In occasione del Gran Premio d’Italia a Monza, la Scuderia Ferrari HP celebra uno dei capitoli più significativi della propria storia, a trent’anni dalla prima stagione di Michael Schumacher a Maranello. Il tedesco arrivò nel team nel 1996 e nel decennio successivo ebbe un ruolo centrale in un periodo che trasformò la squadra e portò a uno straordinario ciclo di successi. La storia di Michael con la Ferrari è stata molto più di una sequenza di vittorie e titoli: la sua incessante ricerca del miglioramento, l’attenzione ai dettagli, la disciplina e la capacità di essere un vero uomo squadra hanno contribuito a creare una cultura che è divenuta uno dei tratti distintivi della Scuderia. Trent’anni dopo, quella cultura continua a essere parte del modo in cui Ferrari affronta le competizioni. Monza rappresenta dunque il luogo ideale per celebrare questa eredità, non semplicemente guardando a ciò che è stato conquistato, ma riconoscendo valori che ancora oggi fanno parte della Ferrari.
Schumacher arrivò a Maranello da due volte campione del mondo e iniziò immediatamente un percorso che sarebbe diventato inseparabile dalla storia moderna della Ferrari. La sua prima vittoria in rosso arrivò quello stesso anno in Spagna, seguita da altri due successi, in Belgio e a Monza, dove regalò alla Scuderia il primo successo nel Gran Premio d’Italia dal 1988. Fu l’inizio di un rapporto straordinario tra Michael, la squadra e i tifosi. Nelle sue undici stagioni con il team, Schumacher contribuì a riportare la Ferrari ai vertici della Formula 1: arrivarono sei titoli Costruttori consecutivi, dal 1999 al 2004, mentre Michael vinse cinque Mondiali Piloti di fila, dal 2000 al 2004. Alla base di quei risultati c’era un approccio fondato sul miglioramento continuo, sulla preparazione, sul lavoro di squadra e sulla volontà di ottenere sempre il massimo risultato possibile. Proprio questi principi sono al centro del tributo che Ferrari dedica quest’anno a Michael a Monza sotto la denominazione di “Sunday Rituals”. Il nome evoca qualcosa che va oltre le corse: i rituali, le emozioni e la passione condivisa che da generazioni uniscono Ferrari e i suoi tifosi nelle domeniche dei Gran Premi. Pochi luoghi rappresentano questo legame con la stessa forza di Monza e pochi piloti lo hanno incarnato quanto Michael.
Le SF-26 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton correranno dunque a Monza con una livrea speciale ispirata alla Ferrari F310 con la quale Michael iniziò la propria avventura nel 1996: la vettura sarà prevalentemente rossa, con alcuni elementi bianchi sulle ali, insieme al nero. Sui cerchi, BBS come allora, un dettaglio dorato ricorderà il colore originale dei componenti in magnesio utilizzati in quella stagione. Sulla vettura ci sarà anche il logo usato da Michael, fatto delle lettere M ed S che vanno a comporre la silhouette dell’abitacolo di una monoposto. Sul muso, una citazione grafica ripresa dal disegno del casco del campione tedesco, che nelle ultime stagioni presentava sette stelle su fondo rosso. Il tributo si estende oltre le vetture: Charles e Lewis avranno una divisa speciale – che la domenica sarà indossata da tutta la squadra – mentre scarpe, tute e guanti saranno appositamente disegnati per l’occasione. I due piloti avranno anche caschi dedicati, contribuendo a creare un collegamento visivo tra la Ferrari del 1996 e la Scuderia di oggi.
A Monza ci saranno anche tre monoposto rappresentative di altrettanti momenti della carriera di Michael in Ferrari. Ovviamente la F310 del 1996, simbolo dell’inizio di quel percorso, affiancata dalla 248 F1 del 2006, con la quale Michael chiuse la sua avventura in rosso sulle piste. Ci sarà poi la Ferrari F2002, una delle monoposto più iconiche dell’era Schumacher, con la quale il tedesco e la Scuderia vissero una delle stagioni più dominanti della storia della Formula 1. Michael conquistò il titolo Piloti con sei gare d’anticipo – addirittura a luglio, in Francia – mentre la Ferrari si aggiudicò il Mondiale Costruttori in Ungheria, centrando 15 vittorie su 17 gare. Sabato pomeriggio sarà Rubens Barrichello, compagno di squadra di Michael nelle cinque stagioni dei titoli Piloti consecutivi dal 2000 al 2004, a percorrere alcuni giri al volante della F2002. Il brasiliano ha un legame speciale con questa vettura e con Monza, dove nel 2002 vinse proprio la corsa italiana. Domenica, prima del via del Gran Premio, il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel scenderà in pista con la stessa vettura per un giro celebrativo in onore di Schumacher. Per “Seb”, cresciuto nel mito di Michael prima di diventare a propria volta pilota Ferrari, così come per tutti i tifosi sulle tribune, sarà un momento particolarmente emozionante.
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