Papa Leone XIV in viaggio apostolico in Francia: la visita alla Cattedrale di Notre-Dame e la Veglia con i giovani

E’ iniziato il viaggio apostolico in Francia di Papa Leone XIV, in programma dal 25 al 28 settembre. Il Pontefice è stato accolto a Parigi dal Presidente Macron e si è poi recato nella sede dell’Unesco dove ha simbolicamente innaffiato insieme al direttore generale, Khaled El-Enany, l’ulivo della pace: “Auspico che il nostro incontro rafforzi l’impegno di ciascuno a lavorare instancabilmente, affinché la consapevolezza di appartenere a un’unica umanità si faccia più viva, operosa e retta. Desidero a riguardo esprimere un sincero ringraziamento a tutto il personale dell’UNESCO, che svolge con competenza e dedizione questa missione così alta: edificare la pace coltivando ogni scienza e arte dell’umanità. Affido queste parole a tutti voi, ai Popoli che rappresentate e, in modo particolare, ai giovani. Sono proprio le nuove generazioni, infatti, a osservare con più attenzione il nostro operato. Mentre sosteniamo i loro desideri di giustizia, con gratitudine e stima invoco su tutti voi e sulle vostre Nazioni l’abbondanza delle benedizioni di Dio, Creatore onnipotente e misericordioso”.

Papa Leone XIV ha raggiunto a piedi la maestosa Cattedrale di Notre-Dame, primo Pontefice ad entrarvi dopo la ristrutturazione in seguito all’incendio del 2019: “Sono passati sette anni da quando il mondo intero, col fiato sospeso, ha osservato la cattedrale avvolta da un incendio spaventoso. Anche allora abbiamo sollevato lo sguardo, sconcertati, riconoscendo l’umana insufficienza di fronte all’imponderabile. Quel dolore non fu dei soli cattolici, né dei soli credenti. Ci accorgemmo che Notre-Dame è più di un monumento. La corale partecipazione alla ricostruzione e ora lo splendore del risultato rivelano che qui batte il cuore di un popolo, che ci troviamo al centro vitale di una civiltà, che si abbracciano passato e futuro, che si incontrano cielo e terra”.

In serata il Pontefice ha preso parte alla Veglia di preghiera con i giovani allo “Stade de France” di Saint-Denis: “Non esiste fallimento dal quale Dio non possa sollevarci: la sua misericordia è la nostra gioia. Eppure, voi avete parlato dell’ansia e dell’incertezza come ostacoli al vostro entusiasmo. Sono stati d’animo molto diffusi, a causa della precarietà dei progetti sul futuro, della provvisorietà degli affetti e della fragilità delle relazioni. A questi sentimenti se ne aggiungono altri, che gravano sulla vostra generazione, come ad esempio l’affaticamento da schermo e l’ansia di fronte ai cambiamenti climatici o alla situazione economica e internazionale. Sì, bisogna prestare un orecchio attento a questi sentimenti. Invito tutti voi, cari giovani, a mantenere il cuore aperto di fronte alle sofferenze dei vostri compagni. Allo stesso tempo, l’esperienza della fragilità, di ogni fragilità, diventa per un discepolo di Cristo un’occasione di testimonianza. Chi segue Gesù sulla via del servizio umile e gratuito viene liberato dall’angoscia e ritrova un nuovo entusiasmo, sperimentando la gioia e la pace interiori: sentimenti non passeggeri o soggettivi, ma radicati nella certezza della fede di cui rendiamo testimonianza insieme come Chiesa”.

Rispondi