VENEZIA83 – “THE ECHO CHAMBER” di Andrea Pallaoro con Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon: “Affronta tematiche come il confine tra l’identità dell’individuo e della coppia e le diverse sfumature in una relazione d’amore”

E’ stato presentato in Concorso alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “The echo chamber” di Andrea Pallaoro con protagonisti Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon.

Il film racconta una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi.
Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

“È la prima volta che dirigo un film tratto da una sceneggiatura che non ho ideato personalmente ma che appartiene a Bernardo Bertolucci e questo ha comportato una grandissima responsabilità ma il modo per onorare la sua essenza è stato filtrare la storia attraverso la mia sensibilità e quella dei grandi artisti che hanno contribuito a realizzarla. Ci sono tematiche a me molto vicine come il confine tra l’identità dell’individuo e della coppia e le diverse sfumature in una relazione d’amore.
Al di là della sua dimensione intima, il film affronta una condizione universale: il modo in cui spesso ci aggrappiamo proprio alle cose che ci impediscono di andare avanti. The Echo Chamber parla delle tracce che le persone lasciano le une nelle altre, ricordi, ferite, desideri, dipendenze, e del modo in cui le relazioni possono diventare spazi sia di rifugio sia di prigionia. I personaggi ripetono gli stessi schemi emotivi, alla ricerca di una connessione che al tempo stesso temono, manipolandosi a vicenda per evitare di confrontarsi con la propria solitudine”, ha spiegato il regista.

“Quando ho visto Il conformista mi sono resa conto che era diverso da tutto quello che avevo visto prima. Ci sono delle scene negli anni che ancora ricordo anche se in realtà a livello politico non sapevo cosa stesse succedendo in quel momento, poi nel tempo con Bertolucci siamo diventati amici. Andrea Pallaoro è riuscito a creare questa sensibilità molto italiana per far vivere una storia non soltanto attraverso le parole ma anche le immagini, si è preso il tempo per raccontarla, ha fatto in modo che le persone potessero aver fiducia in queste linee sfocate tra passato, presente e futuro. Credo che tutti i personaggi in questo film cerchino una connessione ed è anche quello che desidera ogni essere umano, vogliamo essere visti e ascoltati, essere presenti, fare in modo che le persone ci possano vedere. Rispetto al mio personaggio io non ho mai provato l’eroina ma mi ricordo di essere stata ferita, di aver amato molto, di aver avuto relazioni d’amore lunghe che sono terminate. La connessione tra di noi è stata importante. C’è anche una scena d’amore tra me e Alicia che alla fine è stata tagliata”, ha raccontato Susan Sarandon.

“E’ una storia molto lontana da quella che ho vissuto io e la bellezza di creare personaggi cinematografici è proprio questa, ad un certo punto ci si sorprede di avere una sorta di somiglianza con quel personaggio e questa per me è la vera bellezza”, ha detto Alicia Vikander.

“Ognuno di noi in qualche modo può connettersi con i personaggi. E’ stato bello non avere troppe notizie ma trovare una rotta con pochi punti cardinali. Il ricordo che mi porto è avere lavorato con questo gruppo di artisti e artiste impressionanti come Susan e Alicia, tanto che mi capitava di perdermi nell’osservarle mentre recitavano”, ha concluso Luca Marinelli.

di Francesca Monti

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