Dopo il successo del debutto al Teatro Lyrick di Assisi, luogo simbolico legato alla figura di San Francesco, Fratello Sole, Sorella Luna continua il suo percorso e si apre alla tournée nazionale 2026–2027, portando il proprio immaginario in teatri che ne amplificano la natura itinerante e dialogica, riproponendo con forza la scelta di un uomo, capace ancora oggi di mettere in discussione un’intera società.
Al centro del racconto c’è un giovane cresciuto nel benessere, che comincia a guardare con occhi diversi il mondo a cui appartiene: un mondo in cui la ricchezza determina il valore delle persone, gli interessi dei mercanti alimentano le guerre e ai figli viene chiesto di ereditare ambizioni e conflitti dei padri. Francesco interrompe questa continuità. Il suo spogliarsi, da gesto di fede diventa un gesto di rottura con un ordine fondato sul possesso e sul privilegio. Attorno a quella scelta, scandalosa per la famiglia e per le autorità, prende forma una comunità che cerca nella solidarietà e nell’accoglienza un altro modo di vivere.
È in queste tensioni che la vicenda incontra il presente: nello scontro tra generazioni, nel rapporto tra denaro e potere, nella distanza tra chi possiede e chi resta escluso. La ricerca spirituale di Francesco attraversa domande concrete, che continuano a riguardarci: che cosa siamo disposti a difendere per conservare il nostro benessere? Quale spazio lasciamo agli altri? È possibile sottrarsi a un sistema di cui si è parte e costruire un’alternativa insieme?
A dare forma a questo racconto è l’incontro tra l’immaginario cinematografico di Zeffirelli e il linguaggio del teatro. Angela Demattè firma la trasposizione dalla sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller, portando sulla scena i conflitti familiari, la ribellione dei giovani e la nascita di un’alleanza attorno a Francesco.
La dimensione musicale lega il nuovo allestimento alla memoria del film: lo spettacolo accoglie infatti un patrimonio musicale con i brani originali di Riz Ortolani e Donovan, tra cui la celebre canzone che gli dà il titolo, e si avvale delle musiche e degli arrangiamenti originali di Alessandro Nidi che, per questa versione teatrale, si è occupato di comporre anche nuove musiche.
Lo spettacolo è una co-produzione International Music and Arts, Agidi Srl, Fondazione Sipario Toscana – La Città del Teatro con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi – San Francesco 1226–2026.
SINOSSI
Lo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi, figlio di una ricca famiglia di mercanti, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità.
Accanto a lui si schiera solamente Chiara, giovane della stessa estrazione sociale, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati.
Con i piedi nudi e un saio addosso, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo.
Il viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia.
