Al GAM GAPscape TIME/Sixth Era – Time as Living Matter, la personale di MINYA che fa riflettere sul tempo e sulla società contemporanea

Pigmenti naturali, foglie d’argento e lamponi. Questi ultimi maturano e si evolvono per un’arte in continuo movimento, racchiusa in 25 opere. Questi sono alcuni degli elementi con cui Minya Mikic, con la personale GAPscape TIME/Sixth Era – Time as Living Matter, che si sta tenendo dal 4 al 31 luglio al GAM – Galleria d’Arte Moderna di Catania, ha messo in atto un progetto in cui percorre il tempo come materia che vive e indaga sulla responsabilità della singola persona nella società odierna.

LA MOSTRA
L’artista medita su sulle dinamiche della società contemporanea. Dinamiche connesse all’ecologia, alle tecnologie, sempre più avanzate, che vengono percorse mediante la metafora degli alveari stilizzati e l’uso materiali eterogenei, sottolineando la correlazione globale tra individui, comunità e culture.

Le venticinque opere esposte nella mostra sono frutto di una tecnica che l’artista ha fatto evolvere negli ultimi anni e che, come accennato, unisce pigmenti naturali, foglie d’argento e lamponi collocati su plexiglas e juta. Le opere, di grandi dimensioni, costituiscono la trasformazione di materiali organici e processi biologici in mezzi per compiere un’esplorazione artistica, per far cogliere visivamente lo scorrere del tempo.

Perno della personale una grande installazione processuale che è stata creata dall’artista direttamente in occasione dell’inaugurazione. Il 4 luglio, giorno del vernissage, sette lastre di plexiglas (140 × 50 cm ciascuna), precedentemente allestite con foglie d’argento, sono state ricoperte da circa 30 chilogrammi di lamponi freschi. Nei giorni successivi il pubblico ha potuto osservare il graduale e continuo mutamento della creazione: i frutti hanno subito un processo di fermentazione, si sono degradati e hanno lasciato tracce praticamente indelebili sulla superficie. In tal modo il tempo ha assurto al ruolo protagonista della fase creativa dell’opere.

L’arco temporale di una settimana ha compiuto l’evoluzione che l’artista voleva venisse colta dal pubblico, di modo che l’osservatore potesse cogliere la dinamica dell’opera in tutta la sua interezza.

I lamponi, simbolo di fertilità, nel loro sviluppo creativo dell’opera regalano una riflessione su quello che rimane e quello che è destinato a scomparire nel tempo.

Il titolo Sixth Era fa riferimento all’Antropocene, la nuova epoca in cui l’azione umana è divenuta una forza in grado di mutare intimamente gli equilibri del pianeta. Le strutture ricorrenti, che evocano alveari stilizzati, richiamano una società interconnessa strutturata sulla responsabilità condivisa e sulla consapevolezza delle conseguenze delle azioni dei singoli soggetti.

La Sicilia è stata selezionata dall’artista in quanto luogo in cui storia, natura e cultura si intersecano da millenni, e in cui il senso del tempo che scorre si coglie in atmosfere che sanno di antico e parlano di moderno.

Una prima versione del progetto è stata prospettata nel 2019 presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

La mostra è accompagnata da un catalogo che raccoglie contributi interdisciplinari e riflessioni ispirate al progetto di Achille Bonito Oliva, Gianrico Carofiglio, Mario Tozzi, Robert Pickup, Sergio D’Arrigo, Andrea Montanari, Ivana Maric e Filippo Cammarano.

L’INTERVISTA

D.: C’è un artista a cui si ispira o una scuola a cui fa riferimento?
R.: Più che agli artisti, mi ispiro ai libri, alla filosofia e all’attualità. È dall’osservazione del presente che nascono le mie opere. Cerco sempre una metafora o un materiale che possa rendere visibile un’idea.

D.: Qual è la sua opera, tra le 25 in esposizione, che simboleggia maggiormente il messaggio che vuole trasmettere e perché?
R.: L’intera serie GAPscape TIME / Sixth Era è un unico progetto sul tempo e sulla trasformazione della società contemporanea. Attraverso pigmenti naturali, plexiglas e lamponi, simbolo di vita e di bellezza ma anche dell’effimero, cerco di rendere visibile il passaggio del tempo. Il messaggio emerge solo osservando l’intero percorso espositivo.

D.: Come pensa che l’arte possa agire quale fattore positivo in un contesto come quello attuale, in cui ci sono parecchie guerre e una diminuzione complessiva dei diritti dei più deboli?
 R.: L’arte non risolve i conflitti, ma può offrire nuovi punti di vista. Ha il compito di portare l’attenzione sui temi più urgenti, stimolare il pensiero critico e creare consapevolezza. Più che offrire risposte, pone domande necessarie.

D.: Qual è il progetto artistico che avrebbe voluto realizzare che ancora non ha potuto portare avanti?
R.: I miei progetti richiedono spazi istituzionali capaci di accoglierne la complessità. Dopo le esposizioni curate da Achille Bonito Oliva al Palazzo delle Esposizioni di Roma e all’Istituto Italiano di Cultura di New York, l’acquisizione di otto opere da parte della Banca d’Italia e la mostra al MACRO di Roma, questa importante esposizione alla GAM di Catania, organizzata dalla Società Storica Catanese, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita della mia ricerca artistica. Qui ho potuto presentare 25 opere e un’installazione site-specific realizzata con lamponi su plexiglas. Il mio auspicio, in questo momento, è che questa mostra possa proseguire il suo percorso in un altro importante museo siciliano, magari a Palermo.

BIOGRAFIA

Minya vive e lavora fra Roma e Zurigo. Laureata con lode all’Accademia di Belle ArL dell’Università di Novi Sad, ha sviluppato un linguaggio artistico distintivo basato sull’utilizzo di pigmenti naturali, foglie d’argento e lamponi applicati su tela e plexiglass.

Le sue opere sono state esposte in numerose sedi internazionali, tra cui il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, il Consolato Generale d’Italia a New York, Palazzo Koch – Banca d’Italia, il Castello di Kronberg in Germania e la Jedlitschka Gallery di Zurigo.

Il progetto GAPscape State of Art Italia, curato da Achille Bonito Oliva, è stato presentato al Palazzo delle Esposizioni di Roma e al Consolato Generale d’Italia di New York, coinvolgendo oltre quaranta protagonisti della cultura italiana, tra cui Ennio Morricone, Andrea Bocelli, Umberto Eco, Michelangelo Pistoletto, Piero Angela, Federica Pellegrini e Paola Cortellesi.

INFORMAZIONI

MINYA

GAPscape TIME/Sixth Era

Time as Living Matter

Sede:

GAM – Galleria d’Arte Moderna

Via Castello Ursino 26

95121 Catania

Periodo:

4 – 31 luglio 2026

Co-organizzazione:

Comune di Catania – Direzione Cultura

Società Storica Catanese

Patrocini:

Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana

Città Metropolitana di Catania

Città di Catania

FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

Museo del Cinema di Catania

http://www.minya.it

studio@minya.it

Tutte le opere sono interamente realizzate a mano e non generate dall’intelligenza artificiale.

Tutte le opere presenti in questa mostra sono protette con tecnologia DATAdot DNA.

di Gianmaria Tesei

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