornici in legno tratto dal riuso di pezzi abbandonati, per rappresentare un concetto di arte che parli di rinascita e redenzione e di seconde e, magari migliori, opportunità – come quella che si è guadagnato Cunsolo nel suo ruolo di artista – sia per le persone che per gli oggetti.
La sua arte attinge al quotidiano per proporre frammenti d’esistenza rivolgendosi all’interiorità di chi osserva le sue tele. L’atto creativo ha poi una sua genesi specifica. Esso nasce con il necessario, per l’autore, sottofondo di musiche che spaziano dal pop alle canzoni francesi, dalla classica all’house e al rock. Il volume elevato dei suoni aiuta Cunsolo a generare le sue visioni che diventano veri e propri film cristallizzati nelle tele, in quanto ogni opera ha una sua storia. Le storie dei personaggi raffigurati, in prevalenza donne, vengono ideate dall’artista come autentiche e indispensabili premesse per comprendere a fondo la sua estetica. Ogni opera è bloccata da una catena che, chiusa da un lucchetto, simboleggia i costringenti legami e limiti che, ancorati all’interiorità o al mondo che circonda o al ruolo che ogni essere umano deve incarnare, impediscono di essere o esprimere il vero sé. I personaggi delle creazioni di Cunsolo conducono una vita che non appartiene a loro e stanno provando a liberarsi, ricercando la bellezza. I dipinti sono quindi il ritratto del momento in cui stanno decidendo di cambiare.



Questo aspetto è intimamente connesso alla motivazione che ha indotto Cunsolo a riversare le sue umanità e scintilla creativa nelle sue opere. «Qualche tempo fa, mi ritenevo» – ha chiarito Salvo Cunsolo – «una persona abbastanza mediocre. Qualcosa, dentro di me, mi ha spinto a volere cambiare e a smettere di “non voler sognare”. Mi ero adagiato su delle apparenti sicurezze. Sicurezze che mi stavano ancorando a qualcosa che non sentivo davvero mio. Così ho deciso di provare a proiettare la mia parte che voleva ribellarsi a quest’idea verso qualcosa di differente. Ed è così ho provato ad esprimermi nel disegno. E disegnando queste opere, mi sono reso conto che ero come uno dei miei personaggi. Cioè incatenato a delle catene di mediocrità, insoddisfazione e infelicità. Il connubio che è nato tra me e l’opera capostipite “Where is my way?” mi ha dato la forza di reagire. Allora ho deciso di mollare tutto quello che stavo facendo prima per dedicarmi all’arte, riprendermi la mia vita e ritrovare la felicità». L’artista ha ulteriormente illustrato che: «La mostra nasce da un’urgenza di mostrare la bellezza assoluta. Nasce dal caos, da gridi interiori che avevo dentro e che ho trasferito sulle tele. Durante le mie creazioni stavo rinascendo. L’opera capostipite “where is my way”, l’ho decifrata soltanto dopo averla completata. Non mi accorgevo nemmeno di cosa stessi rappresentando. Credo che l’anima mi stesse guidando attraverso le mie mani per la sua creazione. È entrata dentro l’opera e così io siamo diventati una cosa sola.»

Una frase emblematica della sua filosofia artistica così recita: «Mi sono perso apposta per ritrovarmi ovunque.» Per Cunsolo, infatti, smarrirsi non è un fallimento, ma una fase intenzionale e fondamentale per attuare un’autentica rinascita spirituale ed emotiva. La sua personale vuole significare proprio una redenzione, che, attraverso il dialogo dialettico, quasi combattuto, con la propria parte più intima e mediante percorsi non facili ma indispensabili di riscoperta di sé, conduce all’incontro con la propria essenza e la propria identità.
Lodevole anche l’impegno nel sociale dell’artista che destinerà parte del ricavato della vendita delle tele all’associazione Associazione Beyond Arte & Cultura di Paternò – attiva nella valorizzazione dell’arte locale e della cultura della solidarietà – che utilizzerà il contributo per le donne vittima di violenza.
Una delle opere simbolo della mostra, dal titolo “Your better half” rimarrà in permanenza nello stesso La Plage Resort fino al 30 settembre; le restanti quindici creazioni saranno visibili al pubblico al Panoramic Hotel di Taormina, sempre fino al 30 settembre di quest’anno.

Questa esposizione è il punto di partenza di un viaggio artistico le cui tappe, anche internazionali, saranno scandite da altre mostre che si terranno nei prossimi mesi e i cui dettagli verranno svelati prossimamente.
SCHEDA DELL’EVENTO
Titolo: Where is my way.
Artista: Salvo Cunsolo
Ideazione: Salvo Cunsolo
Direzione artistica: Giuseppe Andrea Parisi
Sede 1: La Plage Resort
Via Nazionale, 107/A, 98039 Isola Bella, ME – Telefono: 0942 626095
Sede 2: Panoramic Hotel
Via Nazionale, 196b, 98039 Taormina, ME – Telefono: 0942 620674
Date: 19 luglio – 30 settembre 2026
Inaugurazione: 19 luglio 2026 – ore 18 – Ingresso su invito
Modalità di visita: la mostra è visitabile dal 20 luglio 2026 nelle sedi precedentemente esposte
di Gianmaria Tesei
