Giunto alla venticinquesima edizione, il Premio Navicella di Sardegna, dopo aver transitato da Cagliari a Castelsardo e Porto Cervo, consolida l’appuntamento nella splendida cornice dell’anfiteatro di Porto Rotondo, premiando le eccellenze sarde che si sono messe in luce in vari ambiti nazionali ed internazionali, come anche coloro che negli anni hanno contribuito a mettere in vista i valori della Sardegna o vi hanno trovato la fonte d’ispirazione per restare e consolidare un rapporto culturale ed artistico con il territorio.
Il simbolo della navicella in argento ideata dall’orafo cagliaritano Bruno Busonera, ispirato al bronzo nuragico, dato anche quest’anno alle personalità in vari ambiti, della cultura, spettacolo, scienza, letteratura come ai sette paladini, Ledda, Murgia, Cappon, Datome, Farci, Tozzi e Stewart, introdotti e presentati dalla giornalista Egidiangela Sechi.
Serata sostenuta dal Comune di Olbia, dal Consorzio comprensorio di Porto Rotondo,sono stati premiati, il musicista polistrumentista nuorese Gavino Murgia, la scienziata epatologa Patrizia Farci, l’ex capitano della nazionale italiana di basket Luigi Datome, il docente di letteratura italiana all’Università di Bologna Giuseppe Ledda, la giornalista ed inviata RAI Laura Cappon e la pop star della disco music Amii Stewart. Assegnato il Premio Matacena, dedicato alla comunicazione, a Mario Tozzi divulgatore scientifico e conduttore TV tra le altre di ‘Sapiens-Un solo pianeta’.
La cerimonia di premiazione è stata organizzata dalla Associazione ‘Sardegna oltre il mare’ con il sostegno degli sponsor Acciona, Banco di Sardegna, Hotel Sporting, Hotel Sestante, Hotel Gabbiano Azzurro e Cantine Surrau. L’Assessore regionale al Turismo Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, e portavoce della giuria che ha selezionato i candidati al premio, nell’esprimere i meritati complimenti ai prescelti, sottolinea come sia auspicabile mettere nelle condizioni di operare sull’isola, ai talentuosi che sempre più spesso hanno fortuna altrove, perpetuando il detto’ mai profeti in Patria’, cominciando un processo inverso di ritorno sul territorio, creando le condizioni lavorative per poter mettere a disposizione il proprio saper fare acquisito nel mondo.
La grande interprete internazionale della musica disco, pop, soul, Amii Stewart è un esempio emblematico. Dalle sue parole… ”Ho deciso nel pieno del successo di continuare negli anni’70, la mia carriera in Europa, dove a Londra sono arrivata per un musical,forte della mia formazione anche come ballerina (Debbie Allen in Fame è stata la mia insegnante). Poi è arrivata l’Italia con un contratto con l’etichetta discografica RCA. Ho avuto carta bianca e da qui ho iniziato collaborazioni con Ennio Morricone, con Gianni Morandi, Mike Francis,trasmissioni RAI. Sono nata artista e non potrei immaginare di fare altro. Ho conosciuto mio marito e siamo venuti in vacanza in Sardegna tanti anni fa, invitata a un compleanno dall’Aga Khan. Ci siamo innamorati del silenzio. Provo una pace, una tranquillità interiore e la bellezza del granito, il contrasto tra forza e leggerezza è in tutte le cose qui in Sardegna anche nel carattere delle persone”.
La generosità dell’artista non si è fatta attendere, Amii ha cantato a cappella sulle note della celeberrima ‘E se domani’ interpretata da Mina al Festival di Sanremo nel 1964, brano scritto da Giorgio Calabrese e musicato da Carlo Alberto Rossi… ed è stata subito magia!
Il trait d’union musicale della serata è stato l’ensemble di maestri, che hanno cucito una trama di emozioni sonore e hanno reso l’atmosfera delle grandi occasioni.
di Emanuela Cassola Soldati
