Al regista Luca Guadagnino il premio Cartier Glory to the Filmmaker 2026

La Biennale di Venezia e Cartier annunciano che è stato attribuito regista e produttore italiano Luca Guadagnino (After the Hunt, Challengers, Bones and All) il premio Cartier Glory to the Filmmaker dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2026), dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

La consegna del premio Cartier Glory to the Filmmaker a Luca Guadagnino avrà luogo martedì 8 settembre in Sala Casinò (Palazzo del Casinò) alle ore 15.00, prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo documentario, Joie de vivre (Italia, 435’).

Diretto da Luca Guadagnino, Joie de vivre è prodotto da MeMo Films.

Luca Guadagnino nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Potrebbe sembrare un gesto retorico dire che sono onorato di ricevere il premio Glory to the Filmmaker, ma è la pura verità per numerose ragioni: essere omaggiati per il mestiere o la vita da Filmmaker è un’ambizione che nessuno che fa cinema può avere la presunzione di immaginare di ottenere, per di più entrando a far parte di un gruppo di cineasti che mi precedono in questo onore così prestigioso ai quali debbo così tanto per la mia formazione. Quindi voglio sottolineare nuovamente l’onore di ricevere questo premio, per di più da Alberto Barbera e dalla Biennale di Venezia. Grazie grazie!“

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera afferma: “Il Premio Glory to the Filmmaker celebra in Luca Guadagnino un autore che ha saputo trasformare la propria curiosità in una forma di libertà creativa. Estraneo e irriducibile a qualsiasi scuola o tendenza, si è imposto come regista globale, capace di lavorare con i più importanti attori e produttori internazionali. Ha attraversato generi diversi – dal melodramma all’horror, dal coming of age al thriller psicologico – mantenendo una voce coerente e riconoscibile, senza mai perdere una matrice profondamente italiana nel raccontare i corpi, i luoghi, la storia. Il suo è un cinema vitale che non si sottrae al rischio, nomade, sensuale, colto e popolare al tempo stesso, dove provocazione intellettuale ed emozioni, memoria e contemporaneità convivono splendidamente. Glory to the Filmmaker premia l’originalità di uno sguardo che ha saputo rinnovare il linguaggio del cinema contemporaneo, una carriera che ha portato l’autorialità nostrana a dialogare con il mondo intero.”

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