Manca poco più di un mese alla Final Eight di Coppa Davis che si disputerà a Bologna, ma la situazione della probabile formazione azzurra è tutt’altro che incoraggiante.
Sotto gli occhi di capitan Filippo Volandri i quattro moschettieri Cobolli, Darderi, Berrettini e Arnaldi salutano i tornei di Pechino e Tokyo già nei primi turni lasciando un po’ di amaro in bocca ai sostenitori azzurri e la sensazione che lo stato di forma non sia ottimale per cercare uno storico poker.
Con Sinner ancora ai box con la speranza di rivederlo presto in campo per la “King Six”, gli altri atleti della nazionale non sembrano offrire attualmente le migliori garanzie.
A Pechino Flavio Cobolli è stato eliminato al primo turno dal russo Safiullin con il netto punteggio di 3-6, 2-6 in una sfida mai in discussione dove il tennista romano ha giocato in maniera troppo passiva e non è mai riuscito a prendere in mano il comando degli scambi. Un risultato inaspettato che adesso complica il cammino dell’azzurro verso le finals di Torino.
Notizie negative anche in campo femminile dove Jasmine Paolininon ripete le buone prestazioni della BJK Cup e subisce una imprevista sconfitta in tre set (6-3, 6-7, 2-6) dall’ucraina Snigur.
Leggermente migliore il cammino degli azzurri nel torneo ATP 500 di Tokyo, dove Darderi, Berrettini e Arnaldi hanno superato i sedicesimi di finale, venendo però estromessi nel secondo turno eliminatorio.
Luciano Darderi ha brillantemente eliminato nei sedicesimi il norvegese Casper Ruud (7-6, 6-3), vendicando la sconfitta del Foro Italico, ma è stato sconfitto negli ottavi dal francese Jacquet con l’identico punteggio (6-3, 7-6) perdendo una grossa opportunità per recuperare punti nel ranking ATP.
La sconfitta che lascia maggiori rimpianti è stata quella di Matteo Arnaldi che ha combattuto alla pari con lo spagnolo Alcaraz per tutto il primo set. Il campione ligure, dopo essersi imposto in tre set sul giapponese Sakamoto, è sembrato in forma fisicamente e mentalmente, riuscendo a ribattere colpo su colpo ai diritti del sei volte campione Slam. Difendendo con autorità i turni di servizio Arnaldi si è guadagnato il tie-break, giocato alla perfezione sfruttando la diagonale di rovescio. Alcaraz è sembrato piuttosto nervoso, ma sul 6-2 per l’italiano qualcosa cambia nell’inerzia del match; Matteo forza i colpi alla ricerca del punto decisivo e non concretizza una comoda volée sul 6-5, consentendo allo spagnolo di annullare quattro set-point e chiudere per 8-6.
La seconda frazione praticamente non ha storia, Alcaraz alza il ritmo e la potenza dei colpi mentre il ligure non ha più la forza per incidere negli scambi arrendendosi con un netto 1-6.
Delude purtroppo anche Matteo Berrettini che passa il primo turno ai danni dello spagnolo Davidovich Fokina, ma si arrende al non irresistibile paraguaiano Adolfo Vallejo per 6-7, 1-6
Partita simile a quella di Matteo Arnaldi, dove Berrettini sembra in grado di gestire il match per tutto il primo parziale conquistando tre set point consecutivi sul 6-3. Purtroppo, il romano spreca malamente i due punti al servizio e regala il set al giocatore sudamericano che da quel momento diventa il padrone dell’incontro.
Le uniche note positive in casa Italia arrivano dalla coppia Simone Bolelli e Andrea Vavassori che conquista l’accesso alle semifinali nel tabellone di doppio eliminando lo statunitense Polmans e il polacco Zielinski con il punteggio di 6-3, 6-4.
Nella notte di lunedì il doppio tricolore affronterà l’americano Krajicek ed il croato Mektic con la speranza di conquistare altri punti fondamentali per l’accesso alle ATP Finals di Torino.
di Fulvio Saracco
credit foto Federtennis
