Un cuore infinito, è quello che la Nazionale femminile ha messo in campo a Shenzhen nei quarti di finale della Billie Jean King Cup 2026, riuscendo a battere in rimonta la Cina per 2-1 e accedendo nuovamente alle semifinali della Coppa Davis al femminile.
Dopo la sconfitta in singolare di Elisabetta Cocciaretto, Jasmine Paolini ha superato per la prima volta Qinwen Zheng e nel doppio insieme a Sara Errani ha conquistato il punto decisivo.
La sfida contro le asiatiche inizia in salita con una inaspettata “debacle” di Elisabetta Cocciaretto che conquista appena due game opposta nel primo singolare alla Zhang.
Un risultato di 2-6, 0-6 che si commenta da solo, con la marchigiana in condizioni fisiche non ottimali, a causa del problema al ginocchio sinistro, che non riesce mai a trovare il ritmo giusto per impensierire la cinese. Solo nei primi game del secondo set la numero due azzurra cerca di restare in scia, ma il break conquistato nel quarto gioco con un perfetto diritto d’attacco chiude in pratica la contesa.
La situazione sembra disperata considerando che Jasmine Paolini avrebbe dovuto affrontare Qinwen Zheng, una autentica bestia nera, in vantaggio per 4-0 negli scontri diretti contro la lucchese.
Ed invece la campionessa toscana indovina il match dell’anno, spinge con il diritto come nei momenti migliori e si porta subito sul 3-0 con un break nel secondo game.
La Zheng prova a reagire, si riporta on-serve con il contro break nel settimo gioco, ma Jasmine ruggisce da leonessa e con un perfetto game in risposta e una diagonale di rovescio in spinta continua, risale sul 5-3 e chiude al servizio con una prima vincente.
La seconda frazione è decisamente più equilibrata con entrambe le atlete che difendono il turno di battuta salvando diverse palle break. Nell’undicesimo game, la Paolini strappa il servizio alla cinese che commette una incredibile leggerezza sotto rete, ma non riesce a completare l’opera e viene costretta al tie-break.
Zheng parte a tutto gas sul 3-0, ma Jasmine rimonta sul 3-3 e mette la freccia per il 7-4 che regala un insperato pareggio alle azzurre di Tathiana Garbin.
L’esito della semifinale è affidato al doppio con Sara Errani e Jasmine Paolini che ricompongono la coppia olimpica. Di fronte di sono due combattive avversarie, Shuai Zhang e Hanyu Guo.
La partita si trasforma da subito in una battaglia senza esclusione di colpi, ma le azzurre mettono in campo tutta la loro esperienza e l’abitudine a giocare partite così importanti.
Il primo break viene siglato dalle locali, ma Jasmine e Sarita rispondono nel sesto e ottavo game ribaltando il punteggio da 2-3 a 5-3.
Il primo set si chiude sul 6-3 con un diritto in corridoio della Guo.
Il secondo parziale inizia con quattro break consecutivi che lanciano l’Italia sul 4-2, ma sul più bello si inceppano gli ingranaggi delle azzurre che resistono sul 5-5, ma vengono superate nel finale per 5-7.
Si arriva così al parziale decisivo e la tensione è alle stelle. Ancora una volta Errani e Paolini sprintano per prime, salgono sul 3-1 ma vengono riprese sul 3-3.
L’ennesimo break riporta l’Italia in vantaggio e questa volta Sarita tiene un fondamentale turno in battuta approfittando di alcuni errori gratuiti delle cinesi che iniziano ad accusare la stanchezza.
La sfida si conclude per 6-3 e le ragazze guidate dalla capitana Garbin possono festeggiare l’ennesima semifinale nella BJK Cup.
Jasmine Paolini ha commentato a caldo ai microfoni di Supertennis: “Mi sento bene, è sempre difficile giocare contro la squadra di casa. Ho fatto un buon singolare, nel doppio abbiamo avuto un calo nel secondo set ma nel terzo abbiamo giocato bene. Ora affronteremo l’Ucraina, con la Svitolina sarà un match tosto, ma cercheremo come sempre di dare il massimo”.
Sara Errani ha dichiarato: “Ero stanchissima, ma alla fine portare a casa il match era quello che contava e ci siamo riuscite”.
La Capitana Tathiana Garbin ha chiosato: “Questa competizione riserva delle difficoltà nascoste, ora dobbiamo cercare di recuperare il più in fretta possibile le energie in vista della semifinale”.
di Fulvio Saracco
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