LA GRADIVA di Marine Atlan in anteprima il 22 ottobre ad Alice nella città e al cinema dal 12 novembre

Dopo il successo al Festival di Cannes, La Gradiva, opera prima scritta e diretta dalla regista, direttrice della fotografia e sceneggiatrice francese Marine Atlan, arriva in anteprima italiana giovedì 22 ottobre ad Alice nella città, Festival che si svolge in parallelo e in agreement con la Festa del Cinema di Roma e dedicato alle nuove generazioni, agli esordi e alla scoperta dei giovani talenti. Il film arriverà al cinema dal 12 novembre distribuito in Italia da Fandango Distribuzione.

Con una regia folgorante e vibrante, La Gradiva unisce realismo e mitologia fotografando un’istantanea dell’adolescenza e le sue inquietudini riflesse nell’eternità delle rovine di Napoli e Pompei. Interamente girato in Italia, il lungometraggio d’esordio di Marine Atlan racconta, attraverso uno sguardo inedito e lontano da stereotipi e luoghi comuni, il viaggio di una classe di liceali francesi a Pompei, alla scoperta delle rovine e dei corpi pietrificati dall’eruzione del Vesuvio. La visita si trasforma in un’esperienza unica, in cui la forza della giovinezza incontra un mondo congelato nel tempo. A contatto con quel passato immobile, i desideri dei ragazzi cominciano ad affiorare con un’intensità inaspettata, conducendoli verso una frattura irreversibile.

Nel cast del film, vincitore del Grand Prix Ami Paris (riconoscimento più prestigioso della 65° edizione della Semaine de la Critique della 79°edizione del Festival di Cannes), Antonia Buresi, Colas Quignard, Suzanne Gerin, Mitia Capellier-Audat; con loro Rouge Isaac, Hadya Fofana, Lou-Ann Le Glorennec, Chamathka Warahena, Cherazade Hammedi, Camille Ménard-Harnish, Gustave Tersiguel, Mathéo De Carlo, Alma Polgar, Mariam Bouras, Léonilde Moucheroud, Emmanuelle Lafon, Lila Latronche, Anna Heckel, Romaïssa Taleb, Djimo Salim Nassokho, Kessy Mendy, Youssef Ben Hadj Amor.

Il film è una produzione Films du poisson, coprodotto da Arte France Cinema e, per l’Italia, da Bibi Film di Angelo Barbagallo.

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